ECO-PALLE

Si vuole infliggere una nuova ferita a Taranto. Quale? Costruire un gigantesco parco eolico nella rada di Mar grande. Dopo i palazzinari, l’imprenditoria jonica esibisce con una certa fierezza gli eco-pallonari

di Vincenzo Carriero

 

mar grande1

Al peggio non c’è mai fine. Niente si reitera con più facilità del brutto nelle nostre società. Il partito degli affaristi, degli speculatori senz’anima allunga le mani sulla città. Non le aveva mai ritirate in tutto questo tempo. I suoi epigoni vogliono portare a compimento la definitiva distruzione di Taranto in cambio di lauti guadagni. Una distruzione etico-morale ancor prima che ambientale. L’ultima trovata in ordine di tempo è quella di realizzare un gigantesco parco eolico nel golfo di Taranto, a soli sette chilometri dalla terra ferma. Un’opera dall’impatto ambientale devastante, in grado di compromettere il sito d’importanza comunitaria denominato “Posidonieto Isola di San Pietro – Torre Canneto” in barba alle direttive europee e alla Convenzione di Barcellona sulla tutela delle diversità biologiche nel mediterraneo.

Il parco è costituito da 10 aerogeneratori, ognuno di tre megawatt di potenza, disposti in due diverse aree: sei turbine esterne alla diga foranea e quattro prospicenti il molo polisettoriale. Le torri eoliche si ergeranno sul mare per un’altezza di circa 110 metri e convoglieranno l’energia prodotta attraverso un cavo sottomarino lungo oltre due chilometri. La realizzazione della megastruttura, sostengono gli esperti, comporterà un’impressionante movimentazione del fondale marino nei pressi dell’isola di San Pietro. Movimentazione in grado di danneggiare irrimediabilmente l’ecosistema circostante. Rischiano l’estinzione specie protette come la tartaruga marina Caretta caretta. Le torri eoliche che si vorrebbe far sorgere attorno alla zona portuale di Taranto si eleverebbero per oltre 100 metri di altezza: l’equivalente di enormi grattaceli di circa 30 piani.

Non c’è che dire: Taranto come San Francisco. Un meraviglioso – e suggestivo – skyline del capoluogo jonico presto potrà essere edificato. Ciminiere dell’Ilva, cisterne Eni e, adesso, anche pale eoliche disseminate qua e la. Dalla rada di Mar Grande si potrà apprezzare un panorama paesaggistico mozzafiato, da tour operator. Dopo i palazzinari, gli eco-pallonari. Non sia mai dovesse interrompersi la distruzione di Taranto.

 

http://www.cosmopolismedia.it/categoria/19-ambiente/6008-eco-palle.html

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