Dal sud la speranza suona per tutti

di LINO PATRUNO (da: La Gazzetta del Mezzogiorno – 12 aprile 2013)

Ci vorrebbe per l’Italia in questo momento una saggezza alla Gandhi. Ci vorrebbe quel piccolo indiano che a mani nude e senza violenza sconfisse la più grande potenza coloniale del mondo. Ci vorrebbe per capire con lui che la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia. Certo, con lo sconforto che c’è intorno, è roba da essere mandati a quel paese insieme a questa filosofia da accattoni. Purtroppo, si sa. Mentre state leggendo questo articolo, quattro altre aziende avranno chiuso in Italia. Alla fine della giornata, a chiudere saranno state in mille, altre 3mila persone avranno perso il lavoro, altri 250 giovani saranno fuggiti all’estero. Si spera che non ci siano altri suicidi fra lacrime e vergogna.

Ma sempre oggi, l’Italia avrà continuato a pagare interessi sul suo debito che la costringeranno a fare altri debiti sui quali pagare altri interessi. E intanto sono 45 giorni che non c’è un governo.

Eppure, c’è qualcuno che impara a ballare sotto la pioggia. E che avvenga al Sud, dovrebbe meravigliare solo chi non sa quanto sia abituato da tempo a resistere allo sconforto che ora prende tutti gli altri. Bisognerebbe chiederne qualcosa a quell’estroso signore che con i suoi salotti ha messo comodo il mondo. Ma negli ultimi sei anni gli stabilimenti di Pasquale Natuzzi a Santeramo e Matera, a Laterza e Ginosa hanno perso 199 milioni. E chiunque sarebbe andato via da tempo se non fosse stato trattenuto dal romanticismo di una terra e da una fiducia nel futuro che non è cocciutaggine ma convinzione che la qualità alla fine pagherà.

Né Natuzzi è un unto dal Signore, essendo più riconoscibile per i suoi abiti Versace. Una sventurata strada collega la sua Murgia alla costa. E su di lui pesano le stesse insufficienti infrastrutture che fanno dire alla Bridgestone di Bari che così non si può andare avanti, che i costi sono superiori ad altre zone. E che questo basti ad andare altrove dopo cinquant’anni e nonostante i novecento dipendenti.

La Bridgestone soffre anzitutto della crisi dell’auto, producendo pneumatici. Ma che la crisi sia anche psicologia lo dimostra il Sud di Achille Scudieri, che negli stabilimenti ex tessili di Airola (Benevento), ha impiantato una ardita fabbrica di scocche in fibra di carbonio per l’Alfa Romeo. La fibra di carbonio, per capire, è il materiale di altissima tecnologia per gli aerei più avveniristici. Ed è il materiale col quale i meridionali hanno particolare confidenza, visto che fra l’altro lo si lavora a Grottaglie per la Boeing americana.

Scudieri è poi tutt’altro che un cacciatore di incentivi, che pur ci saranno non meno che in altre zone d’Italia. Il suo gruppo ha 54 impianti in 19 Paesi. Ed è uno fra i tanti misconosciuti meridionali di ingegno e passione, girando sempre con la sua amata Fiat 500 Abarth.

Ma c’è pure la Puglia di Ginosa e dell’ex stabilimento (anch’esso tessile) di Miroglio, dove ha deciso di sbarcare l’imprenditore friulano Giuliano Macripò impiegando cento dipendenti . E’ il titolare di QBell, gruppo con soci di Taiwan che assembla televisori e monitor. Le componenti arriveranno direttamente dalla Cina, s’immagina nel porto di Taranto sempre deluso nell’attesa dei promessi lavori per reggere la concorrenza in Mediterraneo. Macripò è uno sportivo che investe nell’Udinese calcio, nel golf, nel superbike. Anche lui convinto dagli incentivi. Ma neanche lui portato a piangersi addosso nonostante tutto.

Certo c’è, sempre in Puglia, la Magneti Marelli di Bari che minacciava di portare un grosso investimento in Slovacchia. Ma c’è anche la trattativa seppur sofferta con l’inglese Frazer Nash, che potrebbe produrre taxi ibridi nello stabilimento dell’ex Om Carrelli sempre a Bari. C’è l’inglese Mdl Marinas che gestirà il nuovo porto turistico di Manfredonia con cento lavoratori. C’è la multinazionale giapponese Nec che in Puglia pensa a un grande impianto di accumulatori per energie rinnovabili. C’è l’americana Chemtex che propone di produrre in Puglia biocarburanti da residui di potatura e trebbiatura (e chissà perché i pugliesi non potevano pensarci loro). E fra Grottaglie e Foggia l’Alenia potrebbe produrre il nuovo aereo Atr richiesto da tutto il mondo (e ideale per collegare fra loro le non collegate città del Sud).

Dire che eppur si muove sarebbe sacrilego nel dolore di un Paese che non riesce più a ritrovare se stesso, che sembra vivere con rassegnazione la sua storica decadenza. Non più consolatorio sarebbe dire che i giorni brutti passeranno esattamente come tutti gli altri. Ma non è senza senso che un cerino per riscaldarsi sia acceso proprio in quel Sud considerato il problema del Paese. Prima che il Paese un giorno si accorgesse che la campana suona per tutti e che il Sud, più che un problema, è la soluzione del problema.

 http://www.ondadelsud.it/?p=9967
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