Grande Todisco

Ilva, il gip Todisco: sì a facoltà d’uso ma non si potrà

“trasgredire”

 

TARANTO – I carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) e i custodi giudiziari dell’Ilva effettueranno nuovi controlli nelle aree del siderurgico sottoposte a sequestro nel luglio del 2012. Lo ha disposto il gip di Taranto, Patrizia Todisco, nel provvedimento fatto notificare oggi all’azienda con cui ha concesso all’Ilva la facoltà  d’uso degli impianti dell’area a caldo.

Il provvedimento, diretta conseguenza del pronunciamento della Consulta, che lo scorso 9 aprile aveva dichiarato costituzionale la legge “Salva Ilva”, e’ stato notificato dai carabinieri del Noe di Lecce all’azienda e ai quattro custodi giudiziari. Ci sembra quasi inutile ricordare che in realtà gli impianti dell’area a caldo sono sempre stati utilizzati dall’Ilva. La produzione, infatti, non si è mai fermata.

L’ORDINANZA DEL GIP – La facoltà d’uso degli impianti  dell’area a caldo viene quindi concessa. Attenzione, però, a fermarsi a questo. Nelle otto pagine che racchiudono l’ordinanza della Todisco c’è molto di più. La facoltà d’uso concessa, infatti, potrà essere comunque revocata in futuro in caso di trasgressione delle prescrizioni previste dall’Autorizzazione Integrata Ambientale.

Alcuni passaggi del provvedimento del gip sono illuminanti. Basandosi proprio sulle affermazioni della Corte Costituzionale, si dice chiaramente che “solo il rispetto rigoroso del crono-programma degli interventi stabilito nell’Aia riesaminata assicura la tutela della salute e dell’ambiente e giustifica la prosecuzione dell’attività produttiva da parte di Ilva Spa, da ritenersi altrimenti illecita e tale da innescare le conseguenze giuridiche previste in generale dalle leggi vigenti per i comportamenti illecitamente lesivi della salute e dell’ambiente”.

Si legge ancora nel documento: “Siffatte ragioni – e in particolare, la ricorrenza di una vera e propria situazione di emergenza ambientale che non giustifica ulteriori dilazioni nel percorso di risanamento tracciato dal Legislatore nell’operato intervento di bilanciamento – risultano porre un obiettivo ed insuperabile sbarramento all’ipotesi della concessione in favore di Ilva Spa, da parte dell’Autorità competente, di proroghe nell’adempimento delle varie prescrizioni stabililite dall’Aia riesaminata: proroghe che, evidentemente, non potrebbero essere concesse senza realizzare un obiettivo sbilanciamento nella tutela dei diritti in gioco, a detrimento del diritto alla salute e all’ambiente salubre”.

INADEMPIENZE GIA’ CERTIFICATE – D’altronde, diverse inosservanze  sono già state accertate da Arpa e Ispra, come risulta evidente da una nota inviata alla Procura della Repubblica di Taranto lo scorso 13 febbraio. Tra gli interventi in ritardo o non completati, venivano elencati la fermata delle batterie di cokefazione 3 e 4, il rifacimento dei refrattari a lotti della batteria 10, l’installazione dei sistemi di depolverazione e chiusura edificio stock house dell’Afo/2. Solo per citarne alcuni. “Tali differimenti temporali – a parere dell’Arpa – non fanno altro che incrementare il fenomeno di danno ambientale già in atto”.  In seguito, anche il Garante dell’Aia, Vitaliano Esposito, era intervenuto per segnalare le criticità indicate dall’Ispra dopo i sopralluoghi del 5-6-7 marzo al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai ministri dell’Ambiente e della Salute e al prefetto di Taranto. Tutte informazioni che il nostro sito ha sempre fornito in maniera puntuale.

NUOVI CONTROLLI – Restano come custodi dell’area  a caldo Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento (oltre a Mario Tagarelli). I custodi potranno effettuare sopralluoghi avvalendosi dei Carabinieri del Noe. Dovranno verificare e documentare lo stato delle aree e degli impianti sottoposti a vincolo cautelare, nonché la situazione relativa alle emissioni inquinanti e al sistema di monitoraggio riferendo puntualmente gli esiti all’Autorità giudiziaria con relazioni scritte almeno settimanali.

FACOLTA’ D’USO MA DIVIETO DI TRASGREDIRE – Pur confermando il sequestro preventivo delle aree e degli impianti dell’area a caldo, la Todisco ha concesso all’Ilva Spa la facoltà d’uso dei beni per l’esercizio dell’attività produttiva. La stessa ordinanza, però, dice che  la facoltà d’uso  potrà non essere ulteriormente consentita dall’Autorità giudiziaria nel caso in cui “nel futuro, vengano trasgredite le prescrizioni dell’Aia riesaminata”. Insomma, da oggi in poi possiamo aspettarci altri clamorosi sviluppi.

Alessandra Congedo per InchiostroVerde

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