Distripark

Un manager al Distripark di Taranto

Già aperta la corsa al nuovo incarico. Spunta il nome dell’ex vicesindaco Cataldino

Che fine ha fatto il Distripark di Taranto? Il progetto che avrebbe dovuto cambiare le sorti dell’economia ionica agganciando lo sviluppo al motore del porto, sembra arenato nello stagno delle decisioni mancate e dei finanziamenti dirottati su altri lidi. L’ultimo scippo è quello dei 35 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia e poi finiti nel pentolone delle bonifiche dopo l’esplosione del caso Ilva. Nell’ultima riunione svoltasi a Bari a dicembre scorso, l’assessore regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini ha sancito che per il distripark di Taranto non ci sono più soldi. Sia chiaro il progetto resta strategico, ma di risorse finanziarie non se ne parla.
Difficile, quindi, rendere appetibile un’area che attualmente è priva di infrastrutture e che si presenta come una sterminata distesa di terra. Per la nascita del distripark è stata costituita un’omonima società consortile di cui fanno parte Comune e Provincia di Taranto, Camera di commercio e autorità portuale. La presidenza di turno dell’assemblea è, ora affidata al sindaco Ippazio Stefàno. La giunta comunale il 9 gennaio scorso ha recepito la proposta di modifica dello statuto della società consortile distripark con la quale si introduce la figura dell’amministratore unico. Per diventare operativa la modifica deve passare al vaglio anche degli organi collegiali degli altri soci ma, intanto, è già cominciata la girandola di nomi su quanti sarebbero già pronti a sedere sulla poltrona nuova di zecca.
Il nome che sta circolando con maggiore insistenza come futuro e primo amministratore del distripark, è quello di Gianni Cataldino, già vicesindaco della giunta Stefàno. Pur non ricoprendo più incarichi di governo e pur avendo preso le distanze dal gruppo di Sds, Cataldino ha mantenuto saldo il rapporto con il primo cittadino che sarebbe il suo principale sponsor. Strano destino per il distripark: pur non avendo alcun entrata, il consorzio costa ogni anno circa 180mila euro e con l’eventuale nomina dell’amministratore unico, chiunque esso sia, i costi di gestione aumenterebbero, con buona pace della spending review.

http://www.corrieredelgiorno.com/2013/02/04/un-manager-al-distripark-di-taranto-63557/

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