E poi t’imbatti in certe “menti acute”

e resti senza parole. Del resto sappiamo bene che chi non paga sulla propria pelle ne malattie ne perdite di cari, pensa al profitto dell’Italia…ma tanti pensano al proprio di profitto. Desidererei tanto che queste menti, così lontane dalla reale quotidianità tarantina,  smettessero di parlare sulla pelle degli altri. Si sa che l’essere umano non è empatico verso le problematiche altrui sino a che da tali e uguali problematiche viene colpito.

Allora cambia tutto, cambia la visuale, cambia la visione ma sopratutto cambia la COSCENZA …. vabbè . Libertà di opinione e di pensiero s’è detto, nevvero??? NON PERDETEVI I COMMENTI

dal blog di PORRO

Chiudono l’Ilva. Chiudiamo l’Italia

Tanto vale chiuderla, l’Italia. Stop. Fermiamo tutto. Blocchiamo, serriamo, sigilliamo. Ieri i giudici di Taranto a questo nobile intento si sono attenuti. La forma della legge sarà rispettata. Non lo mettiamo in dubbio. Ma già i romani insegnavano: Summum ius, summa iniuria. E cioè il massimo del diritto può rivelarsi il massimo dell’ingiustizia. Non ricapitoleremo tutta la vicenda dell’Ilva di Taranto. Ciò che ci interessa è che sul piazzale di quella ditta ci sono prodotti per circa un miliardo di euro. E che i magistrati, per la terza volta, si sono di fatto opposti alla loro vendita. Nonostante una leggina ad hoc (e nella specialità di questa norma ci sarebbe il germe infetto) fatta dal governo Monti alla vigilia di Natale, i giudici di Taranto non hanno tolto i sigilli. La storia è scritta. La più importante azienda siderurgica italiana è praticamente morta: 6 miliardi di fatturato realizzati in Italia che vanno in fumo, 50mila dipendenti a spasso. È questione di giorni. In cassa la società dei Riva ha meno di 50 milioni: poche settimane di aria. Non c’è ancora nessuna sentenza definitiva. Ma indagini in corso. E l’oggetto del contendere, in questo caso, non è l’inquinamento ma semmai il suo prodotto.
La giustizia è cieca, si dirà. Ma anche al dettato del legislatore, che prevedeva lo sblocco di quei sigilli. C’è da piangere, ma piangere per davvero. Il caso Ilva è un simbolo. Quante imprese in Italia, che non fanno notizia, sono trattate con il metodo Taranto? Un lettore sempre pugliese ci ha scritto pochi giorni fa di aver subito un sequestro cautelare per una partita importante di olio extravergine. Ha perso la sua esportazione in America. Dopo poco è stato liberato (l’olio) perché erroneamente coinvolto. Nessuno ovviamente paga gli errori commessi. D’altronde perché i magistrati dovrebbero comportarsi diversamente da come fa lo Stato nei confronti dei privati? Pensate un po’ alla follia dell’inversione dell’onere della prova in materia tributaria: in cui è il contribuente a doversi giustificare e non l’amministrazione a dover provare. E i pagamenti? Lo Stato può soddisfare i crediti quando più gli aggrada. Siamo schiavi davanti ai burocratici. Siamo noi al loro servizio e non loro al nostro. È tutto sottosopra. Bottegai, commercianti, imprenditori che ancora intraprendono non sono degli eroi, sono dei disperati. Non hanno alternativa. Il nostro apparato statale così imperfetto ci vuole così perfetti che viene una rabbia incontrollata. Si chiama Leviatano.
Chi può scappa. Basterebbe guardare le statistiche. In cinque anni abbiamo perso un quarto della nostra produzione industriale: volatilizzata. In compenso nel 2010 (dati Istat) le imprese italiane hanno dovuto fare di necessità virtù e produrre all’estero. Scappare da Taranto ma anche da Varese o Trento. Le nostre mini multinazionali danno da lavorare all’estero a circa un milione di persone, per un fatturato da 220 miliardi di euro. Un gruppetto (circa cento) di piccoli imprenditori veneti capeggiati da un giovane artigiano di Vicenza (Sandro Venzo) hanno preso un pullman e sono andati nella vicina Carinzia per impiantare le proprie fabbriche.
Continuiamo così. Il lavoro ce lo troveranno magistrati, funzionari, direttori, impiegati della pubblica amministrazione. Che un giorno si sveglieranno e si accorgeranno che i loro stipendi non li paga più nessuno. L’Italia è chiusa. Se ne è andata.

COMMENTI:

  1. Roberto il 17 gennaio 2013 alle 12:59:

    @Bragadin: suvvia Bragadin non te la prendere per quanto ho detto sulla preferenza di informazione dei lettori che hanno un pò di sale in zucca. E’ nell’ordine delle cose biologiche avere più o meno neuroni in testa e non è colpa di nessuno. E’ noto che molto spesso l’informazione dice ai lettori quello che vogliono sentirsi dire e non quello che è in realtà una certa questione. E’ la classica distinzione tra giornalista vero e giornalista che sta ancora imparando il suo mestiere e tra lettore con sale in zucca e lettore che legge il giornale solo mentre va in bagno la mattina. In ogni caso sono seriamente preoccupato per le sorti dei tuoi amati contribuenti del Nord che non dormono la notte per le beghe del Sud. Non posso assolutamente consentire che non dormano la notte, sono troppo umanitario. Siamo così gentili e disponibili e generosi nei tuoi confronti che siamo disposti a spostare integralmente pezzo dopo pezzo lo stabilimento ILVA di Taranto presso la tua città di residenza, due angoli dopo da dove abiti, e regalarvi integralmente tutti i posti di lavoro e uno splendido pezzo di arte industriale quale quello di Taranto con annessi splendidi e scenografici parchi minerari tanto profumati. Hai visto? Non hai motivo di arrabbiarti…saremo pure imbecilli e comunisti ma siamo tanto, tanto, tanto generosi. Per ringraziarci di questo favore mandaci un panettone o un uovo di pasqua a tua scelta :)

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  2. fabri72 il 17 gennaio 2013 alle 12:43:

    ULISSE..hai dimenticato di dire che se chiude l’ilva sarà colpa di un emigrante venuto dal nord…

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  3. elis il 17 gennaio 2013 alle 12:33:

    Porro, vede come sono fatti i sostenitori della legge e dei giudici giustizialisti? tutta gente per bene, che sa discutere civilmente. Proprio come i giudici.

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  4. ulisse di bartolomei il 17 gennaio 2013 alle 12:25:

    Nel meridione si sono purtroppo abituati al fatto che i guasti delle loro nefandezze, vengono compensati con i soldi degli altri. Se l’Ilva chiude, oltre al costo di casse integrazioni e simili, avremo una nuova ondata di migranti che verranno al nord per cercare un lavoro che non c’è, ma tramite il parente Vigile, guardia privata o impiegato nelle pubblica amministrazione, tenteranno di imbucarsi un un posto stipendio sicuro. L’Italia è l’esempio di come una democrazia priva di regole “meno democratiche” è un pastrocchio disumano di furbi che manovrano ai costi altrui. Se un gruppo di magistrati si possono permettere di ignorare le indicazioni di un governo e produrre danni così gravi per l’intera nazione, significa che dal lato dei poteri pubblici siano nella condizione degli abusi dei signori locali del medioevo.

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  5. ASPIRINA il 17 gennaio 2013 alle 12:21:

    L Italia Socialista e al capolinea insieme a tutta la burocrazia.

    Per una svolta liberale dipende da noi.
    E urgente eliminare almeno 1.000.000 di politici

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  6. ASPIRINA il 17 gennaio 2013 alle 12:14:

    BBG

    Sondaggio sulle misure urgenti per le piccole e medie imprese

    Senza le fondamenta non si può costruire nulla. Le fondamenta dell’economia dell’Italia sono le piccole e medie imprese che da noi hanno scarsa o nulla rappresentanza. Sono le mucche da mungere in un Paese sempre più burocratizzato dove i servizi (inefficienti) a chi intraprende esistono solo sulla carta e i costi necessari per competere, dai trasporti, alla connettività, alla distribuzione sono più alti della media degli altri Paesi della UE. Lo Stato applica la legge del taglione su chi produce senza accorgersi che sta segando il ramo su cui è appeso. La maxi tassazione sulle PMI è un incentivo all’esodo degli imprenditori, la burocrazia fine a sé stessa è un ostacolo ormai insuperabile per chi avvia un’attività. Qui si fa l’impresa o si muore con il disfacimento di quello che è rimasto dello Stato sociale.

    Per uscire dal buio è necessario tagliare i rami secchi dello Stato, le sacche di privilegio, eliminare i processi burocratici da delirio, diminuire il carico fiscale sulle imprese.

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  7. Nicola Porro il 17 gennaio 2013 alle 12:13:

    @giuseppe da Taranto, Sentirà anche lei presto il mio avvocato

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  8. Nicola Porro il 17 gennaio 2013 alle 12:11:

    @andrea no caro andrea si può dissentire anche ferocemente da ciò che scrivo e tollero anche una certa dose di insulti. Ma le mimacce no. E poi caro andrea voi che siete così fiduciosi nella magistratura che problema vi fate. Se ho torto un giudice lo riconscerà.

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  9. Nicola Porro il 17 gennaio 2013 alle 12:09:

    @Merli paolo, Buona domanda

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  10. Nicola Porro il 17 gennaio 2013 alle 12:05:

    @Vale brava ha fatto una bella battuta. Pensi ad educare bene suo figlio, invece di provare a far battute che non le riescono.

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  11. Nicola Porro il 17 gennaio 2013 alle 12:03:

    @Domencio, troppo ragionevole, il suo discorso, per essere capito da una banda di ultras. per di più spaventati

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  12. Nicola Porro il 17 gennaio 2013 alle 12:01:

    @mike, e giuseppe il tipico vigliacchetto che getta il sasso, ma nasconde la mano. Siamo alla ricerca dell’Ip

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  13. ASPIRINA il 17 gennaio 2013 alle 11:58:

    Parma pulita, Parma a 5 Stelle

    “Arresti clamorosi a Parma da parte dalla Guardia di Finanza condotta per conto della Procura. Arrestati il consigliere regionale del Pdl Luigi Giuseppe Villani, l’ex sindaco di Parma Pietro Vignali, l’ex presidente della società partecipata comunale Stt Andrea Costa e l’editore del quotidiano Polis e presidente del cda di Iren Emilia Angelino Buzzi.

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  14. Mike il 17 gennaio 2013 alle 11:38:

    Nicola Porro il 16 gennaio 2013 alle 20:21:
    @Giuseppe che fa mi minaccia? ne risponderà al mio avvocato.

    Le tipiche risposte difensive berlusconiane. Lei solo per il Giornale può scrivere.

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  15. bragadin il 17 gennaio 2013 alle 11:22:

    aristarco, tu parli a Porro ma scrivi qui: ovvio che devo dirti di non aver ben compreso il senso del tuo discorso.
    Se non o capito male tu non condividi il pensiero secondo cui la P.A. deve subire una completa £revisione”: è così ? Da ex pubblico dipendente, dopo aver fatto il dipendente privato ora sono libero professionista. Ebbene amico mio … come si fa (per esempio) a non dire che dei 4 e oltre milioni di pubblici dipendenti, almeno un milione di essi E’ PERFETTAMENTE INUTILE ?!!!!

    Come si fa a non dire che, con UN MINIMO DI RAZIONALIZZAZIONE “VERA” DEI SERVIZI E DI ELIMINAZIONE DI BUROCRAZIA DEMENZIALE, questo milione potrebbe agevolmente crescere di altre 500.000 unità ?

    Chi si sogna di dire che si può fare a meno dello Stato, è un cretino ! Ma chi dice che SI DEVE fare a meno di QUESTO STATO … HA PERFETTAMENTE RAGIONE !!

    Hai citato banche, artigiani, professionisti, ecc. ecc. : ma questa gente, pur commettendo errori, come li commettono tutti quelli che lavorano, si muovono secondo la logica del buon senso e della razionalità (sii pur finalizzata al profitto) : tu dici che questo nostro stato … opera con altrettanto raziocinio ?

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  16. Michele Teso il 17 gennaio 2013 alle 11:13:

    SIg. Porro io penso che lei non sappia nemmeno cosa sia la legge e come debba essere applicata.. Questo almeno appare dal suo populistco propoagandistico articolo.. Come si permette lei di dire che la magistratura causa la chiusura di un’ azienda se si limta a far applicare la legge? Il buon senso che lei richiama a nome di non so quale giustizia sociale, non ha nulla a che fare con la salute di chi lavora in quell’azienda.. Lei attacca la magistratura e si arroga tale diritto a sproposito solo perche’ il suo padrone fa altrettanto. Altrimenti accetterebbe la suddivisione costituzionale dei ruoli.. Se la magistratura attaccasse a parole i suoi amici politici? a lei la risposta.. le risordo che i suoi amici politici han fatto le leggi…

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  17. bragadin il 17 gennaio 2013 alle 11:06:

    caro Nicola .. questa volta il tuo articolo (il quale se non sbaglio, si rifà ad una logica che non fa una grinza dal punto di vista della conciliazione salute/economia disastrata del sud) ha scatenato la reazione di tutta quella masnada di professionisti della demagogia adepti alla ferocia politica che si rifà al loro credo e che, come vedi, si sono ritrovati qui chiamati a raccolta dal “tam tam” che spazia dalle sedi dei centri sociali, sa quelle della “fiom” a quelle della CGIL, sino alle comunità di pidini bolscevichi ancora numerosissime .

    Hai visto quanto nomi nuovi nel blog ? No global, comunisti, giustizialisti, finti salutisti ..tutti rigorosamente pubblici dipendenti o (i più) parassiti più o meno di stato, tutti comunque, rigorosamente alimentati dalla comunità (in verità assai smilza al sud) che produce e lavora sul serio.

    Ma il vero guaio, per come la vedo io, è che … come sempre, alla fine, chi pagherà per questo ennesimo disastro demagogo/salutista/giustizialista, saranno “i soliti” contribuendoti del nord !! La gente che produce sul serio !! Loro pagheranno le quintalate di euri necessari alla c.i.g. ed o alla disoccupazione, le quali come noto, avendo in italia durate pluriennali, alla fine si trasformano in una comoda fonte di reddito per molti lavoratori … i quali, anche arrangiandosi in mille modi … si vedono pagati …. PER NON FARE NULLA !!

    Decine e decine di amici e conoscenti, hanno fatto di mestiere “i disoccupati” ed “i cassintegrati” per anni e anni, prima di andare finalmente in pensione (pensioni che, come tutti, nemmeno si erano pagati per intero) grazie al wellfare pazzoide che impera ancora qui da noi.

    Tutto questo, caro Nicola, sta nella logica demagogica, parassita e comunista di coloro che ferocemente ti hanno attaccato !! Credimi, la salute NON C’ENTRA NIENTE !!!

    Vedi, nel nome della ideologia rossa, la ricerca di una soluzione equilibrata che porta alla progressiva eliminazione delle emissioni inquinanti … è vista come una svendita “dei diritti del proletario” al padrone di turno: anche tu, come vedi, sei al soldo oltre che di Berlusconi, anche dei padroni dell’ILVA :…. ma quanto soldi avrai mai accattato Nicola ?!.

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  18. massim il 17 gennaio 2013 alle 11:00:

    Magistratura irresponsabile, vergognatevi non è così che vengono risolti i problemi, ossia chiudendo l’Ilva anche perché non si risolverà nulla, anzi l’impianto non verrà bonificato e in + ci saranno tantissimi disoccupati e Taranto sprofonderà nella miseria.L’Iva ha deciso di applicare l’AIA già da ora, con tutte le prescrizione della Todisco ,mentre le altre aziende le applicheranno nel 2016 quindi che cosa volete +.? Almeno che non vi piaccia stare sulle prime copertine dei giornali mentre noi a morire di fame che schifo. Non vi preoccupate poi mi darete da mangiare a me a alla mia famiglia con i miei due bambini. VERGOGNATEVI.

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  19. fabri72 il 17 gennaio 2013 alle 10:53:

    Leggo con disgusto e incredulità i commenti con le infamanti accuse rivolte da certi personaggi alla magistratura tarantina. Gente a cui questi coraggiosi magistrati hanno rotto le uova nel paniere, terrorizzati al solo pensiero di perdere i loro privilegi all’interno della fabbrica, e il cui solo pensiero di andare a lavorare invece di starsene nei comodi uffici fa perdere il lume della ragione. se fossi raggiunto da un mandato di cattura da innocente, mi catapulterei dai magistrati per dimostrare la mia innocenza…invece di farmi rincorrere per tutto il mondo.Siete gente a cui piace l’agio,che adora ostentare,deboli perchè vi schierate sempre col più forte…e non importa quanta gente pagherà per i vostri comportamenti con la propria salute,ciò che conta è il premio…io mi auguro che riusciremo a liberare taranto non dall’ilva, ma da questa gentaglia. Perchè voi..siete il vero inquinamento. Siete stati voi che avete reso quella fabbrica invivibile sotto tutti i punti di vista. Non avete mai avuto rispetto per il posto di lavoro, ma solo servilismo…e ora avete paura.

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  20. taranto il 17 gennaio 2013 alle 10:37:

    Giovedì 17-01-2013 arriverà Clini a Taranto, ovviamente non vedrà nulla di tutto questo:

    Cominciano le bonifiche? Soldi buttati!

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  21. Max il 17 gennaio 2013 alle 10:31:

    Sig. Porro, credo che le spiegazioni nei vari commenti le abbiano già raccontato la nostra situazione ….. venga a Taranto ed invece di contare le tonnellate di acciaio ferme perchè frutto di reato, si faccia un giro negli ospedali, mi creda anche lei probabilmente rivedrà il suo pensiero!

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  22. bragadin il 17 gennaio 2013 alle 10:30:

    roberto: imbecille ! Non posso sentirmi dire da un imbecille maleducato che “io non ho il sale nella zucca” … questo me lo può dure un topaccio di fogna come mariolino … ma tu non sei un topaccio di fogna , tu sei sei solo un imbecille !

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  23. ROBERTO il 17 gennaio 2013 alle 09:46:

    Sig.Porro, per giocare immediatamente a carte scoperte, confesso di non essere un suo lettore, né tanto meno un estimatore del foglio su cui scrive. L’impostazione dell’articolo le è stata ampiamente criticata dai quanti mi hanno preceduto. La tentazione cui ha ceduto il sig. Giuseppe, di invitarla ad andare a vivere a Taranto, in un appartamentino vista ILVA in attesa che le si sviluppasse qualche “brutto male”, aveva sfiorato anche me. Poi, però, ritenendo che non sarebbe stato costruttivo (ma non una minaccia, solo “non costruttivo) come commento, ho pensato ad altro. Lei non ha mancato di sottolineare che i “poveri” sig.Riva hanno pochi milioni di spiccioli in cassa, ma tutti quelli che hanno guadagnato in questi anni, dove sono? Dove sono andati i profitti? perché non hanno con pensato di dover reinvestire parte di quei profitti in processi e tecnologie di bonifica del ciclo poduttivo?
    I gloriosissimi miei conterranei (sono di Padova) che “emigrano” in Carinzia e in Slovenia per non pagare le tasse, sono gli stessi che negli ultimi anni hanno votato Lega e PdL e le loro leggi xenofobe e poi infarcivano le loro aziende e le imprese di lavoranti magrebini, ucraini, moldavi, albanesi assunti in nero. Nessun investimento sul sociale, sul miglioramento del territorio… ma una bella sfilza di Porsche e Rolex e mignotte d’alto bordo a riempire i locali del produttivo Nord-Est. Vi sono persone meravigliose che lavorano e cercano di far lavorare, ma quelli come i Riva e i loro poveri epigoni nordorientali, che hanno sempre sacrificato tutto al dio profitto non ci mancheranno.

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  24. taranto il 17 gennaio 2013 alle 09:36:

    Il fatto che Nuova Delhi sia più inquinata di Milano, fa si che i milanesi siano contenti del loro inquinamento e di morire più allegramente degli indiani?
    I dati ISTAT sulla mortalità, se estrapolati dal contesto, non danno la reale dimensione del problema e soprattutto della malattia, che viene sopraggiunge molto tempo prima della morte.
    Taranto è una città che si svuota progressivemante di tarantini e si popola di forestieri. Questi tarantini moriranno in altri luoghi rispetto a quelli di nascita, e popoleranno i dati ISTAT relativi a quei luoghi. La maggior parte degli stessi lavoratori ILVA non risiede a Taranto, quindi morirà statisticamente in un’altra provincia se non regione.
    Per questo si fanno degli studi specifici, come lo studio Sentieri del Ministero della Salute, circoscritti a quei luoghi ed a quelle parti di popolazione che dovrebbero costituire un campione osservabile.
    Meditare.

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  25. Gianpsis il 17 gennaio 2013 alle 09:32:

    Porro, a Taranto si muore di tumore per colpa dell’Ilva, e lo dicono le perizie epidemiologiche. Bisogna avere RISPETTO nei confronti della Magistratura Tarantina che sta sta compiendo in maniera egregia il proprio dovere, e sta cercando di tutelare il diritto alla salute dei Tarantini che, in nome del profitto, è stato calpestato completamente in questi ultimi 50 anni. Io le chiedo: se lei avesse un figlio, una madre, un padre a Taranto, parlerebbe così? Accetterebbe con rassegnazione il fatto che uno dei suoi cari si possa ammalare di cancro perchè l’industria del nostro Paese deve continuare a sopravvivere? Io credo proprio di no. E allora concludo:è facile parlare di economia, di lavoro, di persone, quando non viviamo sulla nostra pelle i drammi delle malattie e della morte. Forse sarebbe stato il caso di tacere, almeno per rispetto nei confronti dei tanti Tarantini morti per colpa di quella fabbrica assassina.

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  26. STEVE il 17 gennaio 2013 alle 09:22:

    caro nicola condivido quasi sempre le tue riflessioni, ma il problema la situazione ilva va affrontanta nel modo seguente. l’ilva aveva le autorizzazioni ambientali in regola, rispettava il sistema di smaltimento dei gas e dei residui? rispettava le norme europee in materia del comparto siderurgico? se si, allora i giudici vanno perseguiti per danno economico, se invece no è giusto che chiuda e fallisca ed i proprietari restituiscano quanto illecitamente guadagnato e finiscano in galera, al suo posto verranno imprenditori seri. buona giornata.

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  27. Giuseppe il 17 gennaio 2013 alle 09:18:

    Caro sig. Porro, ha fatto un’analisi lucida di quello che avviene a Taranto in questi mesi, anche se qua si sono pure inventati che chi non vive in città non puo’ nemmeno parlare.
    La realtà, è che 50 anni di vuoto assoluto della classe dirigente(specchio della città) e gli ultimi studi “Sentieri”, hanno completamente fatto perdere la pazienza a migliaia di persone che non si rendono conto che una volta chiusa l’Ilva, sarà
    il deserto piu’ assoluto, che trasformerà la città piu’ importante del meridione in un villaggio per anziani! Di fatto, la magistratura, che ha riempito un vuoto di classe dirigente in questi anni, sta decretando la chiusura dello stabilimento siderurgico. Già, perchè a mio avviso, non si puo’ chiedere ad un imprenditore( per l’amor del cielo deprecabile) di spendere 3,5 miliardi per risanare(come previsto dall’Aia e dagli studi Sentieri – ultima pagina) e poi sequestrargli un miliardo di euro di materiale prodotto come fosse droga o armi. Lei ha fatto un analisi lucida e puntuale come mi sembra che solo, e quasi tutti,i giornalisti di “fuori” riescono a fare della situazione. Pe questo la ringrazio. Chi le scrive, vive a Taranto, ha dei figli e non vorrebbe mai che si ammalassero, cosi’ come ama profondamente questa terra e non ne vorrebbe vedere mai il suo inesorabile declino.
    Con stima e cordialità. Giuseppe

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  28. taranto il 17 gennaio 2013 alle 09:06:

    Per favore, ci sono imprenditori ed imprenditori.
    Non chiamiamo imprenditori quelli che distruggono l’ambiente, avvelenano falde acquifere e compromettono la catena alimentare. Non per mancanza di tecnologia e di leggi, ma solo per profitto. Anche lei Porro respira, mangia e beve, forse sono cose così naturali che ancora non se ne rende conto.

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  29. elisa il 17 gennaio 2013 alle 09:02:

    Caro Porro,
    hai perfettamente ragione.
    E’ lapalissiano che l’obiettivo dei magistrati non è ottenere il risanamento ma solo e soltanto far chiudere l’azienda. Vanno avanti per conto loro, applicando una legge scritta da loro, tanto loro non pagano mai per i loro errori. Compresi quelli già fatti, come il video sulla mazzetta passata da Archinà che poi mazzetta non è come dimostrano le immagini! Ma se loro dicono che non è così, anche le immagini diventano false!
    Che bisogno abbiamo di parlamento e governo? Ci sono i giudici, fanno tutto loro, leggi e giudizio. Ma loro, a giudizio, non ci vanno mai.

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  30. spiritolibero il 17 gennaio 2013 alle 08:35:

    Ma dove sono le prove “certe” che l’Ilva abbia provocato i tumori ? Esistono dati certi che leghino i tumori con gli inquinanti che sarebbero prodotti dall’Ilva? Altra domanda : se un tumore ci mette trent’anni per manifestarsi, come mai quando l’ILVA era pubblica, nessuno se n’é accorto? Ricordo a tutti che, al momento, siamo sono nella fase di indagini. Dopo l’eventuale sentenza si possono avere delle certezze. Ammesso che, scientificamente parlando, possa essere una sentenza a stabilire certezze nel campo scientifico. Del resto fin dal processo a Galilei, la veritá giuridica si é scontrata con la veritá scientifica , imponendosi solo per la propria “forza” legale, anche a discapito delle evidenze. Allora il “faro” della giustizia era l’ortodossia religiosa. Chi non era credente non poteve essere nel giusto, anche se dimostrava scientificamente le proprie tesi. Parlava , peró, a persone cresciute nelle Fede e, quindi, non aveva possibilitá alcuna di poter uscire vincitore da un accusa, quella di eresia, e sappiamo come andó a finire. Con la famosa abiura.

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  31. flavio il 17 gennaio 2013 alle 08:24:

    Commentare è superfluo, è evidente che il giornalista Porro, sa come si fa per farsi un pò di notorietà, la mia esperienza mi suggerisce 2 risposte: 1^ o il giornalista Porro è impazzito, allora bisogna mandarlo alle Cayman a rigenerarsi, altrimenti rischia per la sua salute di finire in un manicomio per pazzi altamente pericolosi.2^Potrebbe anche essere che abbia capito come si guadagna oggi, scrivendo articoli di convenienza in favore di Kriminali, pronti a dargli un aiuto per la causa economica del giornale per il quale scrive. Per me si fa strada la 2^ ipotesi,quindi sig.Porro lei a Taranto sbatte fortemente contro un muro di KEVLAR piu’ respingente della gomma che lei conosce e si rimetta il cappello in testa che ha in mano perche’ fa freddo.

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  32. Carlo il 17 gennaio 2013 alle 07:56:

    Porro ma quando diventerai un vero giornalista?

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  33. Gianni il 17 gennaio 2013 alle 07:49:

    LA MIA OPINIONE DOTTOR PORRO, SE CHIUDIAMO LO STABILIMENTO, POSSIAMO VERAMENTE CHIUDERE L’ITALIA, MA BISOGNERA’ ANCHE CHIUDERE IN GALERA TUTTA LA CLASSE POLITICA ITALIANA, DAL PIU’ ALTO SCRANNO AL PORTINAIO ROMANO, E BUTTARE LA CHIAVE.
    QUESTO E’ UNO DEI TANTI DISASTRI ITALIANI IMPUNITI, SINO AD OGGI.
    SE VENDIAMO SOLO LE AZIENDE CHE GUADAGNANO ALLA FINANZA MONDIALE, SIAMO COMANDATI E DIRETTI DA TENUTARI, COME ERANO I VECCHI CASINI,E DEI CASINI NE ABBIAMO TANTI, O I TENUTARI ATTUALI DELLA PROSTITUZIONE NAZIONALE, CHE E’ INDISPENSABILE PER LORO, VIVENDO FUORI SEDE,E’ NECESSARIO AVERLE LE PROSTITURE LIBERE PROFESSIONISTE.GIUSTISSIMO.
    TORNANDO AL PROBLEMA ILVA,I CITTADINI DI TARANTO AVREBBERO IL SACROSANTO DIRITTO, DI ESSERE I PROSSIMI PADRONI DI TUTTO LO STABILIMENTO PER I DANNI INCALCOLABILI,PER LA PROPRIA SALUTE, COME RISARCIMENTO DANNI A DIR POCO. MENTRE PER TUTTA LA CLASSE POLITICA, CON IL SOLO PRIMO GRADO DI GIUDIZIO, DOVREBBERO ESSERE PORTATI TUTTI INTERAMENTE SENZA DISTINZIONE DI COLORE, SENZA ATTENUANTI,E SUBITO, ANCHE PRIMA DI FARE QUESTE VOTAZIONI DI FEBBRAIO. TANTO PER CAPIRCI BENE. CERTO SE AVESSIMO UNA MAGISTRATURA, NON FATTA DA UOMINI DI COLORE, MA DA ANGELI DEL CIELO, NON SAREMMO IN QUESTA SITUAZIONE NAZIONALE, ANCHE LORO HANNO FORSE QUALCHE PECCATUCCIO IN ESSERE, O NO! IO CREDO DI SI, E MOLTI ITALIANI LO CREDONO, O INGROIA SARA’ IL SALVATORE. DI PIETRO HA SOLO BLATERATO, E FORSE SOLO GUADAGNATO DI PIU’ DI PRIMA.
    MA PURTROPPO, CON IL NOSTRO ATTUALE SISTEMA, FINIREMO CHE VERRA’ VENDUTA ALLA CINA, CHE COSI’ FARA PRIMA A DIVENTARE PADRONE DEL MONDO.BASTA VEDERE COSA GLI PERMETTIAMO DI IMPORTARE NEL NOSTRO PAESE, PER CAPIRE GLI INTERESSI DEI POLITICI ANCHE IN QUESTO GIOCHINO SPORCO.
    BASTA GUARDARE A COSA HANNO PERMESSO DI FARE I NOSTRI POLITICI NELLA REGIONE TOSCANA. SEMBRA GIA’ UNA REGIONE CINESE IN QUEL DI PRATO. GRAZIE BERSANI,GRAZIE SINDACO RENZI,GRAZIE AL PRESIDENTE REGIONALE, GRAZIE A TUTTI VOI,E GRAZIE ANCHE ALLA LEGA, PER IL SOLO PARLARE, E GIOCARE SOLO NEL VOSTRO CORTILE, E DAR LA COLPA SOLO AD ALTRI,E CANTARE IL SOLITO RITORNELLO MEMORIZZATO BENE DA SALVINI.
    VERGOGNA ASSOLUTA.
    NOI TRASFORMATORI, ABBIAMO PROPRIO BISOGNO ANCHE DI ANDARE AD ACQUISTARE ACCIAIO ALL’ESTERO, O MAGARI FARLO IN CASA NOSTRA IN MODO SCONSIDERATO, COME ORA PER LA NOSTRA SALUTE, E PAGARLO CON MONETA CINESE. BENISSIMO, CHIDIAMOLA PURE, MA SARA’ NECESSARIO CHIUDERE IN GALERA TUTTI I POLITICI ATTUALI,INIZIANDO DA MONTI, E ANDARE INDIETRO ALL’ULTIMO ANCORA IN VITA,DA OGGI STESSO 2013.
    Gianni.bo.

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  34. meno stato per tutti il 17 gennaio 2013 alle 04:33:

    non entro in merito alla questione inquinamento in quanto di fatto non en so nulla. ma vorrei spezzare una lancia a favore del dott Porro, in quanto il suo articolo non entra in merito se è giusto o meno che l’azienda sia obbligata a sistemare i problemi di inquinamento durante la produzione, ma si sofferma su una cosa ben precisa, 1 sesto del fatturato dell’azienda è fermo nei piazzali. 1 miliardo di euro di acciao gia prodotto, finito, venduto, e li fermo. cosa centra questo prodotto con l’inquinamento? se l’azienda non consegna la merce, perde le commissioni, (probabilmente avrà anche penali da pagare), soldi non ce ne sono, e quindi? tutti a casa? cioè spiegatemi sta cosa, meglio che l’azienda venda le sue merci e coi sodi investa per rendere l’ambiente piu salubre (nel momento che si certifica che non lo è), o meglio farla chiudere a prescindere e mandare a spasso un po di decine di migliaia di persone?
    e come vivrà sta gente?
    nessuno vuole difendere la ditta nel mometo che si certifica che essa inquina, è questo che ha scritto Porro, ma non si capisce perchè la si voglia far chiudere a prescindere.

    saluti.

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  35. Abate di Thélème il 17 gennaio 2013 alle 03:59:

    Lei, Porro… mi pare membro della commissione che giudicò Galilei … se sulla carta la Luna non ha crateri, è inutile mostrarglieli col cannocchiale… venga a Taranto, ne ho ospitati tanti quando son qui… ma suvvia, andiamo al punto.

    Potrei scriverle ed argomentarle tante cose in drastica confutazione di quel che lei, con tanta leggerezza, sostiene…

    Ma poichè a strigliar l’asino si perde spazzola e sapone, sia detto con simpatia (che qui lei non trova nè il solito ambientalista, nè il solito black block nè il solito fan delle procure, anzi…), se ci tiene faccia un salto da noi sul web… e troverà tanto, tanto materiale, cronachistico, scientifico, giuridico, industriale, sulla vicenda di cui borbotta, da non poterne più… e forse si farà un’opinione più fondata.

    La lascio pertanto immantinente, in compagnia d’una sola osservazione:

    Mi spieghi come mai Il senatore Vico agiva con furore, almeno verbale, nei confronti del Della Seta, reo di avanzare dubbi sulla salubrità dell’ILVA e ne dava conto appunto ad ILVA; perchè definivasi Gerolamo Archinà “maestro di insabbiamenti” e perchè lui stesso affermava di voler “pagare la stampa per tagliarle la lingua”; perchè egli bramava ed otteneva dalla Digos il sequestro degli stencil del centro sociale “Cloro Rosso”, con la dicitura “attenzione, città inquinata”, venendo informato direttamente dagli agenti degli accadimenti interni; come mai era così eccentrico dal consegnare buste nelle piazzole di sosta delle superstrade ai periti del tribunale, la notte, invece che farlo in ufficio di giorno, come mai Fabio Riva, già latitante, dice di essersi consegnato alla polizia britannica e non ne sappiamo nulla da un mese, perchè la commissione parlamentare di quel NO TAV di Pecorella scrive così:
    “E’ come se si fosse fatto un salto indietro, all’incirca di più di cento anni quando, in corrispondenza dell’inizio dell’era industriale, non esistevano le norme a tutela dell’ambiente e dei lavoratori e la produzione era l’unico obiettivo da perseguire”, perchè persino Mantovano del PDL non ha cuore di votare a favore e si astiene, con tanto di dichiarazione
    ( http://www.youtube.com/watch?v=tDAfZhoQp_w )

    Insomma, perchè tutto questo can can? Per nascondere quel che poteva mostrarsi senza problemi? Per complicarsi la vita? Per sport?

    O non arriverà mica al punto da pensare che, poveri diavoli, lo facessero per sottrarsi al crudele accanimento di una magistratura, inerte per quasi 40 anni, che riempie di polveri ogni balcone dei Tamburi ogni giorno per dimostrare contro ogni evidenza la pericolosità di uno stabilimento quasi identico agli anni in cui fu costruito (affermazioni dell’ARPA puglia che troverà da me, con tanto di tabelle e imamgini)?

    Suvvia, lo dica… meglio qualche centinaia di morti l’anno a Taranto ed un territorio, circoscritto e periferico, perduto per secoli, piuttosto che ridiscutere la produzione industriale nell’intera nazione, affrontando un crollo meritatissimo (anche per mera obsolescenza), che però potrebbe portarci ad un vero rinnovamento… per aspera ad astra, no?

    O lei è un altro di quelli che “…riforme si!! Ma per favore non mi spettinate…” ??

    Mi faccia sapere.

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  36. aldo il 17 gennaio 2013 alle 03:11:

    E’ stato uno spasso leggere il suo articolo…mi spiega il perchè i vertici dell’ ilva sono agli arresti o addirittura latitanti?
    E mi spiega anche il perchè fa finta che non ci sia uno studio sentieri e che il ministero della sanità abbia presentato dati inconfutabilmente gravi? (non solo x tumori al polmone)
    Insomma perchè non si erudisce meglio sul problema …e poi magari mi da una risposta seria, ma seria sul serio!!! Grazie

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  37. Maurizio il 17 gennaio 2013 alle 01:14:

    Chiamare imprenditori i Riva è come bestemmiare lo Spirito Santo. I Riva sapevano benissimo quante morti avrebbero causato, hanno pagato PD e PDL per tacere, hanno pagato chi era preposto al controllo per tacere, hanno pagato anche i giornalisti per tacere…una categoria al quale lei stesso appartiene. Perchè non tace? No i Riva non sono imprenditori sono dei figuri incommentabili. Chi
    scrive è un imprenditore che non vuole mischiare un bicchiere d’acqua pulita con uno di acqua sporca.
    Distinti Saluti
    Maurizio D’Angelo

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  38. Daniele il 17 gennaio 2013 alle 00:53:

    alcuni “giornalai” o “lettori” prima di parlare di questo problema e della città di Taranto ci dovrebbero vivere x capire. Taranto è martoriata dall’inquinamento l’ilva uccide e come se uccide. Uccide dentro la fabbrica e nella città! I bambini di Taranto nascono malati e x le strade non ci scambiamo i saluti Ma i nostri giovani morti. Avete finito di mangiare sulla nostra pelle. NON SI MUORE X IL LAVORO NON SI MUORE X L’INQUINAMENTO DI LOTTARE È IL MOMENTO! TARANTO LIBERA!

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  39. Ivano il 17 gennaio 2013 alle 00:40:

    Ma come danno il permesso di scrivere a certa gente davvero non si capisce!!!

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  40. Giovanni B. il 17 gennaio 2013 alle 00:37:

    Sono stato a Taranto solo una volta, ma avevo un anno, e non ricordo niente. In compenso abito a Genova, e conosco la storia di Cornigliano. Oggi cockeria e altoforno non esistono più: c’è solo la lavorazione a freddo, e l’aria è respirabile, ma ricordo bene l’odore acre, la polvere rossiccia su tutto il quartiere (una volta fra i più belli di Genova), il cielo arrossato a tutte le ore del giorno, come in un tramonto perpetuo. E, ovviamente, ricordo quanto fosse fastidioso respirare quell’aria.
    Però, nonostante le ragioni di tutti, cerchiamo di guardare ai fatti da tutti i punti di vista.
    La storia di queste acciaierie, con tutte le loro nefandezze, nasce tanti anni fa con l’ITALSIDER. I Riva, che pure hanno i loro segreti e i loro magheggi, sono solo gli ultimi attori saliti sul palco. Per anni, in nome del lavoro e dell’occupazione, tutto è stato sopportato: sopportato e non nascosto, proprio perché, come detto in molti altri interventi, lo sporco, il rumore e il malessere erano e sono tuttora sotto gli occhi di tutti. E allora, tanto per cominciare, dove si erano cacciati i vari giornalisti indignati, i movimenti d’opinione “arrabbiati” (tipo l’attuale M5S, per capirci), gli stessi magistrati che soltanto oggi gridano “vergogna”?
    Se si avevano le prove del dolo, perché non si è ingiunto di mettere gli impianti a norma PRIMA? Chi ha avuto questa responsabilità, nel corso di questi 50 anni? Chi è che è “caduto dal pero”? Quando accadono fatti come quello di Taranto questi punti non vengono mai approfonditi, “vince” chi grida più forte sull’onda delle emozioni del momento. Hanno ragione gli amici tarantini a chiedere una città più vivibile (tranne quando augurano il male degli altri…), ma io vedo una cosa che, forse, è ancora peggiore della disoccupazione e della malattia, e cioè lo scontro che si sta creando fra chi vuole mantenere il proprio posto di lavoro e chi vorrebbe la chiusura dell’ILVA: tarantini contro tarantini. E’ solo questo, al momento, l’unico (pessimo) risultato ad essere stato raggiunto. I forni sono accesi (in stand-by, perché non possono essere spenti e riaccesi come un mocroonde), i fumi ci sono, la produzione invece non c’è, gli stipendi chissà.
    Bisogna rendersi conto che, se l’acciaieria chiude, forse Taranto non morirà di tumore, ma probabilmente morirà per disoccupazione. E i Riva (o chi per loro) chiuderanno bottega per riaprirla all’estero. E se l’acciaio che ci serve lo compriamo dalla Cina, o dalla Serbia, o da Paesi in cui le norme ambientali sono arretrate, siamo sicuri di avere vinto una battaglia? O non avremo fatto altro che spostare i tumori (dimostrati scientificamente o meno) sui figli di qualcun altro? Attenzione, perché le proteste sono giuste, ma non commettiamo l’errore di cadere nella trappola dell’ipocrisia.
    Anche perché salvare capra e cavoli (cioè lavoro, città e salute) non è impossibile: oggi ci sono forni diversi (magari elettrici, ad arco), controlli della combustione avanzati, metodi di filtraggio più efficienti… la tecnologia cambia e migliora, servono investimenti di milioni di euro, che ILVA non avrà (o dirà di non avere…) se la vendita dei prodotti finiti non viene sbloccata. E allora torneremmo al discorso di prima, quello della produzione (e delle malattie) spostata all’estero.
    Si possono fare interventi meno efficaci ma applicabili nel breve periodo; si possono fare aggiornamenti più importanti ed incisivi, nell’arco di qualche anno, un altoforno per volta… La magistratura può e deve controllare che tutti gli interventi siano fatti secondo le regole dell’arte (avvalendosi di personale tecnico competente e non corrotto) e nei tempi previsti… se così non accade può predisporre sanzioni, penali, o magari il commissariamento. Ma non la cessazione dell’attività. Quella, nonostante le apparenze temporanee, non giova a nessuno. Taranto potrebbe diventare un esempio di modernità, di convivenza fra industria e città, meglio di tante cretinate ecosostenibili che si sentono in giro.
    Ma prima di tutto, ripeto, non facciamoci la guerra fra noi. L’economia e la ricchezza, quelle vere, sono fatte dalle persone attraverso il loro lavoro, non dagli indicatori finanziari taroccabili a piacere, o dalle decisioni che fanno scalpore ma non risolvono i problemi. Questo, secondo me, è anche il senso dell’articolo di Nicola Porro, che eventualmente mi smentirà.
    Taranto libera dalle malattie e dall’ipocrisia, ma non dal lavoro.
    Cordialmente.

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  41. Marco il 17 gennaio 2013 alle 00:36:

    data la sua ignoranza nella vicenda Taranto – ilva, le consiglio di cambiare lavoro.
    La Todisco è l’unico esempio di legalità e giustizia in questo paese!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    TARANTO LIBERA!

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  42. Marco il 17 gennaio 2013 alle 00:33:

    Buonasera Porro.
    Ho letto con cura il suo articolo. a dire il vero l’ho letto e riletto più volte ma a dirle la verità non ne capisco il significato. noto solo un ossessivo e ripetitivo accanimento verso la magistratura tarantina che sta cercando semplicemente di fare il suo dovere. vorrei dare a lei e atutti i suoi lettori il mio parere a riguardo.

    partiamo con la cosa che più mi rabbrividisce, quando lei dice che imprenditori seri vengono costretti a chiudere. Porro, Riva non è un imprenditore serio e le vorrei rammentare che stiamo parlando di un individuo pluripregiudicato (dal 2001) per disastro ambientale, condannato per tangenti con un dirigente deutschbank (valore circa 50 milioni di euro) e che attualmente è latitante col figlio. Un individuo per il quale due morti in più di tumore all’anno a Taranto sono “una minchiata”. Oltretutto, parliamone della sua azienda: una azienda che usa cockerie senza filtri, con impianti obsoleti e a fine vita (impianti del 1967, dell’era italsider), riversa in mare le acque di scarico dei suoi impianti, usa metodi mafiosi per accaparrarsi aiuti e “silenzi” pagando i sindacati, organizzando manifestazioni, un’azienda che usa mazzette di 10.000 euro per “camuffare” i dati sull’impatto ambientale, che finanzia i partiti con 98.000 al pd e 120 al pdl. Un’azienda che il sig. riva ha avuto a soli 800 mln di euro dallo stato, ottenendo in cambio ogni anno circa 4 mld di euro di profitti. Una azienda che si scrive un’aia fasulla ad hoc, in cui si parla di bonifica degli impianti ma dell’ambiente del mare e dell’aria circostante non se ne parla, un’azienda che ha 4 mld di euro di debiti costretta dalla fasulla aia ad investire 3.5 in bonifiche e che ancora ad oggi non ha presentato un piano industriale (atto formale che possa manifestare la buona volontà dell’azienda nell’investire, per far capire che cmq l’azienda c’è ed è viva), un’azienda che nonostante l’obbligo di non produrre produce e fa i record di produzione e reclama anche il prodotto ottenuto durante il blocco degli impianti. un’azienda così, aiutata da uno stato mafioso fatto di collusi che inventano leggi ad hoc ammazza taranto-salva ilva.
    Un ministro dell’ambiente che ogni volta che viene a taranto o parla di taranto fa solo delle figuracce, voglio ricordarle le ultime uscite di clini riguardo alla situazione ambientale a taranto:

    – ad agosto clini ci ha proposto come soluzione quella di produrre di meno nei giorni di maggiore ventosità
    – a settembre, quando balduzzi lo ha sbugiardato pubblicamente, leggendo i dati del progetto sentieri, ha osato dire che il problema non è l’ilva ma la catena alimentare di taranto (rovinata da chi, questo non si sa…)
    – a ottobre clini dice che la soluzione di spostare l’intero quartiere tamburi non è una delle papabili, se la cittadinanza vuole (i miei parenti, mia madre ci sono nati li, dove sta scritto che debbano essere loro ad adattarsi?)
    – clini crede ancora che sia nata prima l’azienda e poi che il quartiere si sia sviluppato attorno ad essa: l’azienda nasce come italsider nel ’67, mia madre è nata ai tamburi nel ’49: faccia lei i conti, se è capace.

    Porro ho due domande per lei, prima di salutarla:

    – crede davvero che se una azienda fosse davvero efficiente, con un imprenditore serio al vertice, debba vedersi applicare i sigilli dalla procura perchè assolutamente criminosa e pericolosa per la salute dei cittadini?
    – porro come mai si parla della retroattività del decreto salva ilva, cioè primo caso in italia di validità retroattiva della legge, ma non si applica mai la retroattività sui reati in prescrizione dei nostri politici? applichiamo allaora la retroattività anche ai nostri politici, a lei tanto cari..
    – porro perchè a genova l’ilva nel ’98 è stata chiusa una volta acclamata la sua pericolosità e il grave impatto ambientale che aveva sulla popolazione, si è spostata tutta la produzione dei liguri a taranto e ora taranto, con gli stessi impianti non può essere chiusa? guarda caso chi avvallò il trasferimento a taranto era clini…

    la verità, caro porro, è che l’azienda ha già deciso da tempo di abbandonare taranto, perchè in crisi e perchè produrre in italia costa troppo: allora perchè sprecare quattrini su un cavallo perdente?? si arriverà al 2014 senza che questi maiali avranno fatto nulla e alla fine ci faranno una pernacchia, spolpando fino a quanto possono un limone ormai già spremuto.

    Allora noi, a tutto questo non ci stiamo più. lotteremo, come stiamo lottando più che mai. e se ciò vorrà dire far crollare l’economia di questo paese, la colpa non sarà dei magistrati che han fatto il loro lavoro, ma di personaggi come riva che non hanno mai fatto il loro. E sarà il fallimento della politica industriale italiana.

    Per il suo articolo, si vergogni porro. Vada ai tamburi.

    TARANTO LIBERA! VERGOGNATI, ITALIA

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  43. FILIPPO il 17 gennaio 2013 alle 00:30:

    TARANTO LIBERA!!!!!!!! ANCHE DA GENTE COME LEI!!!

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  44. Stefano il 17 gennaio 2013 alle 00:19:

    Egregio dottor Porro condivido le sue riflessioni sulla burocrazia statale che sta distruggendo la piccola e media impresa .Ritengo ,comunque, che il diritto alla salute sia imprescindibile e che tutti abbiano il diritto di lavorare in un luogo sano e sicuro e che pertanto l’ ILVA debba esser chiusa se non in grado di garantire le misure minime di sicurezza. Mi meraviglia solo il tempismo della magistratura che avrebbe dovuto provvedere già da tempo .La logica del profitto non deve avere la meglio sulla salute mai ! Mi spiace per tutte quelle persone che purtroppo perderanno il loro posto di lavoro in un momento di grave crisi economica ! La cosa triste che dopo aver chiusa l’ILVA nessuno si prenderà poi la briga di bonificare l’area !

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  45. ettore il 17 gennaio 2013 alle 00:16:

    è vero, vivo a Milano. Ho 38 anni e nell’ordine negli utlimi dieci anni ho perso a causa del cancro: un amico di 32 anni, tumore al cervello, un collega di 39 anni (cancro all intestino). Dei miei 5 milgiori amici, 4 sono orfani di un genitore morto di cancro prima del loro ventesimo compleanno. Non ho conosciuto una nonna, morta di leucemia quando non ero ancora nato, e ho perso il primo nonno a causa del cancro quando aveva 56 anni. La migliore amica di mia moglie ha appena finito la chemio per un cancro al seno, e ha 34 anni. Cari amici che vi riempite la bocca di esempi a voi vicini, con tutto il rispetto per le malattie e il dolore, benvenuti alla realtà odierna: il cancro è la pesta del secolo, seconda causa di morte al mondo solo agli incidenti stradali. Ma a Milano, è colpa dell’inquinamento? Forse sarebbe il caso che tutti studiassimo un pò di più la statistica come scienza di analisi, per capire quanto sia facile manipolarla. La letteratura scientifica mondiale riconosce una bassissima correlazione tra inquinamento industriale e cancro, e riferibile solo a tumori polmonari, e anche in questi casi, in una percentuale del 3% ca. Sapete qual’è la prima causa di cancro? le sigarette! Ma non se ne parla, perchè siamo tutti fumatori. A Taranto non esiste una violazione alle norme sull inquinamento. In passato si è inquinato troppo? In quale passato? le normative quali erano? Continuare a dire che a Taranto si muore di cancro, è ipocrita, fatevi un giro al Mario negri a milano o allo Ieo di Milano, ai reparti pediatrici. Ne uscirete scioccati. dare la colpa a qualcuno non serve, l ho imparato guardando morire quell amico 32enne con il suo dolore e il suo straordinario entusiasmo per la vita…

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  46. paolo il 16 gennaio 2013 alle 23:55:

    Caro dott Porro perchè non sceglie a caso un polo oncologico pediatrico vi entra e chiede se ci sono bambini di Taranto? Forse in questo modo si renderebbe conto delle proporzioni del caso taranto, ci sono centinaia di famiglie sparse per l’italia che hanno la loro vita sconvolta, e per essere venali il costo sanitario di questi decenni a causa dell’ilva è di svariate centinaia di milioni di euro l’anno. caro dott Porro, prima di parlare sulla pelle delle persone dovrebbe informarsi e se non lo fa dovrebbe tacere o non occuparsi di giornalismo. Lo sa che l’area a caldo di una acciaieria non sarà mai ecocompatibile e che bisogna accettare il fatto che ci siano (come disse riva un giorno) “effetti collaterali” (ammalati di tumore)? lo sa che nel quartiere di Cornigliano alle porte di Genova funzionava un impianto di produzione a caldo di acciaio fin dagli anni ’50 e che nel 1999, dopo una serie di studi epidemiologici, fu raggiunto un accordo per la chiusura della produzione a caldo. Troppi i morti nel quartiere limitrofo agli impianti Ilva, fu la conclusione delle analisi sull’elevata incidenza di tumori a Cornigliano. Lo sa che il ministro Clini nel 2000 dichiarò:“La chiusura dell’altoforno e della cokeria delle Acciaierie è una questione urgente. Sul piano dei danni ambientali, dell’inquinamento e della salute dei cittadini siamo già in ritardo”. lo sa che il 12 giugno del 2001. Il Gip di Genova Vincenzo Papillo firma il decreto di chiusura della cokeria di Cornigliano, dopo aver valutato uno studio approfondito firmato da un gruppo di epidemiologi. lo sa che A volere con decisione il fermo dell’altoforno c’era in prima linea l’allora ministro dell’ambiente Willer Bordon, sostenuto senza tentennamenti dal direttore generale Corrado Clini e che tutti, dal Comune, alla Provincia, alla Regione, fino al governo guidato all’epoca da Giuliano Amato, si trovarono d’accordo su un punto fermo: l’impianto va chiuso, troppi i morti dovuti all’inquinamento. Lo sa che Nel 2001 una sentenza del Tar blocca anche l’alternativa, proposta da Riva, di sostituire il vecchio impianto con un forno elettrico, perché non era possibile proseguire nessun tipo di attività inquinante su quel sito, ormai compromesso. lo sa che taranto è un impianto gemello a quello di cornigliano che il gip Todisco sta seguendo le orme di cornigliano solo che qui i morti sono migliaia? (si stima 11500) Ma i nostri morti e i nostri ammalati valgono di meno di quelli di cornigliano? Ora, visto che, a quanto dicharato al tg1 da Clini, gli impianti a caldo di Taranto non inquinano propongo una soluzione meno costosa cioè costruire una nuova area a caldo meno inquinante a Cornigliano.

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  47. ciccio il 16 gennaio 2013 alle 23:52:

    Quante odi queste persone lavorano in ilva? Nnn avete capito nulla dii questo articolo. Stupide capre!!!

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  48. ciccio il 16 gennaio 2013 alle 23:45:

    Non avete capito nulla di questo articolo.Cialtroni e
    capre!!!

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  49. Giuseppe il 16 gennaio 2013 alle 23:40:

    LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI. Anche per chi è accusato di DISASTRO AMBIENTALE. Continuate ad attaccare la magistratura quando invece i colpevoli sono altri (Stato italiano, Riva, Sindacati, politicanti locali). Taranto finalmente si è svegliata e non accetta più soprusi.

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  50. franco il 16 gennaio 2013 alle 23:37:

    … Taranto ne ha piene le palle del vostro PIL, ora tocca a NOI, vogliamo VIVERE! e BASTA con la disinformazione l’ilva INQUINA, il quartiere dei TAMBURI era già lì quando cominciarono la costruzione del siderurgico, non ci siamo arricchiti ma stiamo morendo. Se l’Italia vuole l’ilva se la tenga ma lasci LIBERA TARANTO, LIBERA DI VIVERE e LIBERA di scegliere come e quando morire!!!

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  51. Simona il 16 gennaio 2013 alle 23:35:

    E’ chiaro che lei, come altri sprovveduti, teme la chiusura come la causa della futura disoccupazione di questi ‘numeri’ come voi li vedete da lontano, le fa immaginare lo scompiglio, furti, rapine, trasferimenti alla ricerca di nuove opportunità, crollo di alleanze economiche… ma non c’è solo questo. C’è molto di più e c’è già ora: c’è devastazione, c’è disoccupazione per chi non vuole e non può fare l’operaio, ci sono capi di bestiame abbattuti e aziende agricole fallite, cooperative in crisi per i fondali inquinati, … e molto di più, solo perchè un potere economico di poche industrie ha divorato e consumato un territorio senza più alcuna possibilità di sviluppo alternativo con la benedizione di una politica corrotta e poco attenta al futuro… tira, tira, tira… prima o poi la corda si spezza! Bene, a Taranto la corda si è spezzata e si ha paura di ammettere che va sostituita… Taranto nella crisi non è più schiava perchè è arrivata all’osso ed è sgusciata dalle manette dell’economia che l’ha sfruttata. Non serve più al sistema… ma rinascerà sulla nostra pelle, sui nostri sacrifici e i nostri progetti, e se un giorno chi come lei non ha compreso, verrà a cercar consensi, sarà ricordato per queste parole… la memoria sarà la nostra rivincita. Grazie della sua attenzione.

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  52. paolo il 16 gennaio 2013 alle 23:18:

    taranto ha un problema, indubbiamente è cosi e da italiano vedere dei concittadini vivere in uno stato di disagio simile è un colpo allo stomaco….cio non da meno pero taranto è in Italia e a questa è seriamente collegata sotto il profilo industriale….il diritto alla salute è connesso a quello del lavoro in egual misura….a taranto come in tutta italia…ma in un paese dove il conflitto istituzionale tra poteri dello stato è diventato quasi un onor al merito, questo principio va spesso dimenticato… l ilva non va chiusa va sanata perche meglio 50000 mila posti di lavoro con una granzia di miglior qualita della vita….che un prossimo magistrato che grazie alla pubblicita istituzionale a lui concessa si presentera sulla scena politica come
    salvatore di etica e morale..

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  53. Tamara il 16 gennaio 2013 alle 23:13:

    Taranto VUOLE VIVERE!!!! BASTA VELENI, BASTA MORTI… siamo stanchi!!! E si vede che chi ha scritto questo articolo NON HA LA MINIMA IDEA DI COSA SI STA PARLANDO………. SIAMO STUFI DI VEDERE I NOSTRI CARI MORIRE UNO AD UNO!!! PER COSA POI??? IN NOME DELL’INDUSTRIA??? No grazie….

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  54. Antonella g il 16 gennaio 2013 alle 23:10:

    E chiudiamola con questa Italia di merda. Apriamo un’altra pagina, una pagina dove anche a Taranto l’aria torni ad essere respirabile! Capito in che senso Porro?

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  55. Domenico il 16 gennaio 2013 alle 23:08:

    egregi tutti, prima di esprimere commenti bisogna avere cognizione di cio’ di cui si sta parlando. Io invece condivido quanto dice il direttore e quanto dite voi tutti. ma faccio un passo indietro: a Taranto inquina solo l’ILVA.?????? Ma sapete cosa emette l’ENI in raffineria? da tecnico non lo dico nemmeno…. sarei un terrorista. E l’acqua che beviamo e che proviene da un bacino a 5 kM da altro sito ENI sapete che è ricco di …..
    ma non facciamo per favore demagogia come i politici…. e se i serbatoi a pochi metri dal mare riversassero il gasolio nel mare … ma no !!! impossibile perchè ci dovrebbero essere i bacini di contenimento…. ci dovrebbero….. li avete visti Voi cittadini di Taranto? e li avete letti i rapporti ARPA…. ? signori qui inquina non solo il privato ma anche lo stato…. Il problema non è disinquinare taranto. Siamo 600.000 persone inquinate da metalli pesanti. ne siamo pieni ma non si puo’ dire. Se l’ILVA chiude, Taranto non risolve nulla e lo stato non è in grado di fare meglio. resteremo inquinati e senza soldi per disinquinarci. La realtà è che in Italia ci sono troppi commentatori che azionano il fiato solo per contrastare…. per favore proponete invece. Cosa dobbiamo fare adesso?

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  56. Vale il 16 gennaio 2013 alle 23:08:

    Ma cosa scrive sig.Foruncolo? Ah, no…mi scusi signor Verruca.. Continui a giocare a ruzzle che sicuramente le riesce meglio. Cordiali saluti da una mamma di Taranto.

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  57. Vanni Ninni il 16 gennaio 2013 alle 23:07:

    Taranto e’ stat massacrata da 17 anni di illecita privatizzazione dell’acciaieria; crimini enormi sono stati compiuti ai danni di uno dei popoli piu’ antichi e ricchi di cultura dell’intera Italia; prima di parlare su Taranto esui tarantini venite a conoscci; venite a rendervi conto di quello che avete acconsentito avvenisse nonostante lenostre grida di dolore… ora che finalmente giustizia si sta facendo e che un sistama corrotto e colluso cerca di difendere l’indifendibile sono pugnalate tremende leggere commenti dei giornalisti che reputiamo la voce che deve raccontare la tragedia che abbiamo dovuto subire ….noi reclamiamo verita’…non rendetevi complici di chi ha compiuto un delitto orrendo; TARANTO LIBERA!!!!!!!!!!!

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  58. Flaminia il 16 gennaio 2013 alle 23:04:

    Apritela a casa vostra l’ilva. Dio non voglia mai che vediate i vostri figli ammalarsi, non lo auguro a nessuno. Io non sono di Taranto. Abito lontano da Taranto. Ma l’ilva le tasse NON LE PAGA IN PUGLIA quindi io non vedo tutta questa ricchezza. L’ilva le tasse le paga al nord. Ai pugliesi ( e non solo) arrivano solo i tumori.Gente che muore. la morte è una ricchezza? Vogliamo paragonare le morti con gli stipendi da operai? Le amministrazioni hanno le loro responsabilità per non aver agito. E dovranno pagare anche loro, nelle sedi più opportune. ma non insultate la nostra intelligenza dicendo che l’ilva ha arricchito la puglia. Chiudiamola l’italia porro. A cominciare dai giornalisti e dai politici.

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  59. Giuseppe il 16 gennaio 2013 alle 23:03:

    Si si chiudete anche l’Italia..Magari!!!
    Taranto rimarrà sempre aperta , viva e attiva.nessun pseudogiornalista o pseudopolitico potrà fare qualcosa contro questa città, una città che si ribella!!!TARANTO LIBERA!!!CHIUDETE QUESTO BLOG!!!

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  60. Flaminia il 16 gennaio 2013 alle 22:57:

    Apritela a casa vostra l’ilva. Dio non voglia mai che vediate i vostri figli ammalarsi. Io non sono di Taranto. Abito lontano da Taranto. Ma l’ilva le tasse NON LE PAGA IN PUGLIA

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  61. patrizia il 16 gennaio 2013 alle 22:57:

    w il magistrato Todisco Taranto libera dai veleni e l’Italia libera dai venduti e dai politici corrotti, ed aggiungo io dai pennivendoli prezzolati (non vorrei offendere chi le penne le vende onestamente!!)

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  62. graziano il 16 gennaio 2013 alle 22:45:

    Porro chi? un anonimo insulso giornalista che pensa di conoscere la soluzione. Un groviglio di stupidaggini scritte perché dettate. Non sapresti neanche arrivare a Taranto e ti permetti di giudicare di sindacare. Parlare male dei giudici soltanto perché il suo padroncino gli ha detto che non gli piacciono. Ma non ti fai schifo?

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  63. Francesco C il 16 gennaio 2013 alle 22:40:

    Ho letto l’articolo, le precisazioni e quasi tutti i commenti, ho cercato su giornali, internet, ho seguito trasmissioni tv……
    e ancora non è chiaro se la situazione sanitaria a Taranto è peggiore o uguale a quella di tutto il resto d’Italia. D’altronde, nella mia zona non ci sono acciaierie e si parla comunque di emergenza tumori.
    Ma la cosa più assurda è quello che trapela da molti interventi, e cioè che si approva il metodo del giudice che pur di far osservare un ingiunzione è disposto a far chiudere un’azienda che dà lavoro a 50.000 persone, senza considerare l’indotto.
    Forse non vi è chiaro che, mentre la famiglia Riva continuerà a vivere tanto ma tanto bene anche con l’Ilva chiusa, i 50.000 di cui sopra saranno a spasso (e spero che ce ne sia anche qualcuno di quelli che hanno commentato violentemente) senza neanche più la certezza del parafulmine statale, visti i tempi che corrono.
    Se volete un anticipo, in piccolo, di quel che succederà basta documentarsi su quello che sta succedendo a Fabriano dopo che ha chiuso la galassia Merloni………

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  64. Gabbi il 16 gennaio 2013 alle 22:36:

    Porro una domanda: Quando l’ilva di cornigliano fu chiusa, per gli stessi motivi per i quali si sta cercando di chiudere quella di Taranto, lei quanti articoli di questo genere ha scritto?

    Altra considerazione : lei parla di uno studio ISTAT che attesta come la frequenza di tumori nella provincia di TA sia in media con quella di tutto il sud italia. Bene, lei ha mai sentito parlare dello studio Sentieri ( http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_pubblicazioni_1833_allegato.pdf ) ? Io credo proprio di si visto che anche il quotidiano di cui lei è vicedirettore ne ha dedicato un articolo il 22/10/2012: http://www.ilgiornale.it/news/interni/ilva-tumori-donne-aumentati-24-100-849061.html

    NEll’articolo del Giornale si può leggere che:”…emerge che peggiorano da +10% a più 11% i dati della mortalità a Taranto. Il dato del più 11% si riferisce all’eccesso di mortalità rilevato a Taranto rispetto alle aspettative di morte di tutti i cittadini residenti in Puglia. Dai dati aggiornati al 2009, si evince inoltre per le donne un aumento di tumori dal 24% al 100%. In particolare, si registra un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%).

    A Ettore, che dice che ” ottimi imprenditori sono agli arresti”, vorrei chiedere: Visto che sono “ottimi imprenditori” e visto che l’ilva non inquina così come si dice, per quale assurdo motivo questi “ottimi imprenditori” hanno distribuito mazzette e corrotto a destra e manca politici, sindacalisti, giornalisti, uomini di chiesa, ispettori della digos, consulenti della procura incaricati di redigere relazioni sull’ilva e chi più ne ha più ne metta??? ( Spero mi risponda)

    IN ultimo vorrei rivolgere un appello a chi ancora si ostina ad affermare, non so se per ignoranza o malafede, che il rione tamburi sia nato successivamente all’italsider. Per favore smettetela con questa favola! Il rione tamburi nasce nei primi anni del ’900 ed era una area caratterizzata da un’aria molto salubre immersa in distese chilometrice di uliveti tanto da essere meta di gite fuori porta per le famiglie dell’epoca. E proprio per la purezza dell’aria in quella zona fu costruito l’ospedale Testa. Inoltre ancora oggi in via Galeso è possibile vedere edifici e manufatti risalenti agli inizi del secolo scorso.

    Saluti da Taranto.

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  65. Gianni il 16 gennaio 2013 alle 22:35:

    I giudici non hanno nessuna responsabilità nella vicenda,loro amministrano giustizia e per questo lavoro vengono retribuiti.I cittadini sono i titolari delle leggi,non il governo,figuriamoci i giornalisti.La Costituzione diventa un’arma formidabile se finisce nelle mani di chi la rispetta e la invoca.

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  66. ANTIMO il 16 gennaio 2013 alle 22:32:

    CHIUDE L’ILVA CHIUDE L’ITALIA………….

    L’ITALIA NON E CHIUSA E MORTA DEL TUTTO CON TUTTI I POLITICI MAFIOSI LADRI SCIACALLI …..CERCA DI SCRIVERE COSE VERITIERE …LEI E VICE DIRETTORE DI UN GIORNALE CHE PRENDE SOLDI DALLO STATO…….SI FACCIA DA PARTE E SCRIVA TELENOVELA XCHE CREDO CHE LE COSE CHE SCRIVE NON SONO X IL SUO “PESO”
    BERSANI CHE PRENDE SOLDI DAI RIVA
    VENDOLA CHE LI COPRE
    IL VESCOVO PREGA E INTASCA MAZZETTE
    GIORNALI TARANTINI HANNO PRESO MAZZETTE SOTTO BANCO X COPRIRE I DISASTRI
    E LA VECCHIA HAI IDEM……..TUTTO X I LORO INTERESSI ECONOMICI
    SI DOCUMENTI BENE PRIMA DI FARE ARTICOLI

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  67. loris il 16 gennaio 2013 alle 22:29:

    Egregio sig. Porro…
    Capisco il suo articolo e le sue ragioni, certo in Italia le cose non vanno bene, ovviamente non scrivero’ le ragioni, i motivi di una crisi cosi profonda, causata da governi sbagliati, politici che hanno solo pensato ai vitalizi, all’immunità parlamentare, assenza di onestà in tutti i sensi, … un paese non degno di far parte della Comunità europea… ho viaggiato molto e ho amicizie all’estero, avendo termini di paragone, negli altri paesi europei, c’è molta piu onestà, la classe politica sicuramente non è paragonabile a quella nostra, c’è meno disoccupazione, i cittadini pagano le tasse, i servizi funzionano meglio, i giovani hanno molte piu opportunità, la legge viene rispettata da TUTTI, perchè probabilmente, se la legge in Italia non fosse cosi permissiva e le cose funzionassero come negli altri paesi parecchi politici che attualmente sono al governo o si candidano per la “poltrona” sarebbero felicemente in galera!!!
    Sono nato a Napoli, figlio di un dipendente ILVA mio padre, nipote a sua volta dell’ex direttore dello stabilimento ormai dismesso di Bagnoli (Napoli); trasferitosi a Taranto per lavorare e fare “carriera” …. ah… mi scusi sig. Porro, dimenticavo il piccolo particolare che mio padre è stato operato 2 anni fa a causa di un carcinoma alla tiroide… adesso la tiroide non c’è piu, e piu volte l’anno torna a Pisa centro d’eccellenza per l’endocrinologia, per terapie e controlli… scusi la parentesi… era solo una “minchiata”… riferendomi ad una citazione del figlio di Emilio Riva in una delle intercettazioni telefonice… Tornando al suo articolo, le garantisco che lo stato non vuole assolutamente pensare ad una riconversione industriale visto che anche l’acciao è in crisi, perchè guadagno facile per dirigenti e politici, perchè il PIL ha bisogno dell’acciao, ma riferendomi sempre ai paesi civili, come la Spagna (Bilbao), la Germania, gli Stati uniti, che hanno investito in una riconversione industriale eco compatibile (Pittsburg è la sede della Google) Dortmund ha creato dei parchi al posto degli altoforni che attirano centinaia di migliaia di tursiti l’anno, idem Bilbao e tanti altri ex siti industriali sparsi in Europa… (penso che non ho bisogno di dire “si informi!!!”) lei sarà un giornalista colto e attento a queste tematiche! Vogliamo parlare di Bagnoli? Si… è in uno stato di abbandono totale, è un cimitero industriale… le amministrazioni non sono state in grado di bonificare come si dovrebbe, c’erano molti progetti per bagnoli (Bagnoli fututra) magari qualcosa è stata fatta, qualche evento si è organizzato (manifestazioni, concerti) ma non si è riusciti a raggiungere l’eccellenza degli altri paesi.. Forse perchè siamo in Italia? Si caro Dottor Porro, siamo in Italia, per cui non si meravilgli scrivendo articoli del genere, se si fugge via dall’Italia; si fugge da questo paese per ben altri motivi e non a causa dei magistrati (sia lodato il cielo se riescono nonostante le 1000 difficoltà a svolgere il loro lavoro, tentando di far rispettare la legge anche ai potenti appartenenti alle varie caste)!! Io sig. Porro per la gioia di mio padre ho detto no all’ILVA e ho trovato un occupazione piu SANA.. sono per la salute e per l’ambiente, perchè uno stipendio non basta per i morti, i bambini malati di leucemia, i pensionati che non possono godere della pensione (non piu), i vari disgraziati che sono sotto chemio, gli abitanti del rione Tamburi, di Taranto e Provincia!!!! Venga a Taranto Sig. Porro, parli con la gente, parli con gli agricoltori che hanno rinunciato a terre e bestiame a causa della diossina, parli con i miticoltori del mar Piccolo…!! Loro non sono lavoratori?
    La invito a riflettere…

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  68. valeria il 16 gennaio 2013 alle 22:28:

    VERGOGNA!!!IMPARI AD INFORMARSI PRIMA DI SCRIVERE UN ARTICOLO!ESPRIMO TUTTA LA MIA SOLIDARIETA’ ALLA MAGISTRATURA TARANTINA!

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  69. merli paolo il 16 gennaio 2013 alle 22:25:

    Tarantini dal momento che come dite che l’Ilva fà ammalare di cancro, perchè avete aspettato che un giudice si muovesse per cominciare a protestare anche offendendo e, non vi siete dati una mossa già decenni fà quando apparvero i primi tumori.

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  70. adriano il 16 gennaio 2013 alle 22:24:

    Senza parole…. mettere a norma un industria non dovrebbe essere compito della magistratura ma della proprietà… se non lo fa cosa facciamo? chiudiamo la magistratura aprendo i cimiteri?
    Complimenti vivissimi…. vada a viverci vicino Lei e famiglia a questo punto Le crederò
    Disgustato

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  71. andrea il 16 gennaio 2013 alle 22:21:

    gentile direttore,
    lei è liberissimo di scrivere, noi di leggere e commentare le sue inesattezze. i toni caldi con i quali questi commenti possono essere sottoposti al suo blog sono l’indice del dolore e dell’abbandono che articoli come il suo suscitano nella nostra città.

    se a questo nostro dolore lei risponde minacciando l’intervento del suo avvocato, dopo aver descritto in maniera quanto meno parziale la vicenda dell’ilva, lei si qualifica per la persona che è.

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  72. ANTIMO DE STRADIS il 16 gennaio 2013 alle 22:20:
  73. Ranieri Cataldo il 16 gennaio 2013 alle 22:16:

    PORRO fatti gli occhi e chiedi scusa a tutti i tarantini lavoratori e cittadini.INCOMPETENTE!!! In questa città vivono i miei figli non i tuoi. L’economia salvala tu. Informatevi prima di parlare.
    RESPIRA PORRO!!!!

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  74. antonella il 16 gennaio 2013 alle 22:16:

    Carissimo ti sveglio dai tuoi sogni:
    L’ITALIA HA CHIUSO DA UN PEZZO. . . Anzi L’ITALIA STA MORENDO, e non a causa della chiusura dell’Ilva ma a causa della corruzione e della corsa al potere di chi ci governa, a causa dell’egoismo di chi ci governa, a causa dell’indifferenza di chi ci governa. . .
    La situazione Ilva è la ciliegina sulla torta, e la chiusura sarebbe almeno un piccolo spiraglio di luce. Ma tu di che ti preoccupi? Sei uno dei nostri operai? Che te ne frega se tante famiglie non potranno più mangiare? . . . Oggi ti interessi di ciò che respiriamo?
    Non parlare se non sai e peggio ancora non scivere perché restano tracce di ciò che sei. . . Tu e tutti quelli che pensano come te. . .
    P.S. : SCUSA SE MI PERMETTO DI DARTI DEL TU MA NON TI RISPETTO PROPRIO COME TU HAI FATTO CON TARANTO PUBBLICANDO QUESTO ARTICOLO!

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  75. Claudio il 16 gennaio 2013 alle 22:08:

    Lo dice lei stesso sig. Porro. Leggina ad hoc. La cara Italia , che si trasferisce all’estero, è stata rovinata da tutti quelli che hanno scritto per decenni questo tipo di leggi. Dopo 50anni di avvelenamento industriale venire a scrivere che la colpa è dei magistrati è pura follia. Troppo qualunquismo nelle sue parole. Troppo.

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  76. Francesco il 16 gennaio 2013 alle 22:05:

    Prima di parlare del problema Ilva dovrebbe informarsi. Peccato.

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  77. Luigi il 16 gennaio 2013 alle 22:04:

    Caro Porro,

    venga a VIVERE a Taranto.
    Avremmo poi il desiderio di leggere un aggiornamento a tale articolo.

    Saluti.

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  78. Ale il 16 gennaio 2013 alle 21:59:

    Ma chi è questo che ha scritto quest’articolo??? Ma l’italia se ne frega qualcosa quando qui la gente muore continuamente di cancro e malattie varie??? Perchè noi ce ne dovremmo fregare…xchè non va ad abiatre lei e isuoi figli vita natural durante sotto la ciminiera dell’altoforno n°2 presso i tamburi???

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  79. giuseppe da Taranto il 16 gennaio 2013 alle 21:53:

    caro Porro…ti auguro un bel tumore ai coglioni…di quelli fulminanti che ti ammazzano in 3 mesi…così (forse) riuscirai a comprendere anche tu (e sulla tua pelle) se tieni più al tuo lavoro o alla tua vita.

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  80. VITTORIO il 16 gennaio 2013 alle 21:53:

    Signor Porro MA ANCHE LEI è STATO COMPRATO DAI RIVA?CHE FENOMENO CHE è LEI BASTAVA PUBBLICARE QUELLA STATISTICA CHE LEI HA COPIATO E INCOLLATO E TUTTO ERA RISOLTO QUANTI STOLTI IN GIRO VERO SIGNOR PORRO

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  81. sandra lubrano il 16 gennaio 2013 alle 21:51:

    Signor Porro, lei pontifica dall’alto, ma i tarantini continuano a morire per poter continuare a lavorare. La prego, taccia e rifletta.

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  82. LAVORATORE ILVA il 16 gennaio 2013 alle 21:47:

    Caro Porro, vorrei proporle di lavorare all’ILVA per salvare l’economia del paese e magari di mettere un bel camino sputaveleni sotto la sua abitazione? E’ disposto a scaricifarsi? Prima di prendere la penna e scrivere idiozie, SI INFORMI, altrimenti passa per incompetente come il suo articolo. Mi risponderà?

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  83. Roberta il 16 gennaio 2013 alle 21:44:

    I MORTI NON LAVORANO PORRO SEI IGNORANTE OPPURE IN MALAFEDE, VERGOGNATI
    ATTENZIONE A SOTTRARRE I DIRITTI COSTITUZIONALI AL POPOLO PERCHE’ SE LI RIPRENDERA’ CON LA FORZA TARANTO HA DIRITTO A VIVERE

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  84. bloccoappunti il 16 gennaio 2013 alle 21:34:

    nessun commento per un cialtrone come lui!!! STRONZO.

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  85. Brunella il 16 gennaio 2013 alle 21:34:

    Io non ho bisogno di statistiche x capire che qui a Ta non è assolutamente come in altre città inquinate, dite, allo stesso modo. Mi basta vedere famiglie decimate, parlare con persone rimaste sole, sopravvissute alla morte di tutti i congiunti, TUTTI. E tra i miei ex compagni di scuola, quasi nessuno ha ancora il proprio padre ex operaio Ilva. No, mi dispiace, ma qui non è affatto come altrove. E difendere imprenditori che hanno commesso nefandezze e insabbiato dati e situazioni disastrose è francamente avvilente x noi che viviamo in questa città violentata

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  86. Maria Pia Roberto il 16 gennaio 2013 alle 21:31:

    TARANTO VUOLE GIUSTIZIA, TARANTO VUOLE VIVERE!
    L’area a caldo riportatela a Genova visto che non era poi così inquinante.

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  87. mariolino il 16 gennaio 2013 alle 21:29:

    Giampiero il 16 gennaio 2013 alle 20:25:
    IO invece conosco molto bene la questione dell’acciaio, abito e sono nato molti anni fà a Piombino, dove l’acciaieria a ciclo integrale esiste da metà dell’ottocento, quando inquinava sicuramente di più, e molti da quà sono andati a Taranto ad insegnargli il mestiere, compreso mio cugino che ci ha preso anche moglie, e tutte codeste tragedie qui non le ho mai viste, è pieno di vecchi in piazza, lo stabilimento è anche molto più vicino al paese e di grandezza assai superiore allo stesso, ho abitato per anni anche davanti alla cokeria nel rione cotone più vicno del tamburi, con conseguenti polveroni dovuti allo spegnimento con acqua di mare, e la cosa più sana che ho sono i polmoni, qui tutti o hanno lavorato li dentro o hanno molti parenti, che non faccia bene è vero, come qualsiasi tipo di combustione, io lavoravo nel campo termoelettrico e queste cose erano il mio pane quotidiano, ma sfido chiunque a trovarmi stabilimenti del genere senza inquinamento, credo che a TAranto venga spinta molto la faccenda per altri interessi, magari a qualcuno fà gola l’area.
    Poi avete anche una bella raffineria ed un cementificio, anche quelli producono aria delle dolomiti.
    Anche qui l’acciaieria è a forte rischio, intanto i tedeschi aumentano la produzione alla faccia nostra, nelle acciaierie nere come le nostre, senza acciaio và a ramengo anche l’industria metalmeccanica italiana, o credete che gli altri ve lo regalino, ridono eccome ridono.

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  88. andrea il 16 gennaio 2013 alle 21:21:

    Il sig. Porro ha detto che nessuno paga per gli errori commessi. Su questo, ma solo su questo ha proprio ragione.
    infatti nessuno di questo pseudo imprenditori d’assalto (Riva e compagni) pagherà per i danni e per le morti che hanno inflitto al territorio tarantino. certo i danni sono nati prima dell’arrivo dei Riva e sono stati generati dallo Stato (l’ilva prima si chiamava Italsider ed era del gruppo IRI, cioè dello stato). Neanche lo stato pagherà per gli errori commessi. E’ stato solo bravo a fare una legge che tutela solo gli interessi dei potenti e smentisce il lavoro della magistratura. BELLA DEMOCRAZIA.

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  89. dany il 16 gennaio 2013 alle 21:02:

    w il magistrato Todisco Taranto libera dai veleni e l’Italia libera dai venduti e dai politici corrotti

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  90. Roberto il 16 gennaio 2013 alle 21:01:

    Lei, Porro, ha un grande privilegio: quello di non conoscere minimamente la realtà di Taranto. Mi creda è un privilegio. Privilegio che le consente di dire sciocchezze alla mercè del lettore ignorante riuscendo comunque a dormire la notte con la coscienza tranquilla.I tarantini questo privilegio non lo hanno ed è per questo che considerano il suo articolo come una delle tante visioni distorte della vicenda Ilva che si leggono da qualche mese a questa parte. Niente di più, niente di meno; sempre il solito calderone. La invito ad una riflessione: sulla vicenda Ilva non c’è battaglia giustizialista o garantista che tenga. Anche ai suoi più accaniti lettori ammazza-toghe di fronte ad analisi del sangue che certificano la leucemia scende un brivido lungo la schiena e un pensierino nella testa. Ci pensi a quanto ho appena detto. Potrebbe perdere qualche lettore che un minimo di sale in zucca lo ha.

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  91. alfredo il 16 gennaio 2013 alle 20:53:

    io credo che se non ci fosse la magistratura potrebbero passare altri 50 anni senza alcun rimedio,e credo che se l’ilva avrebbe mostrato un piano industriale ed avrebbe incominciato ad fare qualcosa quell’acciaio sarebbe già sulle navi….ma i riva se ne sbattono dei tarantini ….un morto in più un morto in meno cosa canbia ..vero fabio riva?!

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  92. massimo il 16 gennaio 2013 alle 20:48:

    Facile ergersi per il Sig. Porro a paladino dell’economia nazionale e del PIL quando lui vive a varie centinaia di km di distanza.. chissà perchè, ma magari sarà stata una semplice dimenticanza, non viene fatto alcun cenno sul fatto che quell’acciaio rimane giustamente sequestrato perchè prodotto in un momento in cui l’azienda non aveva facoltà d’uso e che come sempre non si è attenuta ad acuna regola.. scrivere che Taranto ha un inquinamento e delle patologie tumorali uguali a quelle delle altre città italiane è assurdo: lei e’ sicuramente poco informato e lo stesso ministro della salute Balduzzi non più tardi di tre mesi fa ha confermato quanto sto scrivendo.. Venga a farsi una bella settimana qui e poi dubito che avrà il coraggio di scrivere le stesse cose!!

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  93. Anonimo il 16 gennaio 2013 alle 20:34:

    […] […]

  94. Giampiero il 16 gennaio 2013 alle 20:25:

    Ma perché invece di scrivere comodi nei vostri bei uffici a Roma o Milano, non venite a Taranto a rendervi conto di come si vive in questa città? Delle condizioni in cui vivono i lavoratori ed i cittadini? Qui a Taranto abbiamo subìto per anni il costante ed incessante inquinamento di un mostro che ha avvelenato aria, acqua, terra, tutto. E noi che ci viviamo, respirando quell’ aria e vivendo in un territorio velenoso. Allevatori costretti ad abbattere capi di bestiame, miticoltori costretti a distruggere intere produzioni di cozze, questa è la nostra triste realtà. Per non parlare dell’ emergenza sanitaria. Quando poi si scoprono storie di mazzette e di concussioni con politici locali e non, per mettere a tacere qualsiasi voce contraria alla legge dei Riva.
    Venga a Taranto sig Porro e accetti l’invito di Giuseppe. Non faccia come il ministro Clini che ha detto che a Taranto non verrebbe mai a vivere.
    Non si può parlare di qualcosa che non si conosce.

    TARANTO LIBERA!

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  95. Nicola Porro il 16 gennaio 2013 alle 20:22:

    @Stefano grazie caro stefano per la sua garbata replica

    Rating: -5 (from 15 votes)
  96. Nicola Porro il 16 gennaio 2013 alle 20:21:

    @Giuseppe che fa mi minaccia? ne risponderà al mio avvocato.

    Rating: -18 (from 40 votes)
  97. donato il 16 gennaio 2013 alle 20:11:

    Nicola Porro,
    l’aspettiamo a Taranto. Si trasferisca qui, magari al rione tamburi, con la sua famiglia.
    Poi magari ne riparliamo.

    Rating: +11 (from 29 votes)
  98. Giuseppe il 16 gennaio 2013 alle 19:54:

    Nicola Porro, vieni a taranto, ti offriamo un ottimo latte, delle belle cozze, un aria sana! Offro IO, così magari ti viene un cancro in bocca e non spari più cazzate! O magari portaci i tuoi figli a vivere quì, per un annetto, ma dopo non ti chiedere come mai non crescano o buttino sangue ad ogni colpo di tose. VIENI A VIVERE A TARANTO, confrontati con NOI, se hai le palle, ma ci scommetto la vita, non ne hai. Una domanda, quanto hai preso dai RIVA per dire queste fesserie?

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  99. Marco il 16 gennaio 2013 alle 19:49:

    Una magistratura che finalmente, dopo anni di connivenze e collusioni della classe dirigente, ha scoperchiato il vaso della più grande vergogna d’Europa: uno stabilimento siderurgico costruito al contrario, ossia con l’area a caldo vicina alle abitazioni, con i parchi minerali aperti e a 200 mt da case e scuole, uno stabilimento che ha inquinato senza nessun tipo di limite o controllo per 50 anni, che ha trasformato il nostro Mar Grande in una discarica di fanghi tossici, che ha riempito di diossina il latte delle nostre donne, i nostri allevamenti, le nostre cozze, che ha modificato persino il nostro patrimonio genetico: qui i bambini nascono già malati, come a Chernobyl. Se il suo studio Istat dice che qui va tutto bene madama la marchesa, ce ne sono altri che affermano il contrario (si dia uno sguardo allo studio Sentieri, per esempio). Tra l’altro qui si pretende che la gente si fidi di ciò che racconta un organo come l’Istat, promanazione di quello stesso stato che dalla sera alla mattina decide, con un decreto, che l’Ilva non inquina e che può continuare a produrre, mettendosi casomai a norma con tutta la calma che vuole. C’è da fidarsi ciecamente, ha ragione.

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  100. francesco il 16 gennaio 2013 alle 19:48:

    salve…penso che tutti i benpensanti che scrivono articoli idioti cm questo, o che pensano ke addirittura i tarantini sn schizzinosi ri meritano una bella casa ai tamburi e ke gli nasca un figlio malato… Ah, vi informo ke i tamburi ci sn sempre stati e l@ilva e@ stata costruita dopo e ke le leggi ad aziendam sn anticosti uzionali…cediamo volentieri l1ilta al nord se la volete…idioti!

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  101. Stefano il 16 gennaio 2013 alle 19:48:

    Caro signor Porro, le scrivo da tarantino che conosce e vive la situazione che lei ha cercato di descrivere nel suo articolo. Apprezzo le sue idee, il suo punto di vista e le sue opinioni, ma non le condivido e, com’è giusto che sia, le spiego il motivo.
    Da una prospettiva economica, l’Ilva è fondamentale per l’Italia, una persona esterna a questo ‘mondo’ e lo definisco tale perchè qui siamo davvero in un altro mondo, quindi non fatica a denunciare in maniera negativa il lavoro di persone rispettabili quali il gip Patrizia Todisco. La invito però ad immedesimarsi in quei genitori che perdono i propri bambini nati da poco per un tumore, in quelle vittime innocenti uccise dal mostro industriale, in quei contadini che hanno perso raccolti e guadagni per l’inquinamento, in persone tarantine che hanno visto fiumi e paesaggi bellissimi distrutti dal fumo nero e dalle sue conseguenze. Venga qui e giudichi, in prima persona tutto si comprende meglio. La gente è costretta a scegliere tra lavoro e salute. E’ normale secondo lei? Se c’è gente favorevole a quest’industria che se la portasse via da qui, la regaliamo volentieri.
    Sul provvedimento di requisire i beni prodotti è un’azione forte che è l’unica in grado di smuovere un po’ le acque e ci sta riuscendo.
    In conclusione, noi vorremmo vivere signor Porro e credo che sia lecito lottare per riuscirci.

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  102. Francesco il 16 gennaio 2013 alle 19:45:

    (ANSA) – TARANTO, 16 GEN – Un ‘biomonitoraggio’ su allevatori tarantini e su un campione di donne in eta’ riproduttiva conferma che “esiste a Taranto, e in particolare nelle aree a ridosso della zona industriale, un problema di contaminazione della catena alimentare”. Lo ha affermato il direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, Michele Conversano in occasione della diffusione dei dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità nell’ambito del progetto ‘Life 08 womenbiop’.

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  103. Antonio il 16 gennaio 2013 alle 19:44:

    (ANSA) – TARANTO, 16 GEN – Un ‘biomonitoraggio’ su allevatori tarantini e su un campione di donne in eta’ riproduttiva conferma che “esiste a Taranto, e in particolare nelle aree a ridosso della zona industriale, un problema di contaminazione della catena alimentare”. Lo ha affermato il direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, Michele Conversano in occasione della diffusione dei dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità nell’ambito del progetto ‘Life 08 womenbiop’.

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  104. taranto libera il 16 gennaio 2013 alle 19:44:

    Se la grande industria avrebbe prodotto l’acciaio a norma di legge non si sarebbe arrivati a queste condizioni,mai nessuno ha pensato alla nostra città ora Taranto è diventata città ad interesse nazionale,l’italia senza l’acciaio di Taranto non può stare.Ricordo a tutti questi ben pensati che la stessa ilva è stata chiusa a Cornigliano tempo a dietro perchè ammazzava la popolazione.A causa dell’ilva a Taranto sono state abbattute migliaia di capi di bestiame e tonnellate di cozze doc locali.Il quartiere tamburi dista a soli 50 metri dalla ciminiera più pericola e il quartiere stesso quando c’e’ forte vento è ricoperto da polveri rosse,a Taranto migliaia di bambini si ammalano ogni giorno per non parlare delle donne ammalate tutte di tiroide e malattie respiratorie,chi ha lavorato in ilva non è riuscito nemmeno a godersi la pensione tranne poca gente,Taranto è una delle città più belle delle sud e molta gente la conosce solamente per l’inquinamento,Taranto è più antica di Roma.Taranto ormai è stanca a non del pil nazionale non c’e ne frega un emerito ca…prima i bambini,prima la salute.Saluti

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  105. Taras il 16 gennaio 2013 alle 19:42:

    IL LAVORO E’ UN DIRITTO SALUTE E AMBIENTE UNA PRIORITA’!

    “Non è possibile subordinare alla logica del profitto valori supremi come la vita umana”

    «Chi gestiva e gestisce l’Ilva ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza».

    TARANTO LIBERA!

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  106. Francesco il 16 gennaio 2013 alle 19:39:

    Molti di voi nn sanno ciò che dicono…X Ettore: ottimi imprenditori agli arresti? I suoi ottimi imprenditori sono accusati di disastro ambientale e uno di loro è latitante! Si informi prima di scrivere…

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  107. Antonio il 16 gennaio 2013 alle 19:39:

    In risposta al sig. Camillo da Torino ricordo che il quartiere Tamburi nasce, in un’area allora piena di verde e di salutari ulivi, agli inzi del secolo scorso. Basta con le falsità sul quartiere nato dopo l’ilva!!! TARANTO LIBERA

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  108. UMBERTO il 16 gennaio 2013 alle 19:38:

    perche non venite a taranto a guardare la situazione?
    è facile commentare dall esterno…

    -mio cugino 5 anni retinoblastoma

    -3o liceo alla mia prof hanno diagnosticato il tumore alla mammella,deceduta dopo 2 anni

    -un mio amico ha perso 2 fratelli per tumore al pancreas e colon, rispettivamente a 28 e37 anni

    -mia nonna a 50 ha fatto le lastre ed anno evidenziato AMIANTO nei polmoni… i medici hanno detto che era perche lavava a mano la tuta da lavoro di mio nonno

    BASTARDI

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  109. Marco il 16 gennaio 2013 alle 19:37:

    Dal suo articolo deduco che Porro non è il suo cognome ma ciò che rappresenta per il giornalismo inteso nella sua più nobile definizione.
    Lei non può scrivere riguardo l’ilva di taranto esattamente per lo stesso motivo per cui il trota non può essere un consigliere regionale. Purtroppo come ben sappiamo tutto ciò è realtà. E allora sà cosa le dico ha proprio ragione, l’Italia se n’è andata, è chiusa.

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  110. Nicola il 16 gennaio 2013 alle 19:34:

    Mi permetto di rendere pubblica una educata lettera che l’azienda per la quale lavoro, ha cercato di far pubblicare sui giornali, senza successo.

    Sono Titolare di una piccola azienda metalmeccanica di 26 persone.
    Non sono un fornitore ILVA.

    Mi meraviglio della scarsa volontà e iniziative convergenti di Taranto tutta, in ogni sua espressione sociale, politica, sindacale, lavorativa, affinchè si risolva e finalmente si attui un piano di “salvataggio”, definito e trasparente, dell’industria siderurgica italiana, ovvero l’ILVA di Taranto.

    Finalmente, si stanno creando i presupposti e gli impegni sottoscritti per conciliare lavoro e salute.
    L’Ilva è unica azienda in Europa ad accettare l’AIA, e quindi un investimento diretto
    – al Sud, nel MEZZOGIORNO! – che non ha pari, al momento, per una cifra ipotizzata intorno ai 4 miliardi di euro, oltre Cementir, Eni, Porto, strettamente collegate.

    Tuttavia, con il sequestro del materiale prodotto dall’impresa Ilva, a tutt’oggi, si è giunti alla “Sudditanza Economica”, dell’impresa stessa e, conseguentemente, delle aziende satelliti, e lavoratori Italiani nel settore, diretti e indiretti, fornitori e clienti, con sostanziale rischio degli stipendi del 10/01/2013.

    In questo domino in caduta libera, non è coinvolta solo la città di Taranto, non solo la Regione e il Sud, ma l’Italia tutta, e per alcune categorie di cittadini, ancora inconsapevolmente.

    Mi auguro, per Taranto, già alla storia economica come unica città in Italia ad aver subito il “dissesto finanziario”, che non debba ancora pagare a caro prezzo il proprio Diritto al Lavoro e alla Salute e subire, coinvolgendo nel suo crollo oltre 500.000 cittadini in ogni parte d’Italia.

    Meditiamo “terroni”, meditiamo.

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  111. alexta il 16 gennaio 2013 alle 19:34:

    lei non sa di cosa sta parlando questo articolo è vergognoso e irrispettoso nei confronti di chi soffre x gli interessi altrui…che si fotta l’italia e chi deve lucrare sulla nostra salute..TARANTO LIBERA

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  112. dino il 16 gennaio 2013 alle 19:33:

    con tutto il rispetto per coloro che possono aver subito danni di salute più o meno accertati attribuibili alla presenza dello stabilimento siderurgico, la situazione attuale era prevedibile sin dal primo insediamento quando ancora il rione Tamburi era praticamente inesistente ed al dilà dell’isola di Taranto vecchia esistevano infatti quattro capannoni endustriali,la stazione ferroviaria ,pochissime abitazioni ed il resto erano terreni coltivati ad uliveto. Era prevedibile il potenziale inquinamentoe pertanto le amministrazioni comunali succedutesi avrabbero dovuto vigilare ed impedire le installazioni residenziali che sono invece state realizzate nel tempo.
    La magistratura e gli enti preposti alla salute pubblica dal lontano 1965 ad oggi cosa hanno fatto?Dove erano? Cosa hanno avuto di cosi impegnativo da fare da non accorgersi di come si stavano sviluppando le cose?
    Si ha ora la sensazione che l’odore di risarcimenti, almomento dubbiamente giustificabiliti ,siano la molla che spinge una magistratura orientata benevolmente ad accogliere istanze contro chi ha assicurato la ricchezza e lo sviluppo della città negli ultimi cinquanta anni.
    Solo che la cura tardiva e drastica rischia di far morire il paziente.

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  113. Io sono di Taranto, io conosco la situazione, lei signori Porro NO il 16 gennaio 2013 alle 19:32:

    Perchè allora non proponiamo una cosa? spostiamo l’Ilva! La facciamo ricostruire a Torino! A Padova! A Bergamo!

    L’incidenza dei tumori a Taranto è la stessa che nel resto del sud Italia? a settembre sono morte due amiche di mia madre, a ottobre è morto il papà di un mio amico, a novembre la zia di un altro mio amico, a dicembre è morta mia nonna. DITELO ANCORA CHE A TARANTO NON SI MUORE DI TUMORE.

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  114. Giovanni il 16 gennaio 2013 alle 19:32:

    ULTIMISSIMA ANSA: CONTAMINAZIONE ALIMENTI!

    Ilva:Asl Taranto,contaminazione alimenti
    Responsabile Prevenzione commenta ‘biomonitoraggio’ Iss

    Un ‘biomonitoraggio’ su allevatori tarantini e su un campione di donne in eta’ riproduttiva conferma che “esiste a Taranto, e in particolare nelle aree a ridosso della zona industriale, un problema di contaminazione della catena alimentare”. Lo ha affermato il direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, Michele Conversano in occasione della diffusione dei dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità nell’ambito del progetto ‘Life 08 womenbiop’.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/01/16/Ilva-Asl-Taranto-contaminazione-alimenti_8086272.html

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  115. Mauro il 16 gennaio 2013 alle 19:28:

    L’Ilva DEVE CHIUDERE!
    AVETE FINITO DI UCCIDERE!
    TARANTO LIBERA E STRALIBERA!

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  116. Giuseppe il 16 gennaio 2013 alle 19:26:

    Auguro a tutti coloro che mettono l’economia italiana davanti alla salute di noi tarantini di ammalarsi delle stesse malattie che ci stanno lentamente ammazzando tutti, e pregate di non perdere mai una persona a voi cara per un cancro che senza l’Ilva, probabilmente non ci sarebbe mai stato.

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  117. gigino_18 il 16 gennaio 2013 alle 19:26:

    Come battuta mi verrebbe da dire che ha ragione Berlusconi quando afferma che il Governo non ha alcun potere in questo Paese.

    Possibile non si possa fare un decreto d’urgenza!?

    Tra l’altro non capisco cosa c’entri la vendita dei prodotti con l’inquinamento.
    Semmai è il processo produttivo, il trattamento delle scorie, i macchinari, etc… a inquinare.
    A meno che il prodotto finale sia radioattivo!
    Ma se non lo è, a che serve tenerlo lì?
    Boh…

    Penso che questi piccoli personaggi siano totalmente privi di logica e di senso pratico.
    Non dico altro perché temo di essere bannato, non tanto perché Porro non condivida il mio pensiero ma per evitare eventuali guai giudiziari.

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  118. Tommaso il 16 gennaio 2013 alle 19:22:

    Egregio Nicola Porro,
    Questo tipo di industria va costruita lontanissimo da zone abitate. Fa credere di essere saggio, lei, bene, ora spieghi con altrettanta saggezza che un’industria siderurgica va costruita vicino al mare e a centinaia di chilometri di distanza dai centro abitati. Sicuramente lei, saggio come è o vuole far credere saprà senz’altro i motivi di queste due prerogative edilizie.
    Se ha modo, inoltre, commenti mazzette, telefonate, giochi di potere ecc di tutte le persone che dovrebbero fare gli interessi della popolazione. Parli di tutto, non si schieri, non conviene mai.

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  119. Giovanni il 16 gennaio 2013 alle 19:20:

    VENITE A TARANTO POI NE RIPARLIAMO. IGNORANTI!
    A TARANTO SI MUORE DI TUMORE E VOI VI PERMETTETE DI TRATTARE COSI’ SUPERFICIALMENTE UN DRAMMA SENZA PRECEDENTI IN ITALIA E NEL MONDO.
    FORZA MAGISTRATURA! NOI TARANTINI VOGLIAMO UN ILVA A NORMA, CHE RISPETTI LA LEGGE E LA DIGNITA’ UMANA.

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  120. Aristarco il 16 gennaio 2013 alle 19:10:

    Caro Porro,non so cosa intendi per pubblica amministrazione.Lenin era feroce verso i burocrati.Aboliamo comuni e regioni e ministeri? Per il resto ci sono aziende pubbliche:le chiudiamo? E allora chiudiamo anche polizia,carabinieri,guardia di finanza,corpo forestale dello stato,agenti di custodia,esercito,tribunali.Non devo difendere nessuno. Ci sono disfunzioni anche nelle banche,assicurazioni,negli aeroporti.Non sono indenni commercianti,artigiani,imprenditori,giornalisti.Cosa facciamo? Chiudiamo tutto?Si possono migliorare i servizi? Si devono migliorare.E le professioni? Sono perfette? Ci sono disfunzioni (chiamiamole così e quando si fermano qui)in tutti i campi del pubblico e del privato. Ti voglio mettere una pulce nell’orecchio per farti intendere quello che precede. Potrebbe darsi che ci sia un certo numero di malati di malattia professionale riconosciuta ai fini pensionistici che sono come quei ciechi che talvolta fa vedere la tv che ci vedono benissimo e percepiscono pensione e accompagnamento.Tante pensioni di invalidità privilegiate può darsi che siano fasulle anche di categorie al di fuori di ogni sospetto.In questo esempio ci sono coinvolti tutti,non solo i politici,che pur hanno grosse responsabilità.Non posso esplicitarmi di più,ma te lo dirò su facebook.

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  121. dario il 16 gennaio 2013 alle 19:03:

    Ma non vi vergognate ad esprimere certi pareri senza nemmeno conoscere la realtà della città di taranto…lo dico con certezza perchè lo deduce dalle cavolate che scrivete!!! Vi garantisco che a Taranto la situazione ambientale è molto più drammatica di quanto venga descritta…e poi Sig.Porra vorrei sottoporla ad alcune domande se mi permette.
    E’ mai stato a Taranto,e nello specifico nei quartieri Tamburi,Paolo VI e Statte?? ha mai toccato con mano le polveri che si depositano sulla città ed in particolare nelle piazze dove dovrebbero giocare i nostri figli e sulle lapidi del cimitero?? Lei ci verrebbe a vivere con la sua famiglia in questi quartieri?? Come mai il Ministro Dell’ambiente Clini tanto impegnato alla salvaguardia dell’azienda Ilva ha avanzato l’ipotesi di sgomberare un intero quartiere (TAMBURI) che ospita 30-40 mila persone se non vi è pericolo per la salute della gente?? come mai migliaia di animali e di cozze vengono abbattuti e distrutte se non vi è una situazione drammatica?? come mai a Taranto non vi è un registro tumori nonostante fosse obbligatorio e nonostante i vari servizi di trasmissioni televisive come le “IENE” che ne denunciavano la mancanza e nonostante le continue richieste di noi tarantini??
    Il punto è uno…Questa città si è da sempre sacrificata per l’economia nazionale a discapito della salute dei propri abitanti,ma ora basta!! E dobbiamo tutti sostenere il lavoro della Magistratura,che lavora nell’interesse e nella tutela della salute delle persone,a differenza di uno stato che agisce nel solo interesse del profitto!! Aspetto con ansia le sue risposte.

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  122. bragadin il 16 gennaio 2013 alle 19:01:

    insomma Nicola ! … Ora non venirmi a fare anche tu “quello che non poteva non sapere” ! Come fa un siffatto articolo ad ignorare la solita immancabile tragica verità … che la chiusura dell’ILVA E’ ESCLUSIVAMENTE ED UNICAMENTE COLPA DI BERLUSCONI !!! Proprio vero che anche tu quoque fili mii … sei al soldo del padrone del Giornale !!!

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  123. Giovanna K. il 16 gennaio 2013 alle 18:57:

    Comunque una ricerchina su web merita, oltre quel link che hai postato, Nicola.
    E anche rivedersi la puntatona su La7 di Servizio Pubblico sull’argomento.
    Clamorosa.

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  124. Giovanna K. il 16 gennaio 2013 alle 18:55:

    Nicola e gli altri,

    io sto con Giuseppe.
    Si faccia, fatevi, un giretto a Taranto.
    Poi se ne riparla.

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  125. Giuseppe il 16 gennaio 2013 alle 18:54:

    Al sig. Camillo di Torino che come il ministro Clini diffonde ignoranza e disinformazione, chiariamolo una volte per tutte:

    IL QUARTIERE TAMBURI E’ NATO MOLTO PRIMA DELLA NASCITA DELL’ILVA, ALMENO 10 ANNI PRIMA ED E’ POSSIBILE INFORMARSI A RIGUARDO ANCHE IN RETE. USATELA LA RETE PER INFORMARVI E PER EVOLVERVI ANZICHE’ PER DIFFONDERE COME PAPPAGALLI LE PAROLE DI UN MINISTRO DELL’AMBIENTE CHE IN REALTA’ E’ IL MINISTRO DELLE AZIENDE INQUINANTI DI QUESTO PAESE.

    Perchè solo nel 2012? Le rispondo con un’altra domanda: E PERCHE’ NO? In più farebbe bene ad informarsi anche su questo: i dati sulle morti legate all’inquinamento stanno iniziando a diffondersi solo ORA. Qui la stampa, la chiesa e i politici locali sono stati COMPRATI dal sig. Girolamo Archinà. Sa chi è? Sa chè in carcere?

    Per rispondere alla sua ultima domanda:
    In quale paese civile può essere consentita la commercializzazione delle prove di un reato?

    Concludo con: IO NON MUOIO PER L’ITALIA E PER VOI COSI’ COME NON LO FARESTE ANCHE VOI!

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  126. francesco il 16 gennaio 2013 alle 18:47:

    Come in tutti i grandi problemi legati all’inquinamento bisogna fare di più aziende pubbliche e private devono accontonare ogni anno una percentuale del fatturato per fare fronte a questi problemi.Nello specifico il Sig.Porro vuole evidenziare le carenze di questo paese per la completa assenza di un piano industriale e produttivo e credo voglia allertare qualche attento politico che siamo di fronte ad un disastro sociale di proporzioni bibliche.l’AIA rilasciata alla societa ILVA contiene tutto quello che serve per una siderurgia compatibile,bisogna evitare un cimitero industriale che recherebbe danni veramente certi alla popolazione.
    Cordiali saluti

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  127. antonio il 16 gennaio 2013 alle 18:43:

    In fabbrica si sta facendo l’impossibile per rispettare i tempi dettati dalle prescrizioni AIA e la magistratura cosa fa ? continua imperterrita nel suo accanimento giudiziario volto a distruggere un’azienda sul cui operato ci sono ancora indagini in corso e nessuna sentenza di condanna e, soprattutto, in contraddittorio con i risultati delle perizie commissionate dalla procura stessa che indicano, chiaramente, l’insussistenza ed infondatezza della teoria di disastro ambientale. E allora di cosa stiamo parlando ? Forse delle manie di protagonismo di alcuni personaggi che, invece di applicare la legge, si ergono a paladini della difesa dei diritti costituzionali dell’uomo ma non si rendono conto che, quando sarà finalmente stabilita la verità, saranno ricordati per aver distrutto una città e l’economia locale, regionale e nazionale senza uno straccio di prova. Al concittadino Giuseppe abitante dei Tamburi sono comunque solidale perché paga le colpe di un’amministrazione comunale che ha permesso di costruire edifici residenziali a ridosso della fabbrica ma nessuno lo ha obbligato a vivere per decine di anni lì senza protestare e pretendere da quella stessa amministrazione una collocazione dignitosa; dissento dalle sue affermazioni inerenti la tragica situazione sanitaria a Taranto, dove ha preso i dati ? bisogna parlare quando si hanno dati certi e non sulle ali di un abile passaparola alimentato da persone, personaggi, gruppi organizzati e non, che hanno come unico obiettivo quello di vivere come parassiti alle spalle dello Stato senza pensare che grazie al loro bieco interesse negheranno alle future generazioni una possibilità di rimanere a Taranto sfruttando il volano economico di un’azienda ecocompatibile all’avanguardia tecnologica che assicurerebbe ancora per tanti anni decine di migliaia di posti di lavoro tra dipendenti diretti, indiretti, indotto, filiera dell’acciaio, trasporti e permetterebbe alle attività commerciali e di servizi della città di continuare a sopravvivere.
    A Giovanna e Giovanni dico che all’interno della fabbrica nessuno (tranne quelli appartenenti alle categorie menzionate prima) vuole essere salvato dalla magistratura perché le condizioni lavorative e di sicurezza sono assolutamente buone e oggetto di continuo miglioramento attraverso il supporto dei lavoratori stessi e l’attenzione dei vertici aziendali.
    In conclusione abbiamo finalmente una legge che obbliga l’azienda ad adeguarsi entro limiti temporali certi alle prescrizioni in essa contenute (peraltro in netto anticipo rispetto alle altre realtà siderurgiche europee che hanno già chiesto di rinviare l’inizio dell’adeguamento dal 2016 al 2018/20), un’azienda che ha recepito tali normative e sta alacremente perseguendo l’obiettivo della loro attuazione nei tempi stabiliti, ma non ci va bene, vogliamo distruggere tutto a prescindere, vogliamo assaporare l’amaro del decadimento di una città intera, vogliamo che i nostri figli abbandonino la loro terra, vogliamo non poter più addebitare la morte di tumore di un parente, amico, conoscente al mostro d’acciaio pensando che, forse, di tumore si muore tanto anche in Trentino.
    TARANTO LIBERA sì…….ma da chi vuole distruggere, da chi vuole vivere da parassita, da chi ha manie di protagonismo, da chi è chiamato a far applicare la legge e invece la rinnega.
    Lavoro Salute Ambiente si può fare………..si sta facendo………non permettiamo che la nostra bella Taranto scompaia dalle rotte stradali/marine/commerciali/turistiche dell’Italia, dell’Europa, del mondo.

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  128. Francesco il 16 gennaio 2013 alle 18:23:

    La colpa dell’inquinamento di Taranto non e’ dell’attuale fabbrica ma dei periodi precedenti
    quindi arrestate lo stato e possibilemente anche i suoi giudici talebani che non sanno distinguere
    perche’ fanatici esecutori di una ideologia di morte (per esempio vedere Ingroia)

    A chi vuole l’industria senza alcun tipo di inquinamento (giusto minimizzarlo ma eliminarlo non e’ possibile) sia dato il luminoso mondo del medioevo (ove si moriva per influenza)

    Ai produttori (onesti) quelli che non inquinano per risparmiare due soldi) sia concesso l’onere di
    smettere di pagare il Leviatano ed anzi avvelenarlo per distruggere per poi ricostruire

    con fondamenta putride non si costruisce nulla e
    con uno stato come quello che ci riservano i funzionari (intendo anche i giudici xche’ quello sono non semidei) e i politici Bersanoidi non si
    discute lo si demolisce fino all’ultimo mattoncino

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  129. ettore il 16 gennaio 2013 alle 18:23:

    Già… Intanto, ottimi imprenditori agli arresti, dipendenti in cassa integrazione, futuro del manifatturiero in nero. E chi pagherà per questi errori? tu ed io…

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  130. liberty.fighter il 16 gennaio 2013 alle 18:21:

    Chapeau.
    Non dico altro. Ormai Nicola legge nella mia mente :P

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  131. davide_varerse il 16 gennaio 2013 alle 17:56:

    Nulla di che meravigliarsi, egregio cuoco scrissi tempo orsono su queste pagine che a Varese vi è una parte importante di storia della provincia che piano piano sta sparendo per andare verso altri lidi ossia l’aeronautica. Dal momento in cui la politica-stato con la più grande industria italiana della meccanica che ha assorbito tutti i comparti dal cantieristico all’energetico la produzione in italia è divenuta secondaria. Non mi sorprende che Taranto sia l’ultimo dei colpi inflitti alle aziende produttive italiane. Da artigiano “metalmeccanico” vedo che stiamo gettando al vento anni di cultura ed eccellenza nel produrre a favore di mercati esteri e di nazioni estere. Oltre a esser oggetto di continue ingiustizie fiscali ci ritroviamo a vederci togliere tutto il ns patrimonio culturale-produttivo a favore di Germania in primis e il resto del mondo, Cina per finire……il processo è iniziato anni fà nei primi anni 90 ora è come il contadino che chiude il portone della stalla dopo che le “vacche” son scappate….manca poco al tracollo, le aziende devo poter operare in un mercato “libero” da vessazioni fiscali e da anomalie del pubblico che si può permettere di non pagare le aziende private che chiudono pur avendo crediti enormi……buona cena a tutti.

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  132. Francesco_P il 16 gennaio 2013 alle 17:50:

    L’aspetto economico è gravissimo e le conseguenze non limitano all’impianto produttivo ed al suo indotto, ma si allargano a tutta l’industria metalmeccanica e delle costruzioni che ora dovrà rifornirsi in India o in Cina con prezzi maggiori e conseguenza anche sugli equilibri import-export.

    Quello economico non è il principale vulnus che viene inflitto al Paese. La decisione di non applicare la Legge è un chiaro scavalcamento delle istituzioni. Quando la Corte Costituzionale avrà deliberato nel merito sarà comunque troppo tardi.

    Chi investirà in Italia, un Paese dove la legge non esiste, ma viene inventata di volta in volta da giudici ed azzeccagarbugli? Può qualcuno, non importa se italiano o straniero, investire ancora in Italia, una nazione dove la Legge può essere ignorata bellamente proprio da coloro che la dovrebbero applicare?

    La democrazia, per quanto male interpretata dalla classe politica, è un bene. La democrazia muore se un clero ha il potere di condizionare tutto. Non era più così dai tempi della controriforma!

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  133. Americo il 16 gennaio 2013 alle 17:48:

    Stimato signor Porro, questo é il primo segnale di pessimismo che trovo nel suo blog. Quando uno vede le follie dei governi, gli arbitri e le collusioni dei poteri forti, un sistema giudiziale che si perpetua per partenogenesi senza l’ombra di un avallo o una legittimizzazione ottenuta dai cittadini, e per finire vedere in ballo ancora quei vecchi volti anelando di aggrapparsi in qualsiasi maniera ai privilegi del potere, bisogna concludere che il suo pessimismo é giustificato.
    Questo carnevale elettorale é come una fotografia di una carogna animale morta in cui si pasciano tutta una classe di animali predatori, di vermi, insetti vari ed avvoltoi. Che resta del povero animale? Solo lo scheletro.

    Rating: +6 (from 6 votes)
  134. Lombardi Maura il 16 gennaio 2013 alle 17:43:

    Un Paese con: pochissime risorse energetiche, annientamento della produzione industriale, crisi economica, crisi politica, disoccupazione giovanile e non, assenza d’investimenti, accrescimento di odio e rabbia, incremento della povertà,
    cosa fa?
    La storia insegna: la guerra!

    Rating: +8 (from 12 votes)
  135. adriano il 16 gennaio 2013 alle 17:41:

    Proprio così.Chiuso per cessata attività.Per fortuna però abbiamo riacquistato credibilità internazionale.Non credo che servirà per cuocere i maccheroni.Qualcuno si è dimenticato che la nostra materia prima era il lavoro ed ora si fa di tutto per distruggerlo.Il principio di legalità non può prevaricare quello di sovranità.Quando un potere è senza controllo diventa fuori controllo.

    Rating: +8 (from 16 votes)
  136. camillo – torino il 16 gennaio 2013 alle 17:34:

    cosa significa : IN ATTESA DI MODERAZIONE ? Non mi pare di essere stato nè offensivo nè di aver usato toni volgari.

    Rating: -3 (from 3 votes)
  137. camillo – torino il 16 gennaio 2013 alle 17:26:

    A tutti quei signori (sic) che hanno risposto all’articolo di Porro con insulti e argomentazioni stpde e dannose alla loro stessa città vorrei chiedere alcune cose:
    Come e quendo è nato il quartiere Tamburi?
    Solo nel 2012 si è deciso di intervenire e perchè?
    Invece di sequestrare merce già prodotta e venduta forse non era meglio sequestrare eventualmeno i soldi del pagamento e destinarli al risanamento?

    Rating: +2 (from 14 votes)
  138. Nicola Porro il 16 gennaio 2013 alle 17:23:

    @Ettore é così. Ma è incredibile che nessuno volgia dirlo.
    A tal proposito copio e incollo:
    Un’analisi statistica sui dati di mortalità ISTAT, quindi basata sui certificati di morte ufficiali, sulla mortalità per tumore nel sud Italia tra il 1999 e il 2003, condotta all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano insieme all’ISTAT di Roma e all’Istituto Tumori Pascale di Napoli, ha dimostrato che la mortalità per tumori (in particolare del polmone) negli uomini e nelle donne della provincia di Taranto è uguale alla media delle provincie del Sud Italia. “Questi dati pubblicati su Epidemiologia e Prevenzione del 2011 (Epidemiol Prev. 2011 May-Aug;35(3-4):200-206) – sottolineano Diego Serraino, Direttore Epidemiologia e Biostatistica e Umberto Tirelli, Direttore Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano – hanno come punti di forza la copertura ditutto il Sud e la standardizzazione dei dati; lo svantaggio è che non si occupano dei singoli comuni, perchè è stata analizzata la provincia ma non il comune di Taranto”. “Va tenuto però presente che uno studio epidemiologico definitivo sul comune di Taranto non esiste ad oggi in quanto questo ipotetico studio dovrebbe avere almeno due caratteristiche: 1) essere “georeferenziato”,cioè tutti gli indirizzi andrebbero associati ai residenti in modo uninominale per mappare le residenze nel tempo (almeno 30 anni, dato il tempo che ci vuole per sviluppare il carcinoma del polmone) e di ogni residente bisogna conoscere data di nascita, sesso, e appunto tutte le residenze a Taranto o in altri comuni; 2) aggiustare per fumo: la residenza in zone disagiate, come vicino a impianti industriali, è associata allo stato socio economico basso, che a sua volta è associato all’aumento della frequenza del fumo che è la causa principale del carcinoma del polmone”. “Inoltre – sottolineano gli esperti dell’Istituto Tumori di Aviano – va detto che in Italia ci sono circa 1300-1500 nuovi casi di tumore all’anno in bambini da 0 a 14 anni e non risulta esserci un eccesso a Taranto rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria, la prima causa nota e accettata in tutti i Paesi industrializzati è il traffico veicolare: almeno il 5% dei carcinomi del polmone è oggi attribuibile ai fumi di scarico delle automobili e IARC ha classificato il diesel come carcinogeno di classe 1: perché non bloccare quindi la circolazione dei veicoli, almeno quelli a diesel? Perché non chiudere certe strade statali e certe autostrade, quelle più inquinate? Ovviamente non andrebbero costruiti condomini vicino alle acciaierie o alle autostrade, come purtroppo continua ad accadere in Italia. L’inquinamento dell’aria causa indubbiamente molte malattie acute respiratorie ma ad oggi il rischio attribuibile sui tumori dell’apparato respiratorio è basso (<3% tolto automobili) perché il fumo resta la causa principale (Fonte: American Association for Cancer Research). I dati epidemiologici condotti ad oggi – concludono Serraino e Tirelli – indicano quindi che non vi è un incremento dei tumori, in particolare del polmone, nella provincia di Taranto rispetto alle altre province del sud e non esistono evidenze epidemiologiche su un nesso di causalità certo tra inquinamento ambientale e tumori a Taranto”.

    Rating: +6 (from 36 votes)
  139. riccardo il 16 gennaio 2013 alle 17:22:

    Cari lettori di questo articolo scritto dal sig porro, ascoltate le intercettazioni di riva, archina’ e compannia bella poi tutti insieme cerchiamo di giustificare tutti quei tentativi di corrompere politici, giornali e istituzioni. Mi riferisco alle intercettazioni che ho sentito al programma l’ indiano a l’ una e mezzo di notte quando tutti stanno dormendo, proprio come molti di noi

    Rating: +3 (from 21 votes)
  140. ettore il 16 gennaio 2013 alle 17:16:

    Solo a Taranto ci si ammala di tumore, solo a Taranto i bambini si ammalano di tumore. Nel restop d Italia, si vive meglio, la qualità dell aria è la stessa della Galapagos e i cattivi industriali del Nord speculano sulla pelle dei poveri tarantini. Anche fosse vero, e qualunque medico competente vi può spiegare che non lo è. Che l incidenza di malattie a taranto non è superiore alle aspettative, che la qualità dell aria è nella norma e che l’unico dato fuori statistica è quello delle malattie da asbesto, cioè da esposizione all amianto, che con Ilva non c’entra nulla. Cmq, anche fosse vero, in attesa che venga stabilito dai tribunali e non da una delle parti, che c’entra il sequestro dei beni prodotti? Se sono corpo del reato, si fanno le foto, si classficano e poi si lasciano vendere. cosi l azienda non fallisce e usa i soldi per applicare l aia. altrimenti fra qualche tempo quando la procura perderà nei processi, dovremo fare una manovra finanziaria per pagare i danni causati da indagini che non sembrano affondare le radici nella scienza, ma nell ideologia ambinetalista radicale e miope

    Rating: -2 (from 34 votes)
  141. eziogius il 16 gennaio 2013 alle 16:23:

    caro Porro, finalmente un pezzo serio, che parla di Politica,Magistratura, Italia; lei parla degli ultimi cinque anni, ma sono molti molti di più quelli nei quali non è stato fatto nulla per migliorare l’Italia (tutta, nel suo complesso). ma gli italiani tutti dove erano? Negli ultimi vent’anni abbiamo votato 5/6 volte: per questa attualità? La saluto cordialmente.

    Rating: -4 (from 28 votes)
  142. mary il 16 gennaio 2013 alle 16:22:

    Porro , credo purtroppo che lei abbia

    ragione ..! ho l’impressione che non

    molte persone leggano i suoi articoli,

    perchè queste cose non le dice anche in tv ? grazie e non si stanchi mai di

    denunciare le cose sbagliate !

    Rating: -3 (from 35 votes)
  143. Giovanna K. il 16 gennaio 2013 alle 15:42:

    Mi spiace Nicola ed Egregio Porro,

    ma stavolta sto coi bambini ammalati che riempiono le corsie degli ospedali.
    Coi loro genitori, con gli operai che dovrebbero essere messi nelle condizioni adeguate al lavoro che svolgono.
    Nella legalità e nel rispetto dell’ambiente.

    Rating: +3 (from 43 votes)
  144. Giovanni il 16 gennaio 2013 alle 15:37:

    Chi ha scritto quest’articolo non conosce la tragica situazione sanitaria di Taranto.
    Il gip Todisco vuole salvare la città e i lavoratori dell’Ilva obbligando la messa a norma degli impianti e tutelando così il diritto alla salute e al lavoro.
    Magari tu che hai scritto non sei neanche di Taranto. VERGOGNATI

    Rating: +8 (from 50 votes)
  145. Giovanni il 16 gennaio 2013 alle 15:36:

    Chi ha scritto quest’articolo è un imbecille.
    E soprattutto non conosce la tragica situazione sanitaria di Taranto.
    Il gip Todisco vuole salvare la città e i lavoratori dell’Ilva obbligando la messa a norma degli impianti e tutelando così il diritto alla salute e al lavoro.
    Magari tu che hai scritto non sei neanche di Taranto. VERGOGNATI

    Rating: -1 (from 41 votes)
  146. Francesco il 16 gennaio 2013 alle 15:33:

    Lei è di Taranto, conosce la vera situazione in cui versa la città a causa dell’inquinamento? Quei prodotti sono stati fatti in modo illegale perchè l’azienda era sotto sequestro. Dopo c’è stato il decreto salva-Ilva…La Magistratura è l’unica che sta cercando di salvare una città condannata a morire di tumore grazie al governo italiano…

    Rating: +3 (from 47 votes)
  147. Giuseppe il 16 gennaio 2013 alle 15:27:

    Gent.mo Sig. Porro,
    è evidente che lei parli senza cognizione di causa alcuna.
    Se qualcuno la paga per scrivere, ed io mi auguro vivamente di no, farebbe bene ad invitarla a scrivere un quaderno intero con la parola “SUPERFICIALE”.
    Una paginetta al giorno, come si faceva un tempo alle scuole elementari. Vedrà che magari tra un anno, prima di scrivere simili insulti nei confronti di decine di miglia di “morti di salute”, ci penserà due volte, sempre ammesso che lei sia abilitato a pensare e a porsi delle domande prima di sputare simili verdetti inumani.

    A fronte di ciò, è mia premura invitarla a vivere per almeno un anno a casa mia.
    Abito al quartiere Tamburi da decine di anni e la mia casa ha una stanza in più che potrei riservarle gratuitamente.
    Ha un bell’affaccio, ovviamente verso le ciminiere che sputano veleni giorno e notte.
    Sa, non è una stanza silenziosa poichè giorno e notte si possono avvertire chiaramente molti rumori della fabbrica. Certo, l’aria non è proprio il massimo come finge di non sapere, ma certamente di questi tempi non ci si può lasciare sfuggire una simile occasione: vivere un anno in un posto GRATIS.
    Un po’ come chiedere ad un operaio di fare un lavoro dannoso per la propria salute e per quella degli altri o non lavorare affatto.
    Allettante vero? Seducente, irrinunciabile.
    Confido pertanto che voglia rispondere positivamente alla mia richiesta così da capire la netta differenza che esiste tra “SCRIVERE della vita degli altri” e “VIVERE la vita degli altri”.
    Detto questo, non la saluto, perchè sono indignato e mi aspetto le sue scuse.
    Le aspetto per la mia persona, per altre decine di migliaia di miei concittadini, che siano essi operai, bimbi col tumore, mamme impossibilitate ad allattare, donne che mamme non potranno mai diventarlo e morti. Tanti, tantissimi morti.

    TARANTO LIBERA!… ANCHE DA PERSONE COME LEI!

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