4 condotte Ilva

 

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Cronistoria delle 4 condotte Ilva insistenti nel sottosuolo del quartiere Tamburi (scuole: Deledda – Vico – De Carolis)

11 febbraio 2012: nell’area del mercato del quartiere Tamburi si apre una voragine profonda circa 8 metri all’interno della quale precipita un furgone che trasporta tendaggi; le tre persone che sono a bordo del mezzo rimangono miracolosamente illese.

15 febbraio 2012: il Dirigente della Direzione Lavori Pubblici del Comune di Taranto conferisce incarico al geologo dott.ssa Celestina Serena De Venere per le indagini tecniche del sottosuolo nell’area interessata dalla voragine.

8 marzo 2012: la dott.ssa De Venere trasmette al Comune di Taranto il suo responso, così percependo l’importo di € 11.021,81 per l’attività professionale svolta; ai cittadini di Taranto non è dato conoscere l’esito delle verifiche svolte dal geologo!

30 aprile 2012: l’Ilva trasmette al Ministero dell’Ambiente e della Tutela dei Territorio e del Mare un elaborato tecnico in cui (a pag. 14) si evidenzia che l’acqua di mare viene prelevata dal Mar Piccolo e giunge in stabilimento attraverso quattro gallerie.

6 ottobre 2012: il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti apprende, nel corso di un’assemblea tenuta presso la scuola “Deledda” con i genitori degli alunni, che costoro hanno timore che al di sotto di quell’istituto scolastico e di quelli vicini, distanti solo poche decine di metri dalla voragine, passino delle gallerie sotterranee utilizzate dall’Ilva per l’approvvigionamento dal Mar Piccolo dell’acqua utilizzata per raffreddare gli impianti; poiché il cedimento dell’asfalto nell’area del mercato potrebbe essere dovuto alla presenza ed all’uso di quelle gallerie, si richiede al Comune di Taranto di effettuare immediatamente ogni verifica tecnica nelle aree delle scuole al fine di tranquillizzare i genitori ed i cittadini del quartiere Tamburi sull’assenza di pericoli per la pubblica incolumità.

24 ottobre 2012: l’Assessore all’Ambiente, alla Salute e alla Qualità della Vita, dott. Vincenzo Baio (nato e vissuto per oltre trenta anni al quartiere Tamburi), mostra nel corso di un incontro con il Dirigente scolastico ed alcuni genitori della scuola “Deledda” una planimetria con la quale smentisce categoricamente che le aree su cui insistono le scuole possano essere interessate dalla presenza sotterranea delle gallerie dell’Ilva; ad avviso dell’Assessore vi sarebbero due sole gallerie situate ben distante dalla zona in questione; il dott. Baio, quindi, minaccia pubblicamente di denunciare il Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti per procurato allarme per le notizie – a suo dire – infondate che ha diffuso.

30 novembre 2012: il Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti presenta un esposto alla Procura della Repubblica poiché da una planimetria del 1970 dell’(allora) Italsider si evince la presenza al di sotto dell’area su cui si trovano gli istituti scolastici “Deledda”, “De Carolis”, “Vico” e “D’Aquino” di due delle quattro gallerie sotterranee che vengono utilizzate dall’Ilva.

12 gennaio 2013: il Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti mostra, nel corso di un’assemblea pubblica tenuta di fronte a Palazzo di Città, la planimetria del 1970 e chiede un immediato intervento degli organi comunali competenti, richiamandoli ai loro doveri istituzionali, nonché le dimissioni dell’Assessore Baio per l’incompetenza dimostrata nella gestione della questione.

13 gennaio 2013: l’Assessore Baio rilascia dichiarazioni alla stampa in cui, dopo aver precisato che “l’esposto dei ‘Liberi e Pensanti’ è positivo”, ammette che è “possibile che ci sia stata un po’ di confusione tra le carte”; nel corso di una intervista telefonica specifica che non sa comunque se potranno essere svolti gli accertamenti tecnici sollecitati dal Comitato, in quanto l’area è interessata da un’indagine della Magistratura.

18 gennaio 2013: Il Comune di Taranto affida immediatamente un nuovo incarico alla dott.ssa Celestina Serena De Venere; il geologo, accompagnato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Lucio Lonoce (dipendente Ilva), effettua sopralluoghi e verifiche tecniche nell’area che si trova a pochi metri da quella del mercato, che aveva ispezionato poco meno di un anno prima.

21 gennaio 2013: in attesa di conoscere gli esiti delle indagini georadar, il Sindaco sospende l’attività didattica della “Deledda” per i giorni 22 e 23 gennaio.

25 gennaio 2013: il Sindaco emana l’ordinanza n. 8 con cui, al fine di sollevare l’Amministrazione Comunale da ogni responsabilità, impone al Presidente ed al Direttore dello stabilimento Ilva di certificare lo “stato d’uso e di conservazione”, “le condizioni statiche e di sicurezza strutturale” delle quattro condotte e di “tracciare […] in superficie gli assi delle gallerie”, non possedendo evidentemente alcuna mappatura delle gallerie; in questa maniera il primo cittadino demanda al soggetto controllato le verifiche che competono al soggetto controllore.

30 gennaio 2013: l’Assessore Baio, a proposito della allarmante situazione ambientale riscontrata presso la scuola “Deledda”, conferma ancora una volta la sua inadeguatezza e con spirito di rassegnazione dichiara in Consiglio Comunale: “con la diossina dobbiamo convivere per altro tempo”.

30 gennaio 2013: l’Assessore alle Opere pubbliche e Protezione Civile della Regione Puglia, avv. Fabiano Amati, che nel frattempo si è fatto carico della vicenda delle gallerie sotterranee inviando propri tecnici ad effettuare le verifiche, dichiara l’esistenza di “probabili interferenze con il patrimonio edilizio pubblico e privato del quartiere e tra le stesse tubazioni e l’apertura della voragine che si aprì nel febbraio dello scorso anno”; dopo il sopralluogo i tecnici regionali hanno stilato un rapporto sui rischi esistenti inviato al Sindaco di Taranto, ma ai cittadini non è dato conoscerne il contenuto.

1° febbraio 2013: il Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti incontra nuovamente i genitori degli alunni frequentanti la “Deledda” e le altre scuole vicine; nonostante siano passate tre settimane dall’assemblea pubblica tenuta dinanzi al Palazzo di Città, il Comune ancora tace sul problema e lascia tutti in un clima di assoluta incertezza; si evidenzia che la problematica riguarda tutto il quartiere, anche per i possibili pericoli alla staticità degli edifici adibiti a privata abitazione e per le vie di comunicazione (strade e rete ferroviaria); si concorda di interpellare l’Assessore della Regione Puglia Amati affinché incontri, insieme con l’Assessore ai Trasporti Minervini, i genitori degli alunni delle scuole e comunque i cittadini del quartiere Tamburi e fornisca loro tutte le informazioni che il Comune di Taranto ancora non riesce o non vuole dare.

RIUSCIREMO MAI A CONOSCERE LA VERITA’ SULL’UTILIZZO DEL SOTTOSUOLO CHE L’ILVA EFFETTUA IN SPREGIO ALLA SICUREZZA DELLA POPOLAZIONE TARANTINA GRAZIE ALLA NEGLIGENZA DELLA CLASSE POLITICA LOCALE?

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