Taranto, «L’Ilva ha reso inagibile la scuola»

La Provincia chiede 12 mln

FRANCESCO CASULA

TARANTO – Ammonta a oltre 12milioni di euro la richiesta di risarcimento presentata dalla Provincia di Taranto, guidata dal commissario prefettizio Mario Tafaro, nei confronti di Ilva, del suo ex patron Emilio Riva e dell’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso. La richiesta riguarda solo i danni subiti dall’ente provinciale per l’imbrattamento e la svalutazione della struttura di via Deledda dove ha sede il teatro «Tatà» e da dove, proprio in questi giorni, stanno traslocando gli studenti di alcuni corsi di laurea del polo universitario ionico.

Nelle 22 pagine di citazione in giudizio civile (udienza il 31 gennaio 2014), il commissario Tafaro ha fatto riferimento alla sentenza divenuta definitiva nel 2005. Una sentenza che ha condannato la fabbrica, Riva e Capogrosso per lo spolverio dei parchi minerali sul quartiere. La provincia ha descritto i danni compiuti sulla struttura che ha subito una svalutazione di 3milioni e 200mila euro rispetto al suo valore, sul quale l’ente dovrà intervenire con 855mila euro per il ripristino e per il quale sarà necessario un impianto di vigilanza passiva che costerà complessivamente 32mila euro. A questo il commissario Tafaro ha aggiunto anche il danno di immagine.

Ma non è tutto. Qualche settimana fa, infatti, l’ente ha dovuto stoppare il trasferiemnto dei licei Lisippo e Paisiello destinati a trasferirsi proprio in quella sede ai Tamburi per eliminare fitti passivi. Il dirigente del settore ambiente Maria Spartera, in un parere, ha «sconsigliato» il trasferimento perché troppo alto «il rischio per la salute della popolazione studentesca».
La Provincia ha dovuto optare per nuove soluzioni e reperire così nuovi ambienti per costeranno nei prossimi 6 anni quasi 6 milioni di euro. L’insieme delle voci supera i 12 milioni.

Nel documento, la Provincia ribadisce come, poco prima dell’emissione della sentenza del 2005, l’ente provinciale avesse ritirato la costituzione di parte civile per dare seguito ai protocolli di intesa stipulati con la fabbrica. Una decisione che aveva sollevato numerose polemiche nei confronti dell’allora presidente della provincia Gianni Florido rimasto in carica fino al 15 maggio scorso, giorno in cui fu arrestato per concussione proprio nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva. Gli impegni presi dall’Ilva in quegli accordi furono «puntualmente disattesi» tanto che la stessa procura di Taranto negli atti dell’indagine «Ambiente svenduto» li ha definiti «una colossale presa in giro».

Su quella sentenza, ora, la Provincia fa un passo indietro e batte cassa. Nei giorni scorsi, proprio sulla richiesta di risarcimento a Ilva, il consigliere comunale e leader nazionale dei Verdi Angelo Bonelli aveva puntato il dito nei confronti dell’amministrazione comunale chiedendo spiegazioni sui ritardi accumulati. Negli 8 anni trascorsi tra la sentenza e oggi, infatti, l’ente guidato da Ippazio Stefàno non ha mai depositato alcuna richiesta di risarcimento, ma ha affidato una serie di incarichi a consulenti legali esterni all’am – ministrazione senza tuttavia formalizzare l’istanza. In particolare, l’unica richiesta presentata dal comune di Taranto è una richiesta di accertamento preventivo per quantificare il danno prima della causa civile. Una richiesta, tuttavia, respinta dal giudice.

 

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/taranto-l-ilva-ha-reso-inagibile-la-scuola-la-provincia-chiede-12-no659330

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