“Ombre cinesi” sull’Ilva.

 

“Ombre cinesi” sull’Ilva. L’interesse del colosso Baosteel

L’indiscrezione: la società di proprietà del governo di Pechino, interessata a Taranto con Impregilo e Mediobanca

 
Xie Qihua, il Presidente della Baosteel

Xie Qihua, il Presidente della Baosteeln.c.

E sull’Ilva di Taranto, adesso, s’allungano pure le ombre cinesi. L’indiscrezione, giudicata “attendibile”, è quella  che vuole il colosso asiatico Baosteel interessato al siderurgico ionico, in un’operazione industrial-finanziaria inevitabilmente complessa. Dopo Gavio, quindi, un altro ‘interesse’ per il gigante d’acciaio.

E’ il portale Siderweb, una delle ‘fonti’ più quotate per ciò che riguarda l’acciaio nel nostro Paese, a lanciare la notizia della coalizione, finalizzata a “presentare un’offerta per acquisire il gruppo siderurgico”, composta da “Mediobanca, Impregilo e Baosteel, che sarebbero pronti ad investire per prendere possesso degli impianti e tentare il rilancio e l’ambientalizzazione dei siti. Nel caso le tre imprese facessero ulteriori e concreti passi nella direzione dell’offerta, però, rimane da verificare le modalità del passaggio di proprietà – visto che, ad oggi, le azioni sono sotto sequestro – e l’eventuale volontà da parte dei Riva di cedere l’attività”.

Solo pochi giorni fa, Beniamino Gavio aveva annunciato l’intenzione di rilevare l’Ilva – se i Riva vorranno o dovranno venderla, è evidente – insieme ad una cordata di imprenditori, per preservare l’italianità dell’Ilva. E’ evidente, quindi, che un’operazione sorretta dal know how – e dai capitali – di Baosteel sarebbe antitetica e concorrente a quella prospettata dall’erede di Marcellino Gavio. Siamo, giova ricordarlo, nel campo delle indiscrezioni.

Ma chi sono i cinesi di Baosteel? Un’azienda di Stato, quindi direttamente riconducibile al governo di Pechino, il maggiore gruppo siderurgico cinese ed uno dei maggiori produttori mondiali di acciaio, con una produzione di 20 milioni di tonnellate (dati 2005).
Di proprietà statale, l’azienda nacque nel 1978 a Shanghai nel porto di Baoshan, dove, con la collaborazione giapponese, fu progettato un polo siderurgico che doveva utilizzare le migliori tecnologie disponibili per l’epoca. L’impianto di Baoshan entrò in funzione nel 1985; Xie Qihua, presidente, è stata considerata una delle donne più potenti del mondo.

In Italia Baosteel, negli anni ’80, ha acquisito i macchinari della dismessa Italsider di Bagnoli, per poi smontarli pezzo per pezzo, trasportarli in Cina e riassemblarli. E’, insieme all’Ilva, uno dei suoi maggiori fornitori di acciaio per la Fiat, ed ha già una filiale commerciale italiana, a Genova.

 

http://www.tarantobuonasera.it/taranto-news/cronaca/248589/news.aspx

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