L’istinto del “Corriere”…

 che tra Depardieu e Vendola sceglie l’amico di Putin

L’istinto del “Corriere”, che tra Depardieu e Vendola sceglie l’amico di Putin

Invano ho cercato sul “Corriere della Sera” di ieri la notizia dell’assessore leghista indagato per gli ululati razzisti nello stadio di Busto Arsizio. In compenso grande spazio a Nichi Vendola che, parlando di Gerard Depardieu volato in Russia a riceverne il passaporto e a incontrare Putin, considerava che “Putin in effetti sembra il diavolo e quindi va bene così”. Insomma, va bene che Depardieu vada al diavolo. Apriti cielo! Allarme e indignazione in via Solferino, così come sulla prima pagina de “Il Giornale” di Sallusti (“‘I ricchi all’inferno’ se vince la sinistra”). Il bravo e ricco attore francese, già distintosi per un intervento a pagamento alla corte del despota ceceno Kadyrov (ce lo ricorda oggi Adriano Sofri su “Il Foglio”) non poteva trovare difensori più appassionati in Italia. Nessuna censura ricordiamo per la sua scelta di spostare la residenza in Belgio pur di non pagare le tasse dovute al suo paese. Nessun rilievo critico alla sua scelta di accettare il passaporto russo e di beneficiare della sua immagine l’”amico Putin”. Il “Corriere della Sera” freme all’idea che in Italia corriamo il pericolo Vendola, cioè di uno che manda al diavolo gli evasori e gli elusori fiscali. L’inconscio è birbone: quando si dice la scelta del nemico principale…

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