Grazie Professore

Vecchioni su Ilva: “Basta speculare sulla salute dei cittadini”

 

Il cantautore Roberto Vecchioni, ieri al Tatà, parla della questione dello stabilimento. “L’Ilva è vissuta altrove come un problema solo tarantino. Occorrono i politici giusti”

di Anna Rita Di Lena

“Ragazzi svegliamoci”. Questo è stato il messaggio costante dell’incontro svoltosi ieri sera al teatro Tatà, curato dai ragazzi dell’Associazione Cattolica insieme a Msac (Movimento Studenti di Azione Cattolica), FUCI (Federazione universitari cattolici italiani) e CAV (Centro Aiuto alla Vita). Ospite della serata, Roberto Vecchioni, che ha svolto in maniera brillante il ruolo di intervistato/relatore discorrendo tra le argomentazioni che colpivano nel vivo le coscienze dei giovani presenti in sala, iniziando dall’appartenenza al proprio territorio, rivalutazione e scoperta della cultura, al rapporto tra giovani e adulti, tra progetti e sogni.

“Nell’arco della mia carriera lavorativa, sia come professore che come cantautore ne ho svolti tantissimi di incontri con i ragazzi, ma a questo tenevo particolarmente. Taranto – spiega l’artista – conserva le origini magno greche e ha dato i natali ai più grandi filosofi dell’antichità. Purtroppo è una città sfortunata. Malgrado ciò, – prosegue – nessuno dovrebbe abbandonare la propria città. Altrove ci si adatta, ma non si sta mai davvero bene. Piuttosto sarebbe utile unire gli sforzi collettivi facendo leva sulle nuove generazioni tarantine e la loro creatività”.

Toccando il tema del siderurgico, il cantante ha evidenziato l’assenza di una voce politica autorevole capace di traghettare la questione Ilva ai tavoli di contrattazione e a maggiori livelli decisionali. “Altrove lo si vive come un affare esclusivamente tarantino” – ribadisce.

Il punto, secondo il professore, è che bisognerebbe creare alternative economiche, basandosi su una classe politica che lo permetta. “Occorrono i politici giusti – ha commentato-  non invischiati in affari mafiosi che non hanno fatto altro che aumentare la sperequazione tra i ceti sociali”.

E in modo seppur ironico, ha ipotizzato la soluzione (neanche troppo paradossale ndr): “Bisognerebbe andare alle isole Cayman o Caraibi, in Liechtenstein o Lussemburgo –spiega Vecchioni- dove sono depositati tutti quei miliardi nascosti al Fisco dagli imprenditori e politici che hanno finora mal gestito il colosso industriale speculando sulla salute dei cittadini. Potremmo  ripartire da lì, buttando tutto giù e ricostruire l’intera struttura ex novo”.

Il dibattito si è concluso con due dei suoi più grandi successi “Sogna ragazzo, sogna” e “Chiamami ancora amore” accompagnati da una chitarra acustica, un flauto e un voce lirica. Il messaggio al termine dell’incontro è stato chiaro: “Di fronte alla notte si possono avere due atteggiamenti speranza o paura. Con la paura ci si ferma. Mentre con la speranza ci si impegna a migliorare”.

http://www.cosmopolismedia.it/categoria/30-attualita/3805-vecchioni-su-ilva-basta-speculare-sulla-salute-dei-cittadini.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...