“No al salva-Ilva”, in migliaia al corteo mamme e bambini: “Taranto libera”

La manifestazione dei cittadini e delle associazioni di Taranto che protestano contro il decreto del governo che autorizza lo stabilimento Ilva a produrre nonostante i provvedimenti emessi della magistratur. Tanti slogan, mamme e bambini, un concerto in serata

corteo e concerto contro il salva-Ilva

La manifestazione di cittadini e associazioni contro il decreto. Tanti gli slogan: ‘Ma quale profezia Maya. Noi ci ammazza l’Aia’, ‘Non siamo inClini a morire’. Operai anche da Genova. Sul palco del concerto gli artisti che hanno realizzato l’inno ambientalista

Diecimila in piazza per "Taranto-libera" corteo e concerto contro il salva-Ilva I manifestanti in corteo

TARANTO – I bambini in testa al corteo, le mamme con i passeggini. Il motto ‘Taranto libera’ e tantissimi striscioni. “Siamo in diecimila”. A Taranto la manifestazione contro l’inquinamento e il decreto legge ‘salva Ilva’ che autorizza il siderurgico a produrre nonostante il sequestro degli impianti dell’area a caldo.

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Il corteo è aperto da cinque bambini che tengono uno striscione con la scritta che dà il titolo alla protesta, mentre intorno è significativa la presenza delle forze di polizia, con un elicottero che sorveglia dall’alto la situazione. A Taranto anche un gruppo di operai genovesi, arrivati ieri sera in Puglia: “Siamo preoccupati per la salute degli operai – dice uno di loro – del futuro occupazionale si deve preoccupare l’azienda, garantendolo”. Hanno uno striscione: ‘Genovesi con Taranto e con gli operai’. In coda al corteo, invece, un folto gruppo di giovani chiede a gran voce che la famiglia Riva vada via da Taranto sventolando bandiere con i colori rosso e blu della città ionica.

‘Ma quale profezia Maya. Noi ci ammazza l’Aia’, si legge su uno dei cartelli. Tantissimi gli slogan pensati per la rivolta. Una

ragazza con abiti della Palestina tiene alzato un cartello su cui c’è scritto ‘Caro Gesù quest’anno i pastori verranno da te senza pecore’, chiaro riferimento alle migliaia di pecore che si sono dovute abbattere a Taranto perché avvelenate dalla diossina. C’è qualche striscione più tradizionale come ‘Basta ricatto occupazionale, chi ha inquinato deve pagare’, ma la maggior parte sono ironici come ‘La nostra salute non è d’acciaio’, o con un accenno diretto al ministro dell’ambiente, Corrado Clini, come ‘Caso Clinico’ e ‘Non siamo inClini a morire’.

Non mancano quelli di sostegno alla magistratura. Su uno, sono riprodotte le facce di coloro che sono coinvolti nell’inchiesta giudiziaria. Ed altri riportano frasi di solidarietà ai giudici, in particolare al gip Patrizia Todisco che ha emesso negli ultimi mesi diverse ordinanze cautelari personali e reali nell’ambito di due inchieste della Procura. E’ lei che ha disposto a luglio il sequestro degli impianti dell’area a caldo, senza facoltà d’uso, e a fine novembre quello dei prodotti finiti. Al passaggio del corteo, la gente si affaccia ai balconi applaudendo i manifestanti e molti titolari di negozi abbassano le saracinesche in segno di solidarietà verso chi partecipa alla protesta.

La manifestazione è organizzata da associazioni ambientalistiche e comitati spontanei. Lo slogan “Taranto libera” viene intonato ad intermittenza dai manifestanti. A seguire c’è l’Apecar con esponenti del comitato ‘Cittadini e lavoratori liberi e pensanti’, gli stessi che il 2 agosto scorso interruppero per protesta, con una irruzione col ‘treruote’, una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil, raccogliendo comunque numerose adesioni.

VIDEOCLIP TARANTO LIBERA

Il corteo per le vie di Taranto è partito da piazza Sicilia con arrivo in piazza della Vittoria dove è previsto un concerto. “Il provvedimento – spiegano i promotori della manifestazione – permette al siderurgico di continuare a produrre nonostante le ordinanze dell’autorità giudiziaria e valuta il diritto costituzionale alla vita dei tarantini meno importante della corsa capitalistica di un imprenditore agli arresti”. Alla marcia, senza simboli politici, anche i medici e odontoiatri di Taranto aderenti all’Associazione internazionale medici per l’ambiente. Il concerto in piazza con l’esibizione di 19 artisti e musicisti che hanno realizzato un brano dal titolo “Taranto libera”. Non sono previsti interventi dal palco e i manifestanti sono stati invitati dagli organizzatori, riuniti nella sigla comitato 15 dicembre, “a non esibire simboli associativi o partitici di alcun tipo”.

Movimenti e associazioni manifestano, hanno spiegato, “per la salute, perché il diritto alla vita non accetta compromessi”; “per il reddito, per garantire un’esistenza dignitosa ai lavoratori e ai cittadini di Taranto dopo cinquant’anni di ricatto e inquinamento”; “per l’ambiente, perché non permetteremo più che il nostro territorio venga sfruttato e devastato in nome del profitto; “per l’occupazione, perché il deserto creato attorno al colosso d’acciaio conta il 40% di disoccupazione e innumerevoli attività storiche (acquacoltura ed in particolare mitilicoltura, agricoltura) distrutte a causa dello sviluppo selvaggio”; infine “per la cultura, perché da qui parta la nuova idea di sviluppo”.
http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/12/15/news/ilva-48800159/

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