Inquinare è peccato? Una domanda a papa Francesco

 Madonnina proteggici dall'Acciaio!

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Devo mio malgrado adeguarmi alla moda degli ultimi mesi: quella di scriverle una lettera aperta. Non si preoccupi, non non è mia intenzione parlarle di conversioni o avventurarmi in pericolose disquisizioni teologiche. Per lei ho solo una domanda semplice: “Inquinare è Peccato?”.

Le faccio questa domanda perché, in Italia e nel mondo, assistiamo ad una corsa alla distruzione dell’ambiente, vittima di un sistema economico e industriale che si nutre di risorse naturali e ‘restituisce’ veleni. La salute è ormai diventata, in troppi casi, merce di scambio del benessere mentre la vita rappresenta il prezzo che molte comunità sono costrette a pagare al lavoro e al profitto (di pochi).

Ho stampati in mente due casi drammatici. Il primo è quello della città di Taranto dove le perizie della magistratura parlano – ogni anno – di almeno 300 vite che si spengono a causa dei veleni. Si tratta di una terra dove una mamma che allatta il proprio bambino, spesso, trasferisce, insieme al latte, la diossina. L’altro è la “Terra dei Fuochi”, una larga parte di territorio campano che la camorra, imprenditori senza scrupoli e politici corrotti hanno rintuzzato di rifiuti tossici, radioattivi e schifezze varie. Lo hanno fatto a tal punto che un pentito, Carmine Schiavone, dice: “Tra vent’anni saranno tutti morti”. (Sono passati sedici anni da quella terribile profezia senza che nessuno abbia mosso un dito).

Potrei continuare a lungo parlandole dell’Eternit o delle città che sono soffocate dallo smog. Delle navi dei veleni affondate, a tradimento, nei mari di tutto il mondo oppure delle tragedie immani che l’umanità ha procurato a se stessa con i disastri nucleari di Chernobyl e Fukushima.

Nelle mie parole non c’è polemica: ho solo bisogno di capire, di sapere se chi avvelena l’aria, l’acqua, la terra, il cibo, chi demolisce il futuro dei bambini di oggi e ruba loro la speranza nel domani ha più o meno diritto di un divorziato di accedere all’eucarestia. Chi fa tutto questo, distruggendo il “creato” e la vita, dovrà, almeno, renderne conto a Dio? Le chiedo questo perché, purtroppo, quasi mai queste persone ne rendono conto agli uomini; di certo non come dovrebbero in base alle sofferenze di cui, con i loro comportamenti, sono stati causa. Pensi, in Italia, i crimini contro l’ambiente non sono nemmeno reati da Codice penale.

La sua elezione, Santità, ha rianimato i cuori di tante persone nel mondo e aperto una breccia in quelli di chi – come me – deve quotidianamente confrontarsi con i propri dubbi.

È per questo che più che una risposta Le chiedo una speranza per tutte quelle persone a cui l’inquinamento ha rubato la vita, la salute, la gioia. Una speranza per tutte quelle persone che, non per la propria volontà sono oggi “apolidi” del futuro.

 

 http://www.huffingtonpost.it/antonio-barone/inquinare-e-peccato-una-domanda-a-papa-francesco_b_4239847.html?utm_hp_ref=fb&src=sp&comm_ref=false 
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