Corruzione Inps e Gdf A Brindisi ecco il maresciallo e gli amici

BRINDISI – Chiuse le indagini dal pubblico ministero Milto Stefano De Nozza su alcuni casi di corruzione contestati all’ex maresciallo della Guardia di finanza Pasquale Lisi, nativo di Fasano, residente a San Pietro Vernotico, all’ex direttore dell’Inps Cesare Bove, brindisino, alla moglie Gabriella Iafelice, brindisina, dipendente dell’Inps, all’imprendito re brindisino, ex presidente dell’Enel Basket, Antonio Corlianò, e all’avvocato Giovanni Faggiano, brindisino, coinvolto negli ultimi due anni in varie inchieste. Le indagini su questi presunti casi di corruzione furono avviate proprio a seguito di una indagine sulla raccolta dei rifiuti a Napoli. Indagine per la quale Faggiano, che era stato amministratore di Enerambiente, l’azienda del gruppo Gavioli che gestiva il servizio di raccolta nel capoluogo partenopeo, finì in carcere.

Durante le investigazioni il pool di pubblici ministeri della Procura di Napoli chiese ed ottenne dal giudice per le indagini preliminari l’ascolto delle conversazioni telefoniche e ambientali di Faggiano. Da queste intercettazioni emerse il legame non proprio limpido che il legale brindisino aveva con il maresciallo Lisi, all’epoca in servizio presso la Seconda Compagnia di Brindisi della Guardia di finanza, responsabile dell’ufficio delegato alle indagini patrimoniali.In quel periodo il pubblico ministero della procura di Brindisi Luca Buccheri aveva inviato alla Gdf la richiesta di svolgere accertamenti patrimoniali su Faggiano in relazione ad una impresa di Brindisi (la Ca. Me.) della quale era stato amministratore. Viene registrata la telefonata in cui Lisi dice a Faggiano che si debbono incontrare. E nelle ore successive gli investigatori ascoltano anche la conversazione relativa al motivo dell’incontro tra i due. Lisi dice a Faggiano della richiesta ricevuta dalla Procura di Brindisi. Aggiunge che ha momentaneamente bloccato il tutto e di darsi da fare per mettere a posto le carte. Faggiano replica che lui con questa società non ha più nulla a che vedere da anni.

Gli atti relativi a queste conversazioni vengono trasmesse, per competenza, alla Procura di Brindisi e affidati al pubblico ministero De Nozza. Già dalle intercettazioni napoletane era emerso una sorta di scambio di favori. Gli ulteriori accertamenti ordinati da De Nozza, confermano.

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