Taranto, 40 rilevatori umani annusano la qualità dell’aria

 

Taranto, 40 rilevatori umani annusano la qualità dell'aria

 

Sentinelle addestrate dall’Arpa per segnalare in anticipo possibili concentrazioni di fumi e gas. Ed entrano in azione prima delle centraline. In città arrivano i ministri del Lavoro e dell’AmbienteNon solo centraline. Per monitorare la qualità dell’aria a Taranto adesso ci sono anche i rilevatori umani. Una squadra addestrata dall’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, per annusare e segnalare per tempo possibili alterazioni. Dai fumi dell’Ilva al gas, i “nasi sensibili” individuati fra i volontari che hanno risposto all’appello dell’Arpa sono in grado di cogliere immediatamente il pericolo e di segnalarlo a un numero verde.
Il servizio, non sostitutivo, ma aggiuntivo rispetto alle centraline, è partito da circa una settimana. Le sentinelle dell’Arpa sono in grado di valutare il grado di “spessore” dell’odore sgradevole e di mettere in funzione il sistema. Sono residenti nei quartieri Paolo VI, Statte, Borgo e Tamburi, i più sensibili alle emissioni della zona industriale. Se ritengono che ci sia un potenziale pericolo, fanno una segnalazione al numero verde di un sistema informatizzato. Il campionamento scatta quando vengono registrati tre rossi nella stessa fascia oraria. L’ultimo allarme è stato registrato alcuni giorni fa per un forte odore di gas, che ha scatenato numerose chiamate alla Asl e ai vigili del fuoco. La centralina in piazza Garibaldi, però, non si è attivata automaticamente: questo significa che l’odore non ha raggiunto la soglia minima per far scattare l’allarme.

Le sentinelle addestrate dall’Arpa sono uno strumento in più per monitorare la qualità dell’aria in una delle città più inquinate d’Italia. Quella ambientale è la più grande emergenza di Taranto, insieme con il lavoro. Per parlare di questi argomenti domani sono attesi a Taranto, in Prefettura, i ministri del lavoro, Enrico Giovannini, e dell’ambiente, Andrea Orlando. L’appuntamento è alle 11 in Prefettura per la firma del protocollo sulla sicurezza sul lavoro nelle grandi industrie. L’accordo è frutto della collaborazione tra le imprese e gli enti di vigilanza e ispettivi e punta su prevenzione e informazione. Diventerà una parte integrante dei lavori di risanamento ambientale previsti dall’Aia nello stabilimento Ilva. Si ipotizza che nella fase di picco dei lavori all’interno del siderurgico possano essere operativi contemporaneamente tra i 40 e i 50 cantieri con una notevole presenza di personale di imprese appaltatrici. I lavori di risanamento dell’Ilva costeranno, secondo stime dell’azienda, 1,8 miliardi nel triennio 2013-2015.

 

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