il mio primo maggio

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“Primo Maggio, Si ai Diritti, No ai Ricatti”. Futuro, ma quale Futuro?!

 

Sono passate due settimane dal 1° Maggio, un 1° maggio che ha vistoTaranto alla ribalta dei telegiornali e delle polemiche. Ho volutamente aspettato tutti questi giorni per darmi modo di metabolizzare tutto quello che ho visto, fotografato e vissuto al Concerto organizzato dal Comitato Cittadini Liberi e Pensanti.

 

 

Si, perché c’è da metabolizzare e comprendere talmente tanti di quegli aspetti che scriverne subito sarebbe stato limitante per me.

Il Concerto del 1° maggio di Taranto ha palesato quanto si possa “fare” partendo dal basso, senza necessità di sponsor, bandiere o sindacati… E questo ha dato molta noia al 1° Maggio Romano che quasi si è sentito oscurato dal significato reale che questo evento ha simboleggiato per anni.
Ho vissuto a Roma per 26 anni e a San Giovanni ci sono andata spesso, sino al momento in cui ho compreso che di Festa del Lavoro in quella piazza non se ne parlava per niente. Oramai un concerto, una vetrina per gli artisti, per gli sponsor e per i sindacati.
Molto lontano dal concetto di Festa del Lavoro e sempre più vicino ad un Festival della Canzone, Roma o meglio la CISL nazionale su twitter non ha resistito a definire il concerto pugliese “una sagra di paese”, scatenando una pioggia di 9 milioni di risposte corredate da fotografie a testimoniare in tempo reale che a Taranto 120,000 persone stavano partecipando alla “sagra”.

Già, centoventimila persone!
Nonostante la pioggia avesse reso impraticabile il terreno così diligentemente ripulito dai ragazzi del Comitato, nonostante il fango impedisse di muoversi agevolmente, nonostante tutto… non smetteva di arrivare gente…un fiume continuo che sembrava non finisse mai: ragazzi, mamme con bambini, famiglie intere, anziani. Tanta tanta tanta gente!

La mia posizione: sotto il palco, nell’area fotografi, a ridosso delle transenne a limitare il pubblico. Con i ragazzi in prima fila a chiedermi continuamente gli orari della scaletta, piuttosto che acqua o uno scatto o semplicemente due chiacchiere. E’ una posizione dalla quale è semplice rendersi conto della folla che lentamente riempie il parco archeologico, una sensazione di incredulità ogni qual volta mi alzavo sulla transenna per vedere sin dove lo sguardo poteva arrivare… quanti eravamo!!!

«Buongiorno Taranto e buona festa del lavoro. Signor presidente del Consiglio, signori ministri, signor presidente della Regione, signor sindaco e signori sindacalisti – ha detto Michele Riondino in apertura del concerto – non dimenticate che continueremo a maledirvi ogni giorno per tutto ciò che potreste fare e non fate, per ciò che avreste potuto fare e non avete fatto. Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che avete soffocato».

Ed è con queste parole seguite da un roboante applauso che si è aperto il Concerto Tarantino… Parole che hanno acceso la voglia di una intera popolazione di gridare Taranto Libera – Taranto Libera – Taranto Libera. Poi spazio alla musica, con Caparezza che ha aperto il concertone con “Non me lo posso permettere” e poi subito con la canzone di denuncia “Vieni a ballare in Puglia”.

Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo Paese, dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese; pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.”

Non è facile rendere in parola scritta ciò che ho provato nel cuore mentre sentivo smuoversi la terra sotto i piedi… Eravamo noi… ballando stavamo smuovendo la Puglia, la rabbia, il desiderio di riscatto, la necessità di salute. Tutto in un ballo di denuncia!

Non è stata solo la musica a smuovere gli animi… no… soprattutto le parole che sono state pronunciate su quel palco dalle varie associazioni che hanno voluto esserci: Forum Abruzzese movimenti per l’acquaNo smog TriesteNon Muos Sicilia e No Tav. I No triv della Basilicata con parole che hanno commosso fatto piangere e alzare i pugni al cielo… come per i ragazzi/fratelli di Brindisi con il NO al Carbone, come per Crotone con Crotone ci mette la Faccia (Tina De Raffele le sue parole hanno squarciato il cielo, il suo grido di dolore ha disseminato lacrime sui volti anche dei ragazzi meno attenti).

Non si è trattato solo di musica, di artisti, di cantanti… no, a Taranto si è parlato, parlato e parlato…

E’ intervenuto Gino Strada, il medico fondatore di Emergency, in collegamento telefonico dal Sudan su Radio1 Rai, «Taranto – ha detto – è il simbolo di una situazione in cui i diritti vengono calpestati e viene barattato il lavoro con la salute. Vorrei dire che un paese civile che dovrebbe proteggere i cittadini non dovrebbe tollerare persone che applaudono gente condannata per la morte di un ragazzo. Ma dove sono finiti i diritti delle persone, i diritti dei lavoratori, il diritto alla giustizia, alle cure, all’istruzione?» ha concluso il fondatore di Emergency.
E giù un applauso che si è fatto sentire sino a Roma ed anche più su!

C’era la musica si! Ma c’erano anche le magliette indossate dalla bravissima Valentini Patrini, già conduttrice nel 2013 del primo concerto tenutosi a Taranto, a ricordare che il diritto alla salute è un bene costituzionale.

Un continuo susseguirsi di emozioni, di grida, di parole lanciate nel vento e mani ad applaudire gli artisti che in maniera del tutto gratuita hanno accettato l’invito di Roy Paci, direttore artistico del Concerto, di Michele Riondino, Luca Barbarossa, Andrea Rivera e Valentina Petrini.

Ad iniziare da Fiorella Mannoia che, intervenuta già nel 2013, s’è ritrovata con le lacrime agli occhi sul palco di una città che ormai la considera come una figlia… figlia che si sente a casa quando torna a Taranto, una figlia che ancora una volta ha esortato i tarantini a stare uniti…

E intanto una parte del pubblico era ormai oltre le transenne, oltre quell’apparente ordine che il servizio di sicurezza stentava a mantenere, era “oltre” la musica… come in un unico abbraccio. Ed ancora Vinicio Capossela, Paola Turci, Diodato, Filippo Graziani, i Sud Sound Sistem e gli Aftherours hanno continuato ad infiammare il Parco Archeologico sino a notte inoltrata.

E’ stata una giornata importante per Taranto! La città ha abbondantemente dimostrato di poter gestire “senza padroni”, un evento di tale portata.
Il Comitato Cittadini Liberi e Pensanti, organizzatore del concerto ha fatto il possibile, perché tutto andasse per il meglio. Parliamo di un gruppo di ragazzi che nel giro di due anni hanno dovuto imparare, ed anche piuttosto velocemente, il mestiere dell’organizzatore di eventi. Certo qualche pecca nell’organizzazione soprattutto verso i giornalisti ed i fotoreporter, c’è stata (non parliamo della calca che si è venuta a creare nella zona fotografi antistante il palco… un numero di badge impressionante dato a chi non aveva neanche la macchina fotografica in mano); così come per l’ordine e la sicurezza forse non pronti a gestire un numero così alto di persone. In fondo parliamo “solo” di 120,000 persone al 2° Concertone organizzato dal Comitato.

Ma bisogna riconoscere al Comitato la forza, la caparbietà, l’orgoglio di essere “riusciti” in un qualcosa di titanico… come aver ripulito in meno di 24 ore il parco che ha ospitato il concerto, riconsegnandolo al quartiere in condizioni perfette. Sempre seguendo il mood “ io non delego, partecipo”.

Serbo ancora nell’anima il fremito, l’emozione di aver fatto parte di quei 120,000 che ballando nel fango hanno alzato le mani al cielo chiedendo giustizia e salute. In fondo non è molto quello che chiediamo… Giustizia e salute.

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