Il mondo meridionalista è in subbuglio

di Francesco Romano


Non sono ancora state sciolte le camere ed è già battaglia elettorale. Si vive ormai solo per quelle. Interviene anche il Quirinale per sollecitarle. Si sposta la manifestazione canora di Sanremo, si fa di tutto per partecipare alle trasmissioni televisive, si scrivono editoriali sui maggiori quotidiani.

I parlamentari sono ossessionati per la rielezione e si fanno partiti e partitini per assicurarsi almeno la candidatura e sono alla ricerca dei riempi lista.I rappresentanti della cosiddetta società civile sono i più gettonati. Tutti i partiti cercano di rifarsi una verginità ormai persa da tempo presentando coloro che appaiono non legati a loro.

Ma già il territorio di quello che fu lo stato delle Due Sicilie parte con un handicap. I rappresentanti  sono eletti in base alla popolazione. Orbene il Nord ha un numero di abitanti di gran lunga superiore e pertanto eleggono più parlamentari capaci di difendere il proprio territorio e di far valere la politica padanocentrica che ha caratterizzato la politica da oltre trenta lustri.

Ed in più, con l’emigrazione duosiciliana non facciamo altro che rimpinguare il numero dei parlamentari settentrionali.

Ricordiamo anche che rappresentiamo da tempo immemore il bacino elettorale dei partiti nazionali. Anche il mondo meridionalista è in subbuglio. Anch’esso è alla ricerca di rappresentanti di provata fede ed in grado di sollevarci da questa continua minorità. Ultimi in qualsiasi classifica statistica positiva e primi in tutte quelle negative.

In questo marasma spuntano coloro che, sotto la bandiera dei partiti nazionali non fanno altro che adulare i meridionali diffondendo la sindrome del candidato, cioè quella che ognuno, prima dell’apertura delle urne, si sente già vincitore.

Si sprecano le riunioni, magari durante un’abbondante libagione o solo una pizza, il prescelto candidato lo fanno sentire al centro dell’attenzione e capace di risolvere qualsiasi problema.

Si inventano appoggi esterni che non potranno mai essere onorati visto anche il dilagante nepotismo che tarda ad abbandonarci.

Una buona analisi della situazione deve indurre chiunque a basarsi solo sulle proprie forze e su quelle che si ritengono possano essere come proprie …… e non di più.

http://www.ondadelsud.it/?p=9118

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