fuori c’è il sole

ma di tramontana gelida ho l’anima. Tutto quello che lentamente credevo di credere, tutto quello che lentamente credevo di sapee, di sentire…è inevitabilmente fuori dalla mia finestra. e’ una tramontana che attanaglia con il camino  acceso ed il riscaldamento a palla. Sarà che il mio cilindro d’acciaio interiore s’è troppo freddato? Non oso chiedere di più a me stessa, non oso sforzare le membra un pò di più…tutti i muscoli sono tesi in un unico spasmo. Cercare lentamente e con caparbietà di estirpare questo dolore che sa di antico…quasi di placenta! La vita è un’altra cosa dal camminare rasenti ad un muro con le mani ben salde sulla ringhiera…dimezziamo la PdF… devo saltare giù senza paracadute…senza rete…e chi se ne frega se tanto quelle che avevo, improvvisamente si sono autodistrutte??

E’ stata invece vita correre col sorriso intorno a quei binari… ma appunto di binari si tratta. Paralleli contigui ma che mai s’incontrano. Ma scusa e allora tutti quei crocevia che avevo costruito?

Che fine hanno fatto le fondamenta che così potenti avevo costruito? e dove i muri…dove le finestre? Con un soffio è stato buttato tutto all’aria …come se il cemeto che avevo utilizzato e che mi era stato venduto…fosse invece sabbione…nessuna resistenza. S’è creata una crepa a mia insaputa…che ha iniziato a crescere ed insinuarsi sin nel cuore della mia costruzione…ed ha distrutto tutto….

L’amore non è questo…. non è cambiare “idea” al primo soffio di vento. L’amore è quello che ancora a distanza e distanze infinite sbatte contro il mio cilindro d’acciaio. Non voglio più saperne di parole senza calore, non voglio più sentire parole cadute dai ponti e dalle rovine…nulla può più lenire il tempo che massacrando sta passando. Nel silenzio..perchè il lutto è buio e silenzioso. Fulgida rabbia intanto mi assale e stringe la morsa della mia vita…come a spremerne il maleficio, come ad estirpare la pianta che ha marcito il seme.

Rabbia che brilla come bomba in silenzio, non muove neanche il mare più profondo del mio lento avanzare tra i camerini di questo corridoi. Sorrido attaccando gli angoli della bocca con fili trasparenti..sin su su sino al cielo…e devo stare attenta che i sogni che cascano infrangendosi non li taglino. Devo stare attenta e mettermi al coperto…potrei tagliarmi il cuore che è ancora tutto suturato…nessun cerotto tiene, nessun punto chirurgico, nessuna farfalla…cade pezzo dopo pezzo x terra….mentre cammino sbatto ai muri e cado anche io.

Sta volta sbatto naso e chiappa sinistra, mi faccio male. Ma il dolore fisico fa dimenticare il resto

Quale resto se quel resto era il mio tutto?

ed io esco…giro…vado..e…

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