L’Ilva cambia avvocato a difenderla sarà Coppi

L’Ilva cambia avvocato a difenderla sarà Coppi
TARANTO – L’ufficialità ci sarà soltanto stamattina, quando nelle cancellerie del giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco, della Procura e del tribunale del riesame dovrebbero essere depositate, stando a quanto risulta alla Gazzetta, le nomine formali. Ma la notizia trova ormai diverse conferme: sarà il professor Franco Coppi a difendere l’Ilva mentre ad assistere Riva Fire, l’altra società colpita dal maxi sequestro preventivo disposto dal gip Todisco, sarà il professor Carlo Enrico Paliero. La scelta di separare, anche dal punto di vista difensivo, i destini processuali delle società del gruppo Riva con quello delle persone fisiche indagate, era nell’ordine delle cose, vista la piega assunta dall’inchiesta della Procura di Taranto sul disastro ambientale. L’avvocato Marco De Luca, che sinora ha firmato atti e istanze dell’Ilva, si occuperà da oggi unicamente della difesa di Emilio Riva, il patron del gruppo, agli arresti domiciliari dal 26 luglio scorso.Se la nomina di Paliero, ordinario di diritto penale alla statale di Milano e già difensore di personaggi di spicco del mondo imprenditoriale come ad esempio Giuseppe Pasini, il costruttore che avrebbe versato tangenti a Filippo Penati (Pd), risponde alla necessità di affidarsi ad uno dei maggiori esperti italiani della legge 231 del 2001, quella sulla responsabilità giuridica delle imprese, quella di Coppi sembra invece più rispondere ad una logica riguardante da un lato la Cassazione, perché l’avvocato romano è alla Suprema Corte che nella sua lunga carriera ha ottenuto i successi migliori, ma anche alla contrapposizione con la magistratura di Taranto giacché le cronache dei giornali sono piene degli scontri avuti dal legale con Procura e giudicanti. Franco Coppi è l’avvocato di Sabrina Misseri, la 23enne di Avetrana condannata lo scorso 20 aprile all’ergastolo per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi. Coppi ha svolto il mestiere di difensore di una delle imputate più note d’Italia, non lesinando critiche ai giudici tarantini.

Come non ricordare, ad esempio, la richiesta di rimessione presentata nell’agosto del 2011, in apertura di udienza preliminare, quando chiese – senza successo – alla Cassazione di spostare altrove il processo perché a Taranto non c’era il clima ideale per un dibattimento sereno e tranquillo. Difficile non pensare che per esempio Coppi pensi nuovamente ad una istanza dello stesso tipo perché il caso Ilva non è quello di Avetrana e certamente si tratta di una vicenda che accende sul serio gli animi.

A pensare a Coppi quale difensore dell’Ilva fu per primo l’ex responsabile delle relazioni esterne del siderurgico Girolamo Archinà, agli arresti dal 26 novembre scorso, che in una conversazione telefonica intercettata dalla Guardia di Finanza nel luglio del 2010, parlando con un dirigente dell’Ilva di Genova, dice che il prof. Franco Coppi e l’on. Giulia Bongiorno sarebbero le persone ideali per la difesa in sede penale, considerando troppo mosci gli avvocati in forza al gruppo Riva. I destini professionali di Coppi e della Bongiorno nel frattempo si sono separati, Archinà non ha ovviamente alcun peso nelle scelte attuali dell’Ilva, ma da oggi il professor Coppi potrebbe fare il suo ingresso nel collegio difensivo, preparando la prima sfida: il ricorso al tribunale del riesame contro il decreto di sequestro preventivo dei beni Ilva non strumentali alla produzione.

 

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