Dalla «spending review» a Taranto

Dalla «spending review» a Taranto

Un «risanatore» per l’Ilva:
Bondi affianca Ferrante

Consulenza all’ex numero uno di Lucchini e Parmalat
Diventerà il primo ad esterno alla famiglia Riva

Enrico BondiEnrico Bondi

TARANTO – Il gruppo Riva si affida ad Enrico Bondi. Il quasi ottantenne «risanatore» di Lucchini e Parmalat sarà nominato amministratore delegato di Ilva e insieme con il presidente Bruno Ferrante costituirà un solido asse per portare la principale industria dell’acciaio italiana fuori dai guai. È la prima volta che il gruppo, guidato sempre dai membri della famiglia, consegna le chiavi dell’azienda a un amministratore esterno. Contattato prima delle elezioni, quando era impegnato con il governo Monti nella «spending review», era stato costretto a rifiutare l’offerta che ha accettato in seguito. Il rapporto non è ancora stato formalizzato dal cda e Bondi, per il momento, sta offrendo la propria consulenza. Stretta com’è tra aule di giustizia e del Tar, impegnata a trovare risorse fresche per risanare lo stabilimento siderurgico di Taranto entro tre anni mantenendo intatti i livelli occupazionali, la società di Emilio Riva ha guardato oltre il perimetro famigliare per cercare un professionista di grande esperienza per risolvere i tanti problemi societari.Ci sono il sequestro quasi miliardario dei materiali, gli arresti dei Riva, l’attesa delle decisioni della Consulta, le bordate del presidente del parlamento europeo Martin Schulz, l’Aia da attuare, una situazione molto pesante che richiedeva l’apporto di una persona competente di aziende siderurgiche, dai buoni rapporti con il governo e capace di muoversi anche negli ambienti giudiziari. Il tandem formato da Bondi e Ferrante sembra in grado di fornire le garanzie per far superare all’Ilva gli anni più difficili dalla sua nascita. L’ultima esperienza di Enrico Bondi è stata con il governo Monti. Il compito era razionalizzare la spesa, gli acquisti di beni e servizi dovevano rispondere a criteri che ne avrebbero definito il livello di costo. In Ilva avrà il compito di gestire l’attuale momento, che vede la produzione attestata forzatamente su livelli minimi e lo stabilimento privato di alcune sorgenti produttive, e preparare il terreno per il futuro quando l’impianto tarantino recupererà la sua totale agibilità. Bondi, sposato e due figli, ha lavorato molto nel settore della Chimica, poi in Fiat e Montedison, infine in Lucchini e Parmalat. Il Tar di Lecce, intanto, ha accolto il ricorso dell’Ilva contro il provvedimento di diffida emanato dalla Provincia di Taranto nel novembre scorso con il quale non recepiva le garanzie finanziarie offerte dalla società per l’attività delle discariche a fine vita. Ieri i giudici del tribunale amministrativo (Cavallari, Esposito, Lattanzi) hanno accolto l’istanza cautelare sospendendo l’esecuzione del provvedimento della Provincia rinviando il prosieguo alla camera di consiglio del prossimo 4 aprile.

Il Tar, in relazione ai materiali utilizzati da Ilva e non classificabili come rifiuti, ha ritenuto rinvenibile il pregiudizio arrecato alla società esponendola alle conseguenze negative sia sul piano delle autorizzazioni che per le ripercussioni economiche e ha accolto il ricorso. Oggi, intanto, è in programma al quartiere Tamburi una manifestazione organizzata dalla «Rete nazionale per la sicurezza e la salute in fabbrica e sul territorio». Da molte fabbriche italiane arriveranno a Taranto delegati e rappresentanti dei lavoratori impegnati nella battaglia alle morti sui posti di lavoro e contro l’inquinamento. Incontreranno gli operai dell’Ilva e i dipendenti della cooperativa incaricata dei servizi cimiteriali, che ha intentato causa all’Ilva, e i cittadini del quartiere ai quali daranno appoggio nella rivendicazione legata alla bonifica del rione.

Cesare Bechis

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/economia/2013/22-marzo-2013/risanatore-l-ilvabondi-affianca-ferrante-212294630819.shtml

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