Una città ecoferita che chiede la verità

TARANTO – Una storia infinita. A Taranto e dintorni. Mentre si cercano i quattrini per rendere gli impianti dell’Ilva non più fonti di malattie e morte per operai e tarantini, le diseconomie, le storture e gli incubi del passato, sopravvissuti agli interventi dell’autorità giudiziaria, tornano ad allungarsi minacciosi. La diossina, sostanza cancerogena, da vero, autentico, killer silenzioso e implacabile, a cinque anni dal suo ritrovamento nei prodotti caseari realizzati in masserie ubicate a ridosso dell’Ilva, stavolta si materializza, in valori doppi rispetto al limite, nel latte delle mucche di un allevamento di Massafra, latte ogni giorno portato in un caseificio vicino per essere trasformato in mozzarelle e burrate.

Se si tratti di diossina frutto del famigerato camino E312 dell’Ilva, detentore del poco invidiabile primato di primo produttore europeo della sostanza tossica, oppure sputata dall’inceneritore di Massafra, Arpa e Asl non sanno dirlo e chiedono tempo per accertarlo con esattezza, visto che l’allevamento si trova a 10 chilometri dal siderurgico, dunque in una zona comunque a rischio tanto da essere sottoposta a controlli proprio per quanto accaduto nel 2008, e a poco più di un chilometro dall’inceneritore che brucia balle di rifiuti provenienti da mezza Puglia.

Sul campo, oltre alla diossina, restano poche certezze e tanti dubbi. La positività delle analisi certifica che i controlli funzionano ma che fino a quei controlli, eseguiti tra aprile e ottobre dell’anno scorso, il latte di quell’allevamento è stato trasformato in prodotti caseari ed è finito dunque nei nostri organismi. Il vincolo sanitario apposto dalla Asl all’allevamento garantisce che la diffusione è stata bloccata ma mette naturalmente in gravi difficoltà economiche il proprietario delle 55 mucche, costretto a non vendere più latte e carne.

I vertici a Palazzo Chigi e le maratone in Parlamento sul caso-Ilva sembrano lasciare sempre sullo sfondo, non citandola nemmeno come nel caso dell’ultimo decreto varato dal governo Letta, la parola salute, il valore salute, l’importanza della salute per i tarantini.

È giusto adoperarsi per trovare le risorse necessarie per far adempiere all’Ilva le prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nell’ottobre 2012 e sinora rimasta rinchiusa nell’alveo delle buone intenzioni. È legittimo fare il possibile per salvare gli 8 milioni di tonnellate di acciaio sfornate dal siderurgico ogni anno, essenziali per l’industria manifatturiera italiana tanto da far ritenere l’acciaieria tarantina strategica per tutta l’Italia. È doveroso pensare agli stipendi degli oltre 15mila operai che ogni giorno – al lordo di cassa integrazione e contratti di solidarietà – varcano i cancelli della fabbrica. Ma non basta. C’è altro. C’è la diossina trovata a Massafra e prima ancora a Taranto e Statte, e finita nella catena alimentare. C’è la fila disumana e ci sono i momenti di tensione registrati ieri al reparto di oncologia dell’ospedale Moscati del capoluogo jonico, malgrado il grande spirito di abnegazione di medici e infermieri. Ci sono i giovani, i tanti giovani, operai ma non solo, strappati alla vita dai tumori implacabili quanto la diossina. Ci sono i bambini del rione Tamburi che da anni non possono giocare nelle aree verdi sotto casa e nelle scuole, perché contaminate. Ci sono i morti del cimitero, sepolti sotto una terra rosso minerale. E c’è una città, anzi una intera provincia, che chiede verità: su quanto esce ora dalle ciminiere dell’Ilva (e dal camino dell’inceneritore di Massafra), su quello che finisce sulle sue tavole, sui soldi stanziati per garantire concretamente il diritto alla salute e magari, un giorno, chissà, avere un decreto legge con la salute al centro e la produzione in coda.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizie-nascoste/una-citt-eco-ferita-che-chiede-la-verit-no684074/#.Us-y61PqI7w.facebook

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...