Presentazione “LA MIA ‘NDRANGHETA” di Rosy Canale ed Emanuela Zuccalà

Tutte le immagini sono tutelate a norma di legge

  • LA MIA ‘NDRANGHETA. Dialoga con la coautrice Angelo Di Leo, giornalista del Corriere del Giorno.Una giovane donna che si ribella alla ’ndrangheta. Altre donne che da sempre, sull’Aspromonte, convivono con questa efferata organizzazione criminale.
    La mia ’ndrangheta ha il carattere delle sue diverse protagoniste: è un libro crudele e ironico, appassionante e raggelante, fitto come la trama dei suoi destini al femminile che si incrociano su strade imbrattate di sangue e si riuniscono in queste pagine, seguendo un ritmo alternato tra inchiesta giornalistica e romanzo verità.
    La voce narrante è di Rosy Canale, nata a Reggio Calabria, imprenditrice, vittima della boria della ‘ndrangheta e viva per miracolo. Finché si ritrova a San Luca, il paesino dell’Aspromonte ombelico delle cosche storiche, ad avviare un’attività di volontariato. E tra i vicoli in salita di un borgo che pare pietrificato a cent’anni fa, il suo dolore incontra quello delle donne del posto, madri delle vittime della famigerata strage di Duisburg, sorelle di altre vittime e carnefici di una faida senza fine.

    La mia ‘ndrangheta è diverso da altri libri sulle mafie. Perché per la prima volta ritrae San Luca – che potrebbe essere Corleone, così come Casal di Principe – dall’interno e da una visuale tutta al femminile. Perché alterna la cadenza serrata e scarna dei fatti di cronaca alle atmosfere morbide, talvolta paradossalmente ironiche, degli aneddoti personali e delle riflessioni intime. Perché le due autrici sono state minacciate prima ancora della pubblicazione, e una delle due ha dovuto rifugiarsi all’estero. Perché tenta un progetto ambizioso: scavare a fondo nell’anima di un popolo. Per comprendere come, a certe latitudini, la criminalità organizzata trovi un terreno umano e sociale tanto fertile per prosperare e avvinghiare intere regioni nella morsa di un immobile sottosviluppo.

    Ecco perché questo, come precisano le autrici nelle note conclusive, non è banalmente un libro di ’ndrangheta.

    LE AUTRICI
    Emanuela Zuccalà
    Quarant’anni, è giornalista di Io donna (settimanale del Corriere della Sera), dove si occupa di inchieste sociali e reportage internazionali. Nel 2009 ha vinto il premio giornalistico “Enzo Baldoni” con un articolo sugli stupri di guerra in Congo; nel 2007 il premio “Sodalitas Giornalismo per il Sociale” con un’inchiesta sul manicomio criminale di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia; nel 2012 il “Press Freedom Award” di Reporters sans frontières con un reportage sulle donne saharawi vittime di tortura. Ha pubblicato i libri Risvegliato dai lupi, un viaggio nelle carceri italiane, e Sopravvissuta ad Auschwitz, la storia di Liliana Segre, fra le ultime superstiti italiane della Shoah ebraica (entrambi edizioni Paoline), e scritto i testi del volume fotografico La ruota che gira (ed. Contrasto) sull’infanzia in Cambogia.
    Il suo sito è emanuelazuccala.blogspot.it

    Rosy Canale
    Quarant’anni, è fondatrice e presidente del Movimento Donne di San Luca e della Locride, un’associazione che tenta di creare opportunità lavorative e culturali in un territorio ad altissima penetrazione mafiosa. Nel 2008 ha vinto il Premio per la Legalità del Comune di Locri. Alla sua storia (mai raccontata per intero come in questo libro) si sono interessate anche prestigiose testate straniere: il Los Angeles Times nel 2008, la rivista svedese Dagens Nyheter (allegata al maggior quotidiano del Paese), che le ha dedicato un servizio di 16 pagine nel novembre del 2011, e il britannico The Guardian, con un’intervista nell’agosto del 2012.


    LA MIA ’NDRANGHETA
    EMANUELA ZUCCALÀ – ROSY CANALE
    Collana Libroteca Paoline n. 150
    ISBN 8831541671
    pagine 420
    euro 19,90

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