l’illusione di “Ciccio” ….

Leggere il commento erudito di “ciccio”

Gli aeroporti per il sud sono anche troppi, visto che, come ammesso dall’articolo, servono principalmente per i turisti. Al nord, invece, oltre a tale tipo di fruitori, c’è l’italia che produce. Accontentatevi, quindi, che è già tanto che ancora vi mandino soldi!

Ed ora a voi lettori non razzisti e colti:

 

Nuovo piano aeroporti, il Sud resta a piedi

La nuova mappa degli Aeroporti

Il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, ha presentato il Piano Nazionale per lo sviluppo aeroportuale, uno strumento atteso da 26 anni. In Italia saranno solo 31 gli scali di interesse nazionale – oggi sono 43 quelli aperti a voli commerciali – che potranno beneficiare di interventi infrastrutturali. Gli altri aeroporti dovranno essere trasferiti alle Regioni che ne valuteranno la diversa destinazione d’uso e l’eventuale possibilità di chiusura nel caso in cui non siano economicamente sostenibili. Visto così, il piano merita sicuramente un plauso, visto che punta a una razionalizzazione e, quindi, a un risparmio di risorse. Però…
A ben vedere, la nuova mappa degli aeroporti in Italia segna l’ennesima penalizzazione del Mezzogiorno, già maglia nera per le infrastrutture. Su 31 scali, 10 sono da considerarsi “big” e si trovano quasi tutti al Centro e al Nord, eccezion fatta per Napoli e Palermo. Dei 14 aeroporti con oltre un milione di passeggeri, solo 4 sono al Sud (Lametia Terme, Catania, Bari, Brindisi). Ci sono poi 6 aerostazioni con traffico superiore a mezzo milione di persone (al Sud solo Reggio Calabria). Ripescati nel piano gli aeroporti di Rimini e Salerno (quest’ultimo per decongestionare Napoli-Capodichino), mentre resteranno aperti Lampedusa e Pantelleria, ritenuti indispensabili per continuità territoriale.
Come ben evidenzia la mappa pubblica da “Il Sole 24 Ore”, al Mezzogiorno ci sono solo 9 scali su 31 che resteranno in vita, mentre il Centro e soprattutto il Nord fanno il pieno. Una follia!  E pensare che il turismo dovrebbe essere una delle risorse maggiori per il rilancio dell’economia meridionale e, quindi, nazionale.
A dire il vero, anche prima del piano targato Passera, non è che il Sud brillasse per il numero di scali (14 su un totale di 46). Fa però riflettere che sarà sempre più difficile raggiungere le regioni meridionali: con il taglio degli aeroporti, le linee ferroviarie da far west, la Salerno-Reggio Calabria, i turisti dovranno raccomandarsi l’anima al Padreterno per arrivare a destinazione. C’è poi il caso Basilicata, che non dispone di alcuno scalo aeroportuale e di una linea ferroviaria ridicola. Chi da Roma, per esempio, volesse andare a visitare i famosi sassi di Matera, dovrebbe prendere un treno per Salerno, cambiare per Potenza e poi? Boh, non è dato sapere.  Oppure, bisognerebbe prendere un treno Roma-Bari e poi un bus per Matera.

http://www.ilsud.eu/2013/01/29/nuovo-piano-aeroporti-il-sud-resta-a-piedi/3016/comment-page-1#comment-151028

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