Ilva, la Procura è pronta al conflitto di attribuzione


bari.repubblica.it 2012-12-6 16:38:34
TARANTO – Attesa e prudenza in procura a Taranto. Il pool che ha indagato i vertici dell’Ilva per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale attende di leggere il testo definitivo della legge «salva-Ilva» , ma sarebbe già pronto per il conflitto di attribuzione che l’intervento governativo avrebbe generato annullando, di fatto, i sequestri passati in giudicato cautelare con cui erano stati sottratti a Ilva gli impianti dell’area a caldo e i prodotti finiti e semi lavorati. In realtà i ricorsi potrebbero addirittura essere due: uno contro il decreto legge e un secondo contro la legge di conversione. Un fatto che dimostra quanto la procura stia cercando di affrontare la vicenda senza tralasciare alcun dettaglio.

Intanto il tribunale del riesame di Taranto ha confermato gli arresti domiciliari per Michele Conserva, ex assessore all’Ambiente, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla concussione. L’ex esponente della giunta provinciale è stato arrestato il 26 novembre scorso dalle fiamme gialle di Taranto, guidate dal capitano Giuseppe Dinoi, nell’ambito dell’inchiesta «ambiente svenduto» coordinata dal pm Remo Epifani. Un’inchiesta che ha permesso di svelare i legami fra la politica e vertici Ilva, ma anche della gestione del settore ambientale in abito provinciale. Nelle 70 pagine di ordinanza, il tribunale conferma i domiciliari spiegando che esiste un concreto ed attuale rischio di inquinamento probatorio visto che Conserva potrebbe avvicinare imprenditori non ascoltati nelle indagini, ma che potrebbero essere chiamati a testimoniare in un eventuale processo. Non solo. Conserva, per i magistrati, è il «regista delle azioni delittuose» del gruppo. «La posizione di potere del Conserva – scrivono i giudici – appare ancor più evidente ed allarmante essendo emerso dalle indagini come lo stesso abbia diretti contatti con appartenenti alla polizia giudiziaria». Conserva avrebbe così ricevuto «illecitamente» notizie riservate «coperte da segreto in ordine ad indagini in corso». Tutto questo anche attraverso la collaborazione, scrivo ancora i giudici, dell’avvocato Donato Perrini. Inoltre a Michele Conserva viene contestato di aver fatto pressioni sul Noe di Lecce per sequestrare l’Ala Fantini, stabilimento industriale nell’agro di Montemesola, solo per favorire il candidato sindaco di quel comune Lucia Valentini. Conserva, così, tenta di «distogliere i consensi elettorali dei lavoratori (in un momento di difficoltà per la chiusura da qualche tempo della struttura, ndr) di quello stabilimento» dal candidato e sindaco uscente Marangi e «dirottandoli sulla Valentini». Conserva organizza un incontro con i lavoratori per manifestare «un suo (e della Valentini) interessamento alla loro vicenda», ma telefonicamente alla domanda della Valentini su una possibile assunzione dei lavoratori risponde così: «No! Alcuni di loro… Per alcuni di loro risolveremo il problema. Ovviamente per quelli che ci danno una mano eh!» e poi aggiungendo «per quelli che non ci danno una mano un cazzo di niente avranno! Va bene?».

di FRANCESCO CASULA

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