Ilva, Comune chiede 4 mld

L’ENTE SI ALLINEA ALLA RICHIESTA EQUITATIVA DI RUSSO

Ilva, Comune chiede 4 mld

Risarcimento danni in virtù della condanna della Cassazione al siderurgico del 2005: il dirigente ha firmato due giorni fa la determina incaricando l’avvocato Angela Maria Buccoliero di costituire l’ente nel giudizio di azione popolare avviato dal responsabile di Taranto Futura

Il dirigente dell’ufficio Avvocatura e Affari Legali del Comune di Taranto, Alessandro De Roma, ha firmato la determina due giorni fa. Nel silenzio, senza neanche una conferenza stampa (ovviamente da parte dell’amministrazione uscente). Probabilmente Ippazio Stefàno avrà tentato di rinviare l’ufficializzazione della tanto attesa iniziativa legale a dopo il ballottaggio. La notizia però è di quelle importanti. Sarebbe spiegato così, poi, il suo disorientamento due giorni fa nel rispondere alle domande relative alla richiesta del risarcimento all’Ilva in virtù della condanna della Corte di Cassazione del 2005 per “getto pericoloso di cose”. Il 24 ottobre di quell’anno il giudice fu chiaro: il Comune di Taranto, quello di Statte e la Provincia, potevano ricorrere in sede civile avanzando una richiesta economica per il danno subìto dall’Ilva relativamente ai dettami della condanna. Il tutto pur in presenza del ritiro della Costituzione di Parte Civile avvenuta in concomitanza della sottoscrizione degli Atti d’Intesa ratificati in quello stesso anno. Le pressioni di una intera città indignata costrinse Ippazio Stefàno, Angelo Miccoli e Gianni Florido a prendere carta e penna e, ad ottobre del 2010, ad affermare di voler avanzare la richiesta risarcitoria impedendo così il sopravvento della prescrizione. Da allora molte parole e pochi fatti fino a due giorni fa, almeno per quel che riguarda il Comune di Taranto. Il Presidente della Provincia, infatti, dichiarò subito di non voler procedere alla richiesta risarcitoria ma di aver interrotto la prescrizione solo per non negare a chi fosse venuto dopo di lui un’arma in più contro l’Ilva. Angelo Miccoli ed Ippazio Stefàno, invece, alimentarono da subito nei cittadini la speranza che finalmente si potesse ottenere qualcosa come risarcimento parziale dei danni ambientali arrecati al territorio. Da allora Ippazio Stefàno, ogni qual volta è stato invitato a spiegare a che punto fosse l’iter, ha rimandato tutto alla redazione di una perizia finalizzata a quantificare economicamente il danno. Un lavoro assegnato ad un esperto esterno che però, a quanto pare, non deve aver convinto i vertici, dirigenziali e/o politici, di Palazzo di Città.

La svolta 

Sta di fatto che due giorni fa, con la determina numero 377, Il Comune di Taranto ha affidato ad Angela Maria Buccoliero, un avvocato interno all’ente e dunque senza ingrassare la spesa con ulteriori incarichi esterni, il mandato di costituirsi nel giudizio di azione popolare avviato lo scorso 17 febbraio dall’avvocato Nicola Russo. In quel giorno il coordinatore del comitato referendario Taranto Futura notificò l’atto di citazione, in base al d.lgs 267/2000, dinanzi al Tribunale di Taranto chiedendo al giudice di condannare Emilio Riva e Luigi Capogrosso, rispettivamente amministratore delegato e legale rappresentante dello stabilimento Ilva spa negli anni presi in considerazione dalla condanna del 2005, al risarcimento dei danni subìti dal Comune e dalla Provincia di Taranto nella misura equitativa di 4 miliardi di euro. Nessuna super perizia di parte sul banco del giudice quindi: sarà il magistrato ad indicare la cifra esatta del risarcimento affidandosi eventualmente a esperti indicati dalla stessa Procura. Il termine equitativo, d’altronde, significa che si considera congruo, equo. La scelta di non perdersi in rivoli burocratici fatta da Nicola Russo era proprio finalizzata a non perdere tempo lasciando al magistrato le valutazioni di merito. Ma soprattutto era finalizzata a ‘stanare’ i due enti civici. Sin dall’inizio, infatti, Russo invitò Comune e Provincia ad inserirsi nella citazione. Da Palazzo di Città il tanto atteso segnale è arrivato. In silenzio, probabilmente per non buttare tutto nel tritacarne della campagna elettorale. E chissà se nell’altro palazzo del potere, in Provincia, Gianni Florido non possa avere un sussulto di indignazione e procedere nello stesso senso del ‘compagno’ Stefàno. E chissà che non possa farlo anche Angelo Miccoli. “Colui che ha salute ha speranza, colui che ha speranza ha tutto”, recita un proverbio arabo. Sperare di certo non potrà far male.

http://referendumilva.wordpress.com/2012/05/19/ilva-comune-chiede-4-mld/

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2 risposte a “Ilva, Comune chiede 4 mld

  1. Basta subire la prepotenza dei cattivi industriali! In scienza e coscienza Taranto è stanca di subire una violenza simile! Serve una politica industriale nuova, non decreti ad hoc e anche contro la magistratura e l’evidenza dei dati scientifica!

  2. Reblogged this on Quaderni corsari and commented:
    Ilva, il Comune chiede 4 miliardi! Ecco il risultato di tanti anni di malgoverno e di assenza di politica industriale. Quando in Italia avremo un governo in grado di cambiare? La politica serve solo a uccidere? Le riforme sono il decreto salva-Ilva?

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