Ilva, vertice a sorpresa

 

Interrogatori in vista
per Vendola e Assennato

di FULVIO COLUCCI
TARANTO  Segna tempesta il barometro dell’Ilva. Oggi a Roma il commissario straordinario Enrico Bondi e il sub-commissario Edo Ronchi incontrano il governo a Palazzo Chigi. Potrebbero lanciare un ultimatum: o l’esecutivo offre «agibilità» operativa, aiutando l’azienda ad eliminare i ritardi burocratico-istituzionali che rallentano i lavori previsti dall’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), mettendo così al riparo gli stessi vertici del siderurgico da eventuali, nuovi, contraccolpi giudiziari in materia di inquinamento o il commissario e il sub-commissario potrebbero dimettersi.

Un vertice improvviso e inatteso con rappresentanti della presidenza del Consiglio e dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. All’incontro anche il prefetto di Taranto Claudio Sammartino. Il management aziendale intenderebbe rimarcare il «clima poco collaborativo» che respirerebbero nel capoluogo. Il prefetto chiederebbe, altresì, certezze sulle sanzioni previste (e già accertate) dalla legge di commissariamento dell’Ilva e che il suo ufficio deve applicare nel caso di violazione delle norme sull’Aia.

Secondo indiscrezioni, il commissario Bondi e il sub-commissario Ronchi potrebbero premere sull’acceleratore. La minaccia di dimissioni potrebbe essere concreta, non larvata, se il governo non ascoltasse l’appello a velocizzare le procedure Aia. E in tal senso, i due porterebbero esempi concreti come il progetto di realizzazione della copertura dei parchi minerali. A che serve presentarlo, sarebbe il ragionamento di Bondi e Ronchi, se poi le autorizzazioni richieste, per esempio all’Amministrazione comunale, tardano o si complicano facendo slittare ancora i tempi di realizzazione delle opere di ambientalizzazione?

Bondi e Ronchi prospetterebbero, così, la impossibilità di andare avanti senza quella «agibilità» che dovrebbe abbracciare due fronti: i rapporti con la città e quelli con le istituzionali. Un nodo decisivo, al netto di decreti e commissariamenti che hanno costellato gli ultimi quindici mesi della vicenda Ilva. Ma per il governo non sarà facile sciogliere quel nodo. E scioglierlo come, poi? Impensabile un nuovo intervento legislativo. E anche una mediazione non sembra praticabile senza fare i conti con un «clima» difficile.

Ieri addirittura il segretario generale nazionale del sindacato metalmeccanico Uilm, Rocco Palombella, non certo un anti-industrialista, ha detto chiaro e tondo: «I lavori previsti dall’Aia sono in grave ritardo. Non ci si può attaccare alla copertura integrale di qualche chilometro del treno nastri». Parlava, Palombella, all’assemblea dei delegati della Uilm a Massafra, in provincia di Taranto. Un incontro programmato in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio di fabbrica dell’Ilva, le rappresentanze sindacali unitarie scadute nella scorsa primavera. Si voterà il 27, 28 e 29 novembre anche se la Fiom Cgil ha fatto ricorso alla magistratura contestando il meccanismo elettorale e chiedendo un rinvio della consultazione.

Anche questo episodio mostra il «clima avvelenato» che si respira in città. Veleno su veleno. «Altro grave ritardo» ha aggiunto il segretario della Uilm Rocco Palombella «è quello relativo alla presentazione del piano industriale da parte di Bondi. Presentarlo a gennaio aumenterà l’inquietudine dei lavoratori, già emotivamente provati da oltre un anno di incertezze sul futuro. Non si tratta solo dei lavori dell’Aia – precisa Palombella – ma dell’ambientalizzazione complessiva di tutto lo stabilimento. Gli impianti vanno rifatti con frequenza, bisogna abbattere l’inquinamento e garantire l’eco-compatibilità. E poi essere davvero chiari sulla forza lavoro dell’Ilva futura. Bondi potrebbe anche pensare, senza strappi, di bloccare il turn over operaio nello stabilimento. Nel giro di pochi anni la forza lavoro sarebbe sensibilmente ridotta con gravi contraccolpi economico-sociali».

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/ilva-vertice-a-sorpresa-cos-bondi-e-ronchi-minacciano-dimissioni-interrogatori-in-no671466#.Uo3Z8uoZBqo.twitter

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