Taranto, tumori al cervello Altri sei casi sospetti in Pediatria

   
di Mario DILIBERTO

TARANTO – Hanno le convulsioni, ma non la febbre. Ed alcuni di loro faticano a reggersi in piedi. Sono piccoli, ma costretti a convivere con una grande paura.
Il sospetto dei medici del reparto di Pediatria dell’ospedale “Santissima Annunziata” è che anche altri sei pazienti siano stati assaliti dal “glioma”. Il cancro al cervello diagnosticato già a quattro bambini di Taranto, nel giro di meno di un mese nello stesso reparto. Quel reparto è agghindato con festoni, giochi e disegni sui muri per accogliere i bambini. Ma quelle immagini di gioia non arginano il dolore. Perché quella casistica da incubo purtroppo, ora si ha anche il sospetto che possa allargarsi. Un rischio concreto con il quale sono costretti a fare i conti i medici del reparto diretto dal primario Vincenzo Vitacco. È stato proprio lui a disporre di urgenza la risonanza per quei sei bambini che ha visitato in ospedale. I sintomi lo hanno insospettito da subito. Per avere le prime risposte, però, bisogna attendere l’accertamento che non è facilissimo da organizzare. Perché nell’ospedale c’è un solo macchinario per la risonanza. E nel caso dei bambini bisogna coordinare la presenza di alcuni specialisti. Insomma complessa è la patologia e complicata si rivela la modalità con cui intervenire.

Quell’esame, ad agosto, però, ha consentito di confermare i dubbi che erano sorti per altri quattro piccoli pazienti del “Santissima Annunziata”. Un bimbo di due anni, uno di quattro e due di otto. Tutti sono giunti in Pediatria con quei sintomi. Le convulsioni e la difficoltà a mantenersi in piedi. Qualcuno accusava crisi di vomito. Ma tutto senza una linea di febbre. Circostanze che all’occhio, purtroppo allenato, dei medici di Taranto raccontano già abbastanza. Per questo il dottor Vitacco, dopo la diagnosi confermata dalla risonanza magnetica, ha disposto il trasferimento d’urgenza dei piccoli colpiti dal cancro al cervello negli ospedali di Roma. In tre sono sotto osservazione nel “Gemelli”. Il quarto è ricoverato all’ospedale “Bambin Gesù”. Non sono certamente i primi bimbi di Taranto costretti a spostarsi per inseguire la speranza di mettere nell’angolo il male del secolo. A Roma si dovrà decidere se intervenire con intervento chirurgico o procedere con la terapia alternativa all’operazione. Un bivio dove si incontrano dolore e speranza.

I quattro casi di “glioma”
diagnosticati in un lasso di tempo così ristretto hanno fatto scattare una sorta di allarme. Lo stesso primario Enzo Vitacco ha dichiarato a “Quotidiano” «che si tratta di una casistica che merita di essere approfondita». Per questo il primario sta raccogliendo gli elementi che accomunano i casi e che ovviamente vanno oltre la circostanza pacifica che si tratta di bimbi nati e cresciuti a Taranto. Il suo lavoro confluirà in una relazione. Per valutare la concentrazione di casi di “glioma” nel suo reparto. «In medicina – ha detto il primario – si verificano patologie a grappolo, ma sono fenomeni che vanno studiati e valutati». Considerazioni che spianano la strada ad altre riflessioni. L’emergenza conclamata nella nostra città sul fronte delle patologie tumorali richiede uno straordinario intervento dal punto di vista sanitario. È opportuno garantire ai tarantini il diritto di curarsi. Un diritto che può diventare effettivo solo con strutture all’altezza di una emergenza che statistiche e ricerche sino ad oggi hanno solo confermato.

http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=324740

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