Se questo è Uno Stato

 

L’Asl punisce l’infermiere che pagò ticket a paziente

«Ha gettato discredito sull’azienda», procedimento disciplinare per Lenzoni Il dipendente: «Non mi chiuderanno la bocca, era giusto aiutare la bambina»

MASSA. Aveva aiutato una mamma con figlia piccola e febbre a 40 che non aveva i soldi per pagare il ticket. Tirando fuori di tasca propria quei 50 euro da versare al Cup e necessari per fare visitare la piccola. Sarà punito.

Marco Lenzoni, infermiere al distretto socio sanitario di Montignoso (nonchè delegato Cgil e attivista di Massa antifascista) sarà sottoposto a un provvedimento disciplinare da parte dell’azienda sanitaria. Lo annuncia pubblicamente la stessa Asl con una nota inviata ai giornali locali in cui accusa Lenzoni di avere gettato discredito “in modo subdolo e strumentale” sull’azienda, di avere disobbedito alle regole e di avere offeso la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis.

«Non mi chiuderanno la bocca, era giusto aiutare quella bambina, così come è un diritto denunciare disservizi o ingiustizie, lo rifarei anche domani», è la replica di Lenzoni.

Scelta inusuale e “dura” quella dell’Asl di annunciare alla stampa l’irrogaazione di sanzioni disciplinari a un suo dipendente. Ma la nota ispirata dalla stessa De Lauretis, è molto netta e da essa traspare che quel che brucia non è tanto il gesto dell’infermiere, quanto le sue dichiarazioni. «Abbiamo delle regole che dobbiamo rispettare nell’interesse dei cittadini», esordisce il documento. Dunque, «pur comprendendo la gravità del momento e sentendoci umanamente vicini a ogni singola situazione in cui vi sia una difficoltà dovuta a un disagio, la direzione aziendale ha bisogno di ribadire con forza che la posizione assunta dal signor Lenzoni nei giorni scorsi discredita in modo subdolo e strumentale l’immagine dell’azienda, già fortemente lesa dai gravi fatti degli scorsi anni (il riferimento è al maxi buco da 400 milioni di euro ndr.). L’Asl, sulla questione del ticket (allo sportello la madre della bambina si era sentita rispondere che non avrebbe potuto pagre successivamente), ricorda poi che esistono «regole chiare e rigide sui pagamenti dei ticket, che servono esclusivamente a evitare possibili ed eventuali arbitri o peggio, abusi. Lasciare discrezionalità ai singoli operatori nel valutare le singole situazioni sarebbe impossibile oltre che ingiusto nei loro confronti. In particolare: possono essere pagate successivamente le prestazioni urgenti di Pronto soccorso, o le prestazioni impreviste che vengono ritenute necessarie al momento della visita, ma non quelle programmate. Quando ci sono situazioni particolari, pur non avendo diritto all’esenzione, il percorso da seguire è quello che coinvolge l’assistente sociale. Non rispettare queste semplici regole, applicate da tutte le Asl, serve solo a creare la necessità di un sistema per controllare chi ha poi effettivamente pagato, magari da affidare in appalto ad una cooperativa, e/o pagare dei progetti obiettivo ai dipendenti per le procedure di recupero crediti, tutte cose in passato verificatesi».

Ebbene, di tutto questo, argomenta ancora l’Asl, “il signor Lenzoni” ha fatto «un uso strumentale. Per questo, «per la grave lesione che ne è conseguita all’immagine dell’azienda e del servizio sanitario pubblico, oltre che per le offese personali al direttore generale, questa direzione avvierà i procedimenti disciplinari necessari nei confronti del dipendente in questione».

Marco Lenzoni, però, non fa un passo indietro. Sottolinea di non aver finora ricevuto alcun provvedimento («hanno preferito informare prima la stampa») e dice: «Non avevo dubbi sul fatto che mi venisse inflitta una sanzione disciplinare, magari anche il licenziamento. So quel che faccio e quello che si rischia per difendere la povera gente, la Costituzione e la mia dignità di lavoratore e di infermiere. Ricordo comunque alla dirigenza Asl che in Italia c’è libertà di parola e di critica, sono un delegato sindacale quindi posso e devo denunciare pubblicamente ogni mancata applicazione della Costituzione e dei diritti dei cittadini, il contratto che ho con l’azienda non mi impedisce di aprire bocca in nome dei lavoratori e dei cittadini. Ci vedremo quindi in tribunale – chiude l’infermiere – perchè è ovvio che io non accetterò nessun tipo di punizione».

http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2013/01/19/news/l-asl-punisce-l-infermiere-che-pago-ticket-a-paziente-1.6383382

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