INSODDISFAZIONE PER PIANO AMBIENTALE

TARANTORESPIRA: INSODDISFAZIONE PER PIANO AMBIENTALE

Peggio di così Taranto non potrebbe essere trattata. Questo il giudizio del Movimento civico Tarantorespira che esprime insoddisfazione per il Piano Ambientale confermato dal Ministro Orlando che temiamo possa salvaguardare ancora una volta la produzione rispetto al rischio sanitario nella nostra città.

Viene il dubbio che i morti e i malati di Taranto continuino ad essere ignorati davanti all’altare dell’acciaio. Taranto continuerà’ ad essere città della grande industria e i programmi decisi a Roma verranno portati avanti “a prescindere” come direbbe qualcuno. Il Movimento civico Tarantorespira vuole far riflettere i cittadini sul trattamento riservato alla città.

banner-lasttLa situazione Sanitaria a Taranto, stando allo studio SENTIERI e alle indagini epidemiologiche evidenzia un rischio per la salute, soprattutto in alcuni quartieri, più elevata e decisamente preoccupante per alcune tipologie di malattie. L’inquinamento a Taranto provoca danni alla salute, questo e’ accertato e viene ben evidenziato nelle perizie del tribunale.

La stessa ARPA dichiara nel rapporto di valutazione del danno sanitario 2010-2016 che, ad AIA applicata al 100% (ipotesi esagerata) la popolazione più a rischio di tumore passerà da 22.500 a 12.000. Consideriamo inoltre che ARPA dichiara che sono pure stime legate a modelli molto complessi e quindi da verificare. Inoltre le stime si riferiscono ai soli inquinanti assunti per via inalatoria e non si tiene conto di altri fattori di rischio legati per esempio al cibo eventualmente contaminato.

Non si considera poi che la popolazione di Taranto e’ già in parte satura di inquinanti e che i livelli di questi in un sistema biologico tendono, in alcuni fasi ad accumularsi. Nel Piano Ambientale presentato nei mesi scorsi dai tecnici del Ministero si dichiara che nei prossimi anni si effettuerà un monitoraggio degli inquinanti nella popolazione e si valuterà il rischio sanitario in seguito agli effetti dell’AIA ed eventuali rischi residui porteranno non al fermo degli impianti, ma alla rimodulazione degli interventi necessari per ridurre le emissioni. Riteniamo tale ipotesi altamente offensiva e indegna di un paese civile.

Gli operai di Taranto e gli abitanti dei quartieri più a rischio non sono cavie da laboratorio che possano essere utilizzate per valutazioni sul rischio biologico in vivo. La vita anche di un solo abitante di Taranto vale più di milioni di tonnellate di acciaio e Tarantorespira sarà sempre più determinata nel portare avanti il progetto di sviluppo alternativo e risarcimento per i danni subiti da questa sfortunata e offesa città.

Comunicato stampa di TarantoRespira

http://www.tarantorespira.it

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