Marescotti: “L’Aia e’ un colabrodo”

Marescotti: “L’Aia e’ un colabrodo”

Marescotti: “La Valutazione Danno Sanitario realizzata dell’Arpa Puglia vuole dimostrare che l’Ilva puo’ continuare a produrre senza provocare danni”. “Vogliamo l’abolizione della fonte di pericolo, i cittadini di Taranto non sono cavie”

“Esprimiamo forti perplessita’ sulla utilita’ della Valutazione Danno Sanitario per Taranto cosi’ come e’ stata elaborata dall’Arpa Puglia in quanto si basa su metodologie completamente diverse da quelle adottate dagli epidemiologi incaricati dalla magistratura di Taranto”. Questo il commento del presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti in merito al recente rapporto  elaborato da Arpa Puglia , nell’ambito della valutazione del danno sanitario indicato dalla legge regionale 21/2012.

Secondo il portavoce dell’associazione “gli epidemiologi della Procura di Taranto hanno consegnato – nell’ambito dell’incidente probatorio – uno studio che focalizza un dato reale: 30 decessi all’anno collegati all’inquinamento industriale”. “I risultati della Valutazione Danno Sanitario dell’Arpa – prosegue Marescotti- arrivano invece a valutazioni completamente diverse e di gran lunga meno gravi di quelle della Procura in quanto la Valutazione condotta e’ una simulazione priva di riscontri reali, priva cioe’ della conferma dei dati di quei ricoveri, di quei malati e di quei morti “concreti” che gli epidemiologi della Procura sono andati invece a controllare, mettendo le mani sulle cartelle cliniche. Poiche’ la Regione Puglia non dispone dei dati aggiornati dei malati e dei morti, questo recente studio di Valutazione Danno Sanitario su Taranto si base su una stima di previsione, molto ottimistica e parziale, e soprattutto suscettibile di smentite quando sara’ fatta in futuro la verifica concreta con il conto dei malati e dei morti. Questa Valutazione Danno Sanitario fornita da Arpa ha in realta’ un fine: poter dimostrare che l’Ilva puo’ continuare a produrre senza provocare danni significativi alla salute se applica l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) e se riduce la produzione da 8 a 7 milioni di tonnellate anno”.

“Sappiamo bene come stiano oggi invece le cose- afferma l’ambientalista- l’Aia e’ un colabrodo. L’Aia in realtà non e’ applicata in molte parti e – quel che e’ ancora piu’ grave – nessuno ha calcolato i danni alla salute provocati da sei mesi di proroga delle emissioni dai vecchi impianti non risanati. In obbedienza al Principio di Precauzione, previsto dalle norme europee, sarebbe stata opportuna una replica aggiornata dello studio della magistratura, fatto con la stessa metodologia dei periti della Procura, metodologia che e’ molto piu’ completa, accurata e attendibile (e costosa) rispetto alla Valutazione Danno Sanitario realizzata dell’Arpa Puglia”.

“Perche’ allora- si chiede-  non e’ stato replicato dalla Regione lo studio della Procura? Perche’ e’ “troppo costoso” e non ci sarebbero i soldi”. Poi stigmatizza l’operato della Regioni sui fondi messi in campo per la discussa campagna pubblicitaria “Questa è Taranto”. “Una campagna- fatta di foto turistiche di discutibile successo- spiega.

Secondo Marescotti “la Regione Puglia utilizzera’ questa Valutazione Danno Sanitario per consentire di proseguire l’esperimento di Aia inconcludente e rischioso che e’ in atto, priva di garanzie e di scadenze certe”. “Siamo di fronte ad un esperimento sulla salute dei cittadini – afferma-  soprattutto dei bambini, dagli esiti incerti e accompagnato da una Valutazione Danno Sanitario che tenta di valutare la “gestione del rischio”. Ma i cittadini di Taranto non possono essere cavie di un esperimento di “gestione del rischio”, anche se accompagnato da una Valutazione di Danno Sanitario”.

“Vogliamo l’abolizione della fonte del pericolo-dichiara il leader Peacelink- non la sua gestione controllata”. “L’Aia cosi’ condotta – conclude- e’ un esperimento sulla pelle dei cittadini, di cui non conosciamo gli effetti immediati in quanto la Regione non dispone di dati aggiornati, non sa neppure se si muore di piu’ o di meno. Il Patto internazionale sui diritti civili e politici vieta gli esperimenti senza il consenso degli interessati”.

http://www.cosmopolismedia.it/categoria/19-ambiente/3824-marescotti-l-aia-e-un-colabrodo.html

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