Ilva, il gran galà di Statte –

 I lavori per la caratterizzazione affidati a ditta di Milano

 

 

no bonifiche

TARANTO – Viviamo in uno stato di cose paradossale. Dove può  accadere che pur di far continuare a produrre un’industria siderurgica che ha inquinato per decenni un territorio nel raggio di diverse decine di chilometri ma d’importanza strategica per l’economia nazionale, lo Stato vari in tutta fretta norme, decreti e leggi ad hoc, anche a costo di violare la Costituzione. Poi però, accade che quello stesso Stato rallenti per un tempo indefinito, attraverso un ginepraio di vincoli burocratici, i suoi apparati delegati a provare a rimediare e a mettere pezze a colori nei confronti di danni ambientali di cui nessuno, ancora oggi, è in grado di fornire una stima esatta. Ed accade anche che pur di non fermare l’attività produttiva dell’industria in questione, si avviino lavori propedeutici alla bonifica di quello stesso territorio sul quale quell’azienda continua ad insistere con i suoi impianti inquinanti. Perché fermarli tutti insieme non è possibile, altrimenti “si esce fuori dal mercato e poi rientrarvi è molto difficile”.

Ed è proprio in questo clima di paradosso permanente (che su queste colonne viene denunciato da anni) che si è svolta, alla presenza del commissario alle bonifiche Alfio Pini, degli assessori regionali all’Ambiente Lorenzo Nicastro e alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni, di parlamentari, consiglieri regionali ed esponenti delle istituzioni locali (tra cui ARPA Puglia e ministero dell’Ambiente col Soggetto Attuatore Antonio Strambaci), la cerimonia di avvio delle attività di caratterizzazione, tramite carotaggi, della falda profonda dell’area a sud di Statte.

L’attività, che precede l’eventuale bonifica dell’area Pip del comune tarantino, è stata predisposta dai lavori della Cabina di Regia istituita con il “Protocollo di intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto” del 26 luglio 2012. L’intervento è relativo ad un’area prospicente l’Ilva il cui piano di caratterizzazione è stato redatto e presentato dal Comune di Statte nell’ambito della Cabina di regia, ed approvato dal Ministero dell’Ambiente nella Conferenza dei Servizi decisoria del 23 aprile 2013. Poi, lo scorso 30 luglio giunse l’ok dal ministero per il protocollo d’intesa delle attività, ratificato il giorno dopo dalla Cabina di Regia.

E siccome siamo nel paradosso, accade anche che i lavori di carotaggio sono stati affidati alla ditta “RCT” di Milano per una spesa di 400mila euro (per la bonifica dell’area di Statte sono invece disponibili 37 milioni di euro in totale). Azienda leader nel settore delle indagini nel sottosuolo, studi geotecnici, studi idrogeologici, studi nel settore ambientale, esplorazione mineraria, la RCT Srl esegue anche indagini del sottosuolo e servizi in campo on shore ed off shore (near shore). La RCT Srl è nata nel 1995 dalla fusione di due aziende: la Radaelli Castellotti e la Tecnosol S.p.A. Poi dal 2005 è entrata a far parte integralmente del Gruppo TREVI, leader mondiale nell’ingegneria del sottosuolo. Tutte aziende rigorosamente del Nord. Ma non si era detto che le aziende tarantine avrebbero dovuto essere impiegate nelle attività di bonifica o siamo noi che ricordiamo male? E sarebbe questa l’alternativa lavorativa che si vorrebbe garantire agli operai Ilva e tantissimi disoccupati di questa città? Sarà.

Inoltre ieri, l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro ha dichiarato che la Regione puglia ha messo a disposizione della Cabina di regia 70 milioni di euro per gli interventi, grazie alle deroghe al patto di stabilità. Eppure, durante la conferenza stampa della Cabina di Regia dello scorso 24 aprile, quando avanzammo l’ipotesi che senza deroghe al patto di stabilità non vi sarebbero state le risorse per le attività previste, ci fu risposto che non vi erano problemi e che solo in casi straordinari si sarebbe chiesta una deroga. Mentre il “gentilissimo” Antonio Strambaci (il soggetto attuatore) ci invitò con modi alquanto spicci ad evitare di fare polemiche inutili con le nostre domande (chiedendoci in pratica di evitare di fare il nostro mestiere).

Del resto, come ci fu risposto quel giorno ed è stato ribadito anche ieri, l’ok alle attività di caratterizzazione per le scuole dei Tamburi e per l’area Pip di Statte è stato deciso dopo che uno studio redatto da ARPA Puglia ha dichiarato che dopo che saranno realizzate le bonifiche, per arrivare allo stesso livello di inquinamento, ma con le stesse emissioni fuori legge, ci vorrebbero tra i 50 e i 150 anni. Dunque, nel caso nulla cambierà, i problemi saranno di intere generazioni che ancora devono vedere la luce. A cui rivolgiamo i più sinceri auguri.

Gianmario Leone (TarantoOggi, 22.10.2013)

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