SCHIAVI DI R IVA

Il commissario Bondi, prima di poter dare avvio agli interventi di risanamento ambientale, deve chiedere il permesso alla famiglia Riva. L’ultimo regalo offerto ai tarantini dal governo contiene una sorpresa al comma 11 bis del decreto legge 136 del 2013

di Vincenzo Carriero

Lo Stato italiano deve chiedere il permesso ai Riva prima di operare un qualsivoglia intervento in Ilva. Persino per avviare le bonifiche e i lavori di adeguamento dell’Aia. La storiella di una fabbrica commissariata, sottratta al legittimo proprietario perchè indagato per aver commesso un numero non ben precisato di reati, tutti molto gravi, “espropriata” nel tentativo di veder rispettata la legge in materia di tutela ambientale, è un burla. Un’indicibile menzogna che stride con il principio di realtà. Per averne contezza è sufficiente leggere il comma 11 bis, presentato sotto forma di emendamento al decreto legge 136 del 2013: il nuovo provvedimento sull’Ilva. In quell’artificio giuridico è previsto che il commissario Bondi chieda ad Emilio Riva l’aumento di capitale per poter dare seguito al risanamento degli impianti.

Che bravo il governo: ha dovuto aspettare due anni, fare sorrisetti di circostanza dinanzi alle inchieste condotte dal giudice Todisco, ingoiare la pillola amara di non poter prestare soccorso ad un “amico” generoso come Emilio Riva caduto in disgrazia, ma alla fine tutto si è sistemato. Ogni cosa è tornata al suo posto. Che bravo il Partito democratico targato Matteo Renzi. L’onorevole Chiara Braga, renziana di ferro e responsabile ambiente dell’ex carrozzone rosso, plaude al nuovo decreto Ilva. Decreto che il presidente della Repubblica controfirmerà senza batter ciglio. Re Giorgio è attento nel valutare pro e contro di leggi e norme soltanto in talune circostanze. Quando attengono, per esempio, la Terra dei fuochi della sua amata Campania. Dei rappresentanti istituzionali tarantini e pugliesi meglio non parlare. Esistono? Chi sono? A Roma passano inosservati, nessuno si cura di loro. Poca cosa per perderci la testa. “A questo punto si balla”, scrive il solito Paolo Bricco sul solito giornale confindustriale. Sì, ma sulla testa dei tarantini tanto per cambiare.

http://www.cosmopolismedia.it/categoria/19-ambiente/5297-comanda-sempre-lui.html

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